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Notiziario Massonico (IT)
Corpus Juris
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A\G\D\G\A\D\U\

Gran loggia unita indipendente

Piazza del gesù

 

Omnes eodem cogimur

 

 

 

Corpus juris

Costituzione * Statuto

regolamento dell’ ordine * antichi doveri

 

Roma – 6005 Anno V\ L\

 

 

Indice:

 

Statuto                                      pag 3

Costituzione                             pag 5

Regolamento dell’ Ordine        pag 10

Antichi Doveri                          pag 18

 

 

Finito di stampare nel Mese di Ottobre 2010

Copia non commerciabile, destinata a solo uso della

Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù

 

STATUTO

Principi fondamentali

 

Art. 1   La Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù (per abbreviazione Gran Loggia Unita Indipendente e per acronimo G\L\U\I\P\D\G\ e/o GLUI-PDG e/o G\L\U\I\ e/o GLUI) apolitica ed apartitica é la Comunione Massonica Italiana che, indipendente e sovrana, raccogliendosi sotto il simbolo iniziatico

A\ G\ D\ G\ A\ D\ U\

si colloca nella sequenza della Massoneria Storica e rappresenta una fonte legittima di autorità Massonica nel territorio Italia­no e nei confronti delle Comunioni Massoniche Estere in quanto costituitasi con Atto di Fondazione in ottemperanza a quanto previsto dai Regolamenti Interna­zionali della Massoneria Universale.

Presta la dovuta obbedienza alla Carta Costituzionale della Repubblica Italiana ed opera nel ri­spetto delle Leggi dello Stato.

La sua natura civilistica è legittimata dai diritti e dalle garanzie derivanti dall’ Art. 18 della Costituzione della Repubblica Italiana, mentre gli Artt. 36 e seguenti del Codice Civile ne regolano l’ attività secondo quanto stabilito e determinato dal presente Statuto, dalla sua Costituzione, dal Regolamento e, in generale, dal suo “Corpus Juris”.

 

Art. 2   La G\L\U\I\P\D\G\ si colloca nella sequenza della Massoneria Storica e pratica il Rito Scozzese Antico e Accettato nei tre gradi di Apprendista, Compa­gno d’Arte e Maestro.

Potranno essere praticati, nella loro specificità e totale integrità, altre ritualità diverse dal Rito Scozzese Antico e Accettato nei limiti e previa approvazione dall’ organismo Istituzionale previsto dal Regolamento.

Art. 3   Per quanto attiene alla ritualità ed al funzionamento delle proprie strutture sia centrali che periferiche, oltre al proprio “Corpus Juris” applica i dettami delle “Costituzioni di Anderson --- Landmarks” e gli “Statuti Generali della Libera Muratoria” editi in Napoli 1820;

Art. 4   Il delegato alla rappresentanza verso l’ esterno della G\L\U\I\P\D\G\ è il Gran Maestro il quale ai fini civilistici assume l’ incarico di Presidente dell’ Associazione.

Le sedi periferiche prendono il nome di Logge che, contraddistinte da un Titolo Distintivo e da un numero di attribuzione, sono rappresentate da un Maestro Venerabile.

L’ intera organizzazione, funzione ed articolazione della G\L\U\I\P\D\G\viene stabilita e regolamentata dal “Corpus Juris” costituito da:

A)                Dal presente Statuto;

B)                Dalla Costituzione;

C)                Dal Regolamento dell’ Ordine;

D)                Dagli Antichi Doveri (Edizione del 1723);

inoltre, trovano applicazione:

E)                 I Landmarks;

F)                 Gli Antichi Precetti Massonici;

G)                Dichiarazione di principi (approvata dal Convento dei Supremi Consigli Confederati riuniti a Losanna nel settembre 1875).

 

Norme generali

Art. 5   La Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù ha la sua sede nazionale in 00176  Roma, Via Leonardo Bufalini, 10.

Non ha scopi di lucro, il suo fine è il perfezionamento e l’ elevazione dell’ Uomo e dell’ Umana Famiglia

La sua durata è illimitata.

 

Art. 6   In  ogni e qualunque sua espressione e manifestazione, sia centrale che periferica, la Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù non si occupa né di politica né di religione.

Non richiede ai propri iscritti alcun particolare esercizio e/o appartenenza religiosa ma il semplice, sincero e convinto “credo” nell’ “Essere Supremo”.

Art. 7   La Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù potrà farsi promotore della costituzione di enti e/o associazioni per l’ amministrazione di contributi, lasciti volontari da parte di associati e sostenitori, da destinare ai fini culturali e umanitari, di cui al successivo art. 8.

Art. 8   La Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù si propone:

A) Di operare per il miglioramento morale e materiale dell’ uomo e dell’ umanità, diffondendo la pratica della reciproca tolleranza e della fratellanza al di sopra di ogni divisione sociale, razziale ed etnica;

B) Di adoperarsi per i fini di un’ alleanza universale di tutti gli esseri umani che aspirano all’ unione, per il perfezionamento intellettuale e morale dell’ umanità;

C) Di promuovere con le opere e gli esempi la diffusione della libera cultura e della solidarietà;

D) Di attivarsi, anche attraverso la promozione e/o la formazione di gruppi di studio e di ricerca  per la soluzione di problemi attinenti allo sviluppo ed al benessere morale, spirituale e materiale dell’ Umanità.

E) Promuovere nell’ambito della Massoneria Italiana un progetto di riunificazione che tenga in debito conto le sane esperienze maturate dalle varie Obbedienze Massoniche che hanno operato nel solco della Tradizione Massonica e nel rispetto dei precetti della Massoneria Universale.

Art. 9  La Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù al fine di realizzare gli obiettivi di cui alla lettera A) dell’ Art. che precede parteciperà attivamente, anche promuovendoli, ai consessi Massonici Internazionali finalizzati all’ incontro delle varie Massonerie Nazionali ed alla effettiva istituzione di una Comunione Massonica Mondiale nel cui ambito si promuova lo scambio di idee e di esperienze maturate nel solco della Tradizione Massonica Universale.

Art. 10  La Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù al fine di attuare la maggior trasparenza del proprio operato, pur nel rispetto della “riservatezza” che caratterizza ogni Istituzione Massonica, si fa promotore di riunioni, incontri, conferenze, cenacoli, dibattiti e di ogni altra utile attività pubblica per “incontrare” la “società civile” nel contesto sociale e territoriale in cui opera. Altresì potrà diffondere comunicati informativi sulle proprie attività; Curare la  pubblicazione di riviste, stampe e di altri mezzi di informazione; Rilasciare interviste ai mezzi di comunicazione e di stampa.

 

Associati

Art. 11  Su formale istanza possono essere ammessi in qualità di Associati uomini non atei, in possesso di idonea cultura, di qualsiasi religione e credo politico purché non contrastanti con gli scopi statutari.  I candidati:

 

A)                Dovranno essere presentati da un Associato che, sulla base di una diretta conoscenza, garantisca per il richiedente la sussistenza dei requisiti di idoneità civile e morale;

B)                Dovranno rilasciare una dichiarazione di uniformarsi al “corpus juris” della G\L\U\I\P\D\G\.

C)                L’ ammissione deve essere richiesta alla Loggia nel Comune ove il candidato ha residenza o in quello in cui esercita la propria attività lavorativa, ovvero in quello ove ha il proprio domicilio abituale. Nel caso non vi sia in tale Comune alcuna Loggia della G\L\U\I\P\D\G\ la domanda di adesione sarà presentata presso la Loggia più vicina al candidato secondo i criteri sopra enunciati, ovvero, ed in deroga a tale principio e previo nulla-osta del Gran Maestro alla Loggia di appartenenza del fratello presentatore.

 

Giustizia e Disciplina Massonica.

Art. 12  La Giustizia Massonica si ispira a sentimenti di fraternità ed equità e la sua funzione è la tutela dei principi fondamentali, delle finalità e dei metodi della Massoneria Universale.

Art. 13  Il ricorso ad azioni disciplinari deve essere ritenuto e praticato soltanto come evento ed ipotesi di ultima istanza in quanto si impone, ad ogni livello, che nella Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù deve esistere ordine e tolleranza comportamentale, generale armonia e pace fraterna tra tutti i fratelli indipendentemente dal grado conseguito, dalla Carica e Dignità Istituzionale assunta e dalle qualità soggettive di tutti i fratelli.

In via preliminare ogni dissenso tra i fratelli, qualunque sia il loro Grado, la loro Carica e la loro Dignità, deve essere sottoposto a procedura dapprima informale e poi, ove occorrente, solenne e formale di fraterna conciliazione e riappacificazione.

Art. 14  La Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù esercita la funzione disciplinare osservando i diritti di difesa dell’ incolpato.

Art. 15  Gli Organi Giurisdizionali sono:

- i Tribunali di Loggia;

- i Tribunali Circoscrizionali;

- la Corte Centrale di Giustizia;

- la Corte Centrale di Giustizia in sessione Plenaria

Le loro composizioni, le funzioni, i compiti ed i poteri vengono disciplinati dalla Costituzione e dal Regolamento dell’ Ordine.

Art. 16  Deprecabili condotte poste in essere dai componenti della Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù, seppur al di fuori dell’ ambito Istituzionale, conclamati dissidi tra i suoi appartenenti ed eventuali condanne penali per reati non colposi e/o la sussistenza di procedure concorsuali e di azioni civilistiche da cui si desume un comportamento non improntato ai principi di lealtà e correttezza propugnati dalla Libera Muratoria devono essere portate a conoscenza della Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù affinché la stessa possa serenamente valutare le condotte dei propri iscritti.

Art. 17  È auspicabile che dissidi implicanti questioni patrimoniali tra gli Associati, per quanto possibile, vengano risolti mediante amichevole composizione da promuovere a tutti i livelli Istituzionali. In ogni caso, qualora si rendesse assolutamente necessario il ricorso alla Magistratura Ordinaria ogni Associato deve mantenere e conservare un corretto comportamento civile.

Nessun tentativo di amichevole composizione potrà essere esperito in caso di controversie tra iscritti aventi profili penalmente rilevanti e/o qualora si ravvisi una assoluta necessità di applicazione di un “giudizio esterno ” alla G\L\U\I\P\D\G\.

 

Organi Direttivi

Art. 18  I principali organi direttivi sono:

A)                Il Presidente, propriamente detto Gran Maestro.

È il legale rappresentante dell’ Associazione e deve essere membro effettivo della G\L\U\I\P\D\G\ che rappresenta verso chiunque sia nel mondo profano che in quello Massonico.

Il suo mandato dura cinque anni ed è rileggibile.

A lui spetta la presidenza di ogni riunione alla quale assista.

La sua eleggibilità, le sue attribuzioni, le sue competenze ed i suoi oneri, nonché la sua elezione e la sua installazione sono regolamentati dalla Costituzione e dal Regolamento dell’ Ordine.

B)                L’ Assemblea Generale Ordinaria anche detta Gran Loggia (in forma Ampia).

È annuale ed è presieduta dal Gran Maestro, si riunisce in Roma.

Sarà convocata a cura del previsto Organo Istituzionale istituito in virtù della Costituzione e regolamentato dal Regolamento dell’ Ordine.

Sarà convocata mediante comunicazioni scritte (ovvero con altre forme equipollenti idonee a garantire e documentare l’ avvenuta conoscenza degli aventi diritto di partecipazione)  con almeno trenta giorni di anticipo ed indicazione degli argomenti all’ ordine del giorno.

Qualora si rende necessario e sussistendo i requisiti di indispensabilità ed urgenza, il preposto Organo Istituzionale, con la medesima procedura ma con la riduzione dei termini alla loro metà, convocherà una Assemblea Straordinaria che potrà anche essere tenuta in luogo diverso dall’ Urbe.

C)                Giunta Esecutiva propriamente detto Governo dell’ Ordine.

Salvo motivi di particolare necessità, si riunisce regolarmente ogni bimestre.

I componenti durano in carica cinque anni e sono rieleggibili.

Il numero dei componenti, l’ eleggibilità, le attribuzioni, le competenze e gli oneri dei componenti medesimi, nonché la loro elezione e la loro immissione nella carica così come il funzionamento del Governo dell’ Ordine sono regolamentati dalla Costituzione e dal Regolamento dell’ Ordine.

D)                Il Collegio dei Grandi Architetti Revisori è l’ Organo collegiale di controllo della gestione patrimoniale e finanziaria della Gran Loggia Unita Indipendente.

E’ composto da tre associati dei quali uno di diritto è il Gran Tesoriere.

Ha diritto di accedere ad ogni registrazione monetaria.

Controlla l’ amministrazione contabile della  Gran Loggia Unita Indipendente entrando nel merito.

Riferisce al Governo dell’ Ordine e all’Assemblea Generale.

Art. 19  Non sono previsti appannaggi di funzione.

In ogni incarico ricoperto nella Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù spetta solo un eventuale rimborso spese documentabili o forfettarie senza mai eccedere nelle fruizioni.

Art. 20  Il patrimonio della Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù è costituito dai fondi liquidi, da eventuali crediti verso Associati, lasciti e donazioni di terzi, offerte da Enti e singole persone.

Art. 21  Nel caso di scioglimento della Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù per delibera dell’Assemblea Generale e con la maggioranza dei due terzi degli Associati aventi diritto al voto, su proposta della Giunta Esecutiva verrà nominato un liquidatore.

Se questo sarà un Associato, avrà diritto al rimborso delle spese sostenute.

Se persona diversa, si atterrà all’ onorario professionale, nei limiti del massimale autorizzato preventivamente dall’ Assemblea Generale.

Art. 22  Il presente Statuto potrà essere integrato dal Regolamento dell’ Ordine che ne fisserà le norme esecutive senza poterne modificare i Principi Generali.

Per quanto non espressamente previsto si applicheranno le disposizioni del Codice Civile inerenti le associazioni senza scopo di lucro.

COSTITUZIONE

 

PRINCIPI, FINALITÀ, METODI

 

Art. 1 - La Massoneria universale.

La Massoneria è un Ordine universale iniziatico di carattere esoterico, tradizionale e simbolico.

Intende al perfezionamento ed alla elevazione dell’ Uomo e dell’ Umana Famiglia.

Coloro che vi appartengono si chiamano Liberi Muratori e si riuniscono in Comunioni Nazionali.

Art. 2 - La Comunione Massonica Italiana.

La Comunione Massonica Italiana è indipendente e sovrana, presta la dovuta obbedienza alla Carta Costituzionale ed opera nel ri­spetto delle Leggi dello Stato.

Ha il nome di Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù (per abbreviazione Gran Loggia Unita Indipendente e per acronimo G\L\U\I\P\D\G\ e/o GLUI-PDG e/o G\L\U\I\ e/o GLUI) e si raccoglie sotto il simbolo iniziatico

A\G\D\G\A\D\U\

adotta il seguente motto

OMNES EODEM COGIMUR

è rappresenta una fonte legittima di autorità Massonica nel territorio Italia­no e nei confronti delle Comunioni Massoniche Estere, in quanto costituitasi con atto di fondazione ottemperando a quanto previsto dai Regolamenti Interna­zionali della Massoneria Universale.

Essa è costituita da tutte le Logge operanti nel Territorio Nazionale ed è retta da un Governo Unitario con sede in Roma.

La Gran Loggia Unita Indipendente è dotata di labaro colore azzurro bordato con frangia d’ oro, che reca al centro uno stemma conforme al disegno qui riprodotto, in­tegrato, in cima all’ asta, da asole con i colori nazionali.

 

 

La Gran Loggia Unita Indipendente può scambiare Garanti di amicizia con le Comunioni Massoniche Estere legittimamente e ritualmente costituite, che abbiano giurisdizione e sovranità esclusive e che osservino i principi non in contrasto con quelli propugnati dalla Comunione Massonica Italiana così come può intrattenere rapporti di fraterna frequentazione, di mutuo soccorso e di reciprocità con altre Comunioni Massoniche operanti sul territorio Italiano purché legittimamente e ritualmente costituite e che osservino i principi non in contrasto con quelli propugnati dai Regolamenti Interna­zionali della Massoneria Universale.

La Gran Loggia Unita Indipendente, nei rapporti giuridici con la società civile, si colloca fra le associazioni non riconosciute.

Art. 3 - Rapporti dell’ Ordine con i Corpi Massonici Rituali.

La Gran Loggia Unita Indipendente consente ai propri Fratelli Maestri di aderire a quei Corpi Massonici Rituali con i quali è stato sottoscritto un "Pro­tocollo d’ Intesa" che stabilisce il reciproco riconoscimento.

Art. 4 - Principi e Finalità.

La Comunione Massonica Italiana, fatti propri gli Antichi Doveri, persegue la ricerca della verità ed il perfezionamento dell’ Uomo e dell’ Umana Famiglia, opera per estendere a tutti gli Uomini i legami d’ amore che uniscono i Fratel­li, propugna la tolleranza, il rispetto di sé e degli altri, la libertà di coscienza e di pensiero.

Art. 5 - Metodi.

La Gran Loggia Unita Indipendente:

- lavora alla Gloria del Grande Architetto dell’ Universo;

- osserva gli Antichi Doveri, usi e costumi dell’ Ordine;

- adotta rituali conformi alla Tradizione Muratoria;

- apre il Libro della Sacra Legge sull’ Ara del Tempio e vi sovrappone la Squa­dra ed il Compasso;

- segue il simbolismo nell’ insegnamento e l’ esoterismo nell’Arte Reale;

- applica la distinzione della Massoneria nei tre gradi di Apprendista, Compa­gno d’Arte e Maestro;

- insegna la leggenda del Terzo Grado;

- non tratta questioni di politica né di religione;

- inizia solamente uomini che siano liberi e di buoni costumi, senza distinzio­ne di razza, censo, opinioni politiche o religiose;

- si ispira al trinomio: LIBERTÀ UGUAGLIANZA FRATELLANZA.

 

 

Titolo I

 

I LIBERI MURATORI

Art. 6 – L’ Iniziazione.

Chi intenda essere accettato nella Gran Loggia Unita Indipendente deve essere iniziato in seno ad una Loggia della Gran Loggia Unita Indipendente od in una Comunione Massonica riconosciuta da Trattato di Amicizia o da Protocollo di Intesa e/o di Reciprocità.

Solo la legitti­ma e rituale Iniziazione conferisce la qualità iniziatica che è indelebile.

Art. 7 - Le prerogative del Libero Muratore.

Il Libero Muratore, con la iniziazione, viene riconosciuto Fratello. I Liberi Muratori sono reciprocamente tenuti all’ insegnamento, alla fedeltà, al­la lealtà, alla stima e alla fiducia. Le prerogative si perdono solo con l’ espulsione dall’ Ordine.

Art. 8 - I diritti del Libero Muratore.

II Libero Muratore attivo e quotizzante può:

- visitare tutte le Logge della Comunione,

- chiedere trasferimento in altra Loggia,

- essere collocato nella posizione di sonno,

- chiedere un periodo di congedo.

Il Libero Muratore depennato e in posizione di sonno può chiedere la riam­missione dalla posizione di sonno o di depennamento.

I diritti massonici si perdono quando il Libero Muratore si trovi nella posizio­ne di sonno, di decadenza o di espulsione.

L’ appartenenza all’ Ordine Massonico non conferisce in alcun caso diritto sul patrimonio, comunque costituito, della Gran Loggia Unita Indipendente né della Loggia di appartenenza.

Art. 9 - I doveri dei Liberi Muratori.

I Liberi Muratori sono tenuti all’ osservanza degli "Antichi Doveri" ed alla fe­deltà ai Principi dell’ Ordine Massonico Universale, sempre comportandosi da buoni e leali cittadini, rispettosi della Carta Costituzionale della Repubblica Italiana e delle Leggi che alla stessa si ispirano e conformano; essi sono reciprocamente impegnati alla ricerca esoterica, all’ approfondimento iniziatico ed alla proie­zione dei valori muratori nel mondo profano onde ed al fine di poter contribuire con il proprio silenzioso operato al miglioramento del contesto sociale in cui vivono ed operano.

Sono inoltre tenuti:

- ad osservare fedelmente la Costituzione ed il Regolamento dell’ Ordine, il Regolamento di Loggia ed il Rituale;

- ad operare effettivamente alla propria elevazione morale, intellettuale e spi­rituale;

- ad assolvere gli impegni assunti ed esercitare scrupolosamente le attribuzio­ni del proprio Grado od Ufficio nella Comunione;

- ad intervenire alle Tornate della propria Loggia;

- a mantenere la discrezione sui Lavori Iniziatici;

- ad astenersi da ogni azione contraria alla lealtà e a comportarsi da uomo d’ o­nore.

Il Libero Muratore rifiuta il dogmatismo e non accetta limiti alla ricerca della verità.

Segue l’ esoterismo ed il simbolismo;

Apprende l’ uso dei tradizionali strumenti muratori;

Esalta il Lavoro, la Tolleranza e la Virtù;

Opera per unire gli Uomini nella pratica di una Morale universale senza alcuna distinzione di origine, razza, credenze o condizioni sociali.

Il Fratello in posizione di sonno o depennato dal pié di lista di Loggia è sog­getto ai doveri derivanti dalla Iniziazione Muratoria.

Art. 10 - I Gradi.

I Liberi Muratori si distinguono nei tre Gradi di:

- Apprendista;

- Compagno d’ Arte;

- Maestro.

I passaggi di grado possono essere concessi quando il Fratello abbia dato se­gni di aver progredito nell’ apprendimento dell’ Arte Reale e della Cultura Massonica e decorso almeno un anno di vita massonica nel Grado. La Loggia, con domanda motivata al Gran Maestro, può chiedere eccezional­mente il Nulla-Osta per l’ abbreviazione dei termini di permanenza in uno dei primi due Gradi Simbolici ove il Fratello abbia dato particolare prova di ma­turità e di cultura massonica e di attaccamento alla Comunione.

Art. 11 - Le capacità elettorali del Libero Muratore.

Solo il grado di Maestro attribuisce al Libero Muratore la pienezza dei diritti massonici e le facoltà elettorali.

II Regolamento dell’ Ordine fissa le modalità e l’ esercizio del diritto di voto.

Art. 12 – L’ assenza e la morosità.

Il Libero Muratore che, senza giustificato motivo, protragga l’ assenza dai La­vori di Loggia per un periodo superiore a sei mesi o che risulti moroso da ol­tre dodici mesi nel pagamento delle capitazioni, ovvero degli altri tributi deliberati legittimamente dagli organi competenti, è dichiarato decaduto da mem­bro effettivo della Loggia ed è depennato dal piè di lista.

Il Regolamento dell’ Ordine fissa le procedure per l’ adozione del provvedi­mento e per il reclamo.

Art. 13 – L’ allontanamento dai Lavori di Loggia.

Il Libero Muratore, che perseveri in un comportamento tale da turbare l’ ar­monia dei Lavori di Loggia, può essere allontanato per un periodo non supe­riore a tre mesi.

Art. 14 - Le controversie fra i Liberi Muratori. Il Giurì d’ onore.

I Liberi Muratori hanno l’ obbligo di informare di qualsiasi controversia con al­tri Fratelli il Maestro Venerabile affinché questi possa tentare il componimen­to amichevole. Ove non si consegua tale risultato, i Liberi Muratori hanno l’ obbligo di deferire le controversie che attengano alla dignità e al decoro del­la persona, ad un Giurì d’ Onore composto da tre Fratelli Maestri.

Art. 15 - Le colpe e le sanzioni.

I Liberi Muratori, qualunque sia il loro grado e la loro funzione, sono sottopo­sti alla Giustizia Massonica e vi restano soggetti anche se in sonno o decaduti. Costituisce colpa massonica l’ inosservanza dei Principi della Massoneria e delle norme della Costituzione e del Regolamento dell’ Ordine.

Integrano gli estremi di colpa massonica:

a) ogni contegno nei rapporti massonici contrario ai sentimenti di rispetto, di fraternità e di tolleranza;

b) ogni azione contraria alla lealtà, all’ onore od alla dignità della persona uma­na ed ogni comportamento, nell’ ambito della vita profana, che tradisca gli ideali dell’ Istituzione.

Il Regolamento dell’ Ordine determina le sanzioni graduandole secondo la gra­vità della colpa.

Il Libero Muratore è considerato innocente fino a che non sia intervenuta sen­tenza definitiva.

Il Libero Muratore, sottoposto a procedimento penale dall’ autorità giudiziaria ordinaria per fatti non colposi, ovvero ad un procedimento civilistico da cui si desume un comportamento non improntato ai principi di lealtà e correttezza propugnati dalla Libera Muratoria, può essere cautelativamente sospeso da ogni at­tività massonica con provvedimento del Gran Maestro. La pendenza di un tale procedimento penale e/o civile non preclude il giudizio massonico.

 

Titolo II

 

LA STRUTTURA E GLI ORGANI

DELLA GRAN LOGGIA UNITA INDIPENDENTE

Capo I - La Loggia

Art. 16 - Nozione.

La Loggia, corpo primario e fondamentale della Comunione, è la Collettività autonoma e sovrana dei Liberi Muratori ritualmente e regolarmente costituita per lo svolgimento dei Lavori Massonici. È depositaria della Tradizione Muratoria nel rispetto della Costituzione e del Regolamento dell’ Ordine.

Art. 17 - La struttura.

La Loggia è composta dai Fratelli iscritti nel piè di lista.

Per costituire una Loggia è necessaria l’ adesione di almeno sette Fratelli con il Grado di Maestro.

Nell’ Oriente ove abbiano sede più Logge, il numero dei Fratelli fondatori è elevato a dieci di cui almeno sette con il Grado di Maestro. La Loggia acquisisce il riconoscimento con il rilascio da parte del Gran Mae­stro della Bolla di Fondazione. Si fregia della Bandiera Nazionale, della Ban­diera Europea e di un proprio Labaro.

La Loggia assume una denominazione ed è contraddistinta da un numero; si riunisce nel Tempio, luogo sacro ed inviolabile di meditazione e riflessione.

Le cariche di Dignitario di Loggia sono elettive tranne quella di Segretario che viene nominato dal Maestro Venerabile.

Il Regolamento dell’ Ordine determina le capacità elettorali dei Liberi Murato­ri, le incompatibilità e le modalità di elezione e di insediamento.

Art. 18 - I Metodi.

La Loggia si riunisce sotto la guida del Maestro Venerabile e lavora nei tre Gradi di Apprendista, Compagno d’ Arte e Maestro, in conformità dei Rituali approvati dalla Gran Loggia e con la presenza di almeno cinque Fratelli Mae­stri.

La Loggia può adottare un proprio regolamento interno le cui norme non deb­bono essere in contrasto con la Costituzione ed il Regolamento dell’ Ordine. Il Regolamento dell’ Ordine determina le procedure della costituzione, della fusione, dello scioglimento, della sospensione, della estinzione e della demolizione delle Logge. Regola, inoltre, le modalità di svolgimento dei Lavori e le maggioranze necessarie per l’ adozione delle deliberazioni

Art. 19 - Le competenze.

La Loggia, nell’ ambito della propria autonomia e sovranità:

- discute e delibera tutti gli argomenti che non siano in contrasto con la Costi­tuzione ed il Regolamento dell’ Ordine;

- determina in Terzo Grado l’ ammontare complessivo delle capitazioni e di ogni altro contributo;

- procede ogni due anni, all’ epoca stabilita dal Gran Maestro o quando necessario, nel rispetto del Regolamento dell’ Ordine, alla elezione del Maestro Venerabi­le e dei Dignitari;

- delibera sulle domande di ammissione e di riammissione;

- delibera sulla decadenza.

Art. 20 - II Maestro Venerabile.

Il Maestro Venerabile ispira, presiede, governa e rappresenta la Loggia; nel­l’ esercizio del Magistero iniziatico la sua autorità e sacra e inviolabile. Egli svolge gli atti rituali di sua competenza, esegue, con la collaborazione dei Dignitari e degli Ufficiali, le deliberazioni adottate dalla Loggia, ed è respon­sabile dell’ esecuzione delle deliberazioni degli Organi della Gran Loggia Unita Indipendente.

Può essere eletto fra i Fratelli che abbiano non meno di tre anni di anzianità nel grado di Maestro e che abbiano ricoperto una carica di Dignitario per almeno un anno. Rimane in carica due anni e può essere eletto due volte consecutiva­mente.

Alla scadenza del suo mandato, non può essere rieletto Maestro Venerabile nel biennio successivo in nessuna Loggia della Comunione.

Art. 21 - I Dignitari e gli Ufficiali di Loggia.

I Dignitari e gli Ufficiali di Loggia coadiuvano il Maestro Venerabile nella conduzione della Loggia. Durano in carica due anni e sono rieleggibili. Possono essere eletti Dignitari i Fratelli che abbiano un’ anzianità nel Grado di Maestro di almeno un anno. Il Segretario deve aver maturato la stessa anzia­nità.

Sono Dignitari di Loggia:

- il Primo Sorvegliante;

- il Secondo Sorvegliante;

- l’ Oratore;

- il Segretario;

- il Tesoriere.

Gli Ufficiali di Loggia sono quelli legittimati dalle tradizioni e sono nominati dal Maestro Venerabile.

Il Regolamento dell’ Ordine determina le funzioni dei Dignitari e degli Uffi­ciali di Loggia, specificandone i compiti e le attribuzioni.

Art. 22 - Il Consiglio di Loggia ed il Consiglio delle Luci.

Il Maestro Venerabile, il Primo ed il Secondo Sorvegliante, l’ Oratore, Il Segretario ed il Tesoriere costi­tuiscono il Consiglio di Loggia, mentre il Maestro Venerabile, il Primo ed il Secondo Sorvegliante delle Luci a cui sono demandate le competenze e le funzione coadiuvare il Maestro Venerabile ed assisterlo nelle decisioni più delicate nonché di assumere le funzioni di Consiglio di Disciplina per come previsto dal Regolamento dell’ Ordine .

Art. 23 - La cancellazione delle Logge.

Le Logge che siano morose da oltre dodici mesi nel pagamento delle capita­zioni o di ogni altra contribuzione deliberata legittimamente dagli Organi com­petenti o che, quantunque convocate ai sensi dell’ art. 51 lettera g), non svol­gano Lavori rituali o non provvedano nel periodo fissato al rinnovamento del­le cariche, sono cancellate dall’ elenco delle Logge della Gran Loggia Unita Indipendente.

I1 Regolamento dell’ Ordine fissa le procedure per l’ adozione del provvedi­mento e per il reclamo.

Art. 24 - Le colpe e le sanzioni della Loggia.

La Loggia, una volta costituita, è sottoposta alla Giustizia Massonica e vi re­sta soggetta anche se sospesa.

Costituisce colpa massonica l’ inosservanza dei Principi della Massoneria e delle norme della Costituzione e del Regolamento dell’ Ordine. Integrano gli estremi della colpa massonica, le azioni previste dall’ Art. 15 del­la Costituzione compiute dalla Loggia.

La colpevolezza accertata nei confronti della Loggia si estende ai Fratelli che abbiano partecipato al fatto e che non abbiano manifestato a verbale il proprio dissenso.

 

Capo II - La Gran Loggia

Art. 25 - Nozione.

La Gran Loggia è la suprema autorità della Comunione Massonica Italiana e rappresenta l’ espressione della sovranità di tutte le Logge.

E' l’ Organo legislativo della Gran Loggia Unita Indipendente.

Art. 26 - La struttura.

La Gran Loggia è composta dal Gran Maestro che la presiede d’ autorità, dai Grandi Dignitari, dai Grandi Ufficiali e dai Maestri Venerabili insediati nelle Logge del­la Gran Loggia Unita Indipendente.

Partecipano alla Gran Loggia i fratelli in Grado di Maestro, i Visitatori e gli Ospiti.

Solo il Gran Maestro, i Grandi Dignitari ed i Rappresentanti delle Logge hanno diritto di voto.

I Grandi Dignitari e i Grandi Ufficiali sono:

Grandi Dignitari:

- il Gran Maestro;

- i Gran Maestri Onorari;

- i due Gran Maestri Aggiunti;

- il Primo Gran Sorvegliante;

- il Secondo Gran Sorvegliante;

Grandi Ufficiali Effettivi di 1° Classe

- il Grande Oratore;

- il Gran Tesoriere;

- il Gran Segretario;

- il Gran Cancelliere;

Grandi Ufficiali Aggiunti di 1° Classe

- il Grande Oratore Aggiunto;

- il Gran Tesoriere Aggiunto;

- il Gran Segretario Aggiunto;

- il Gran Cancelliere Aggiunto;

- i Delegati Magistrali;

Grandi Ufficiali Effettivi di 2° Classe

- il Gran Maestro delle Cerimonie;

- il Gran Guardasigilli;

- il Gran Bibliotecario ed Archivista;

- il Gran Primo Esperto;

- il Gran Architetto Revisore;

- il Presidente della Corte Centrale di Giustizia;

- i Consiglieri Eletti;

Grandi Ufficiali Aggiunti di 2° Classe

- i Gran Maestro delle Cerimonie Aggiunti;

- il Gran 1° Diacono;

- il Gran 1° Diacono;

- il Grande Elemosiniere;

 Bibliotecario ed Archivista;

- il Grande Elemosiniere;

- il Grande Ospedaliere;

- il Gran Copritore Interno;

- il Gran Copritore Esterno;

- i Membri Effettivi della Corte Centrale di Giustizia;

- i Membri Effettivi del Collegio dei Grandi Architetti Revisori;

Grandi Ufficiali di 3° Classe

- il Gran Porta Stendardo;

- il Grande Araldo;

- il Gran Primo Architetto;

- i Grandi Cerimonieri;

- il Gran Secondo Esperto Tegolatore;

- il Gran Secondo Esperto Preparatore;

- il Gran Secondo Esperto Terribile;

- il Gran Secondo Esperto Sacrificatore;

- il Gran Secondo Esperto Censore;

- i Membri Aggiunti della Corte Centrale di Giustizia;

- i Membri Aggiunti del Collegio dei Grandi Architetti Revisori;

- il Grande Architetto Intendente Decoratore;

- il Grande Architetto Economo.

Art. 27 - I metodi.

La Gran Loggia si riunisce una volta all’ anno all’ Equinozio di Primavera e la­vora nel Grado di Maestro, può essere convocata in sessione straordinaria an­che in epoca diversa.

La Gran Loggia è validamente costituita quando siano presenti la metà più uno dei Rappresentanti delle Logge aventi diritto al voto.

Per modificare la Costituzione e il Regolamento dell’ Ordine è necessaria la presenza dei due terzi dei Rappresentanti delle Logge aventi diritto di voto. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti.

Art. 28 - Le competenze della Gran Loggia.

La Gran Loggia:

a) emana, modifica, abroga e interpreta in forma autentica le norme della Co­stituzione e del Regolamento dell’ Ordine;

b) delibera su tutti gli argomenti che le vengono sottoposti dalla Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente nonché su ogni altro argomento che non sia di competenza di altri Organi della Comunione;

e) approva i Rituali;

d) discute la relazione morale del Grande Oratore e quella amministrativa del Gran Segretario e quella del Consiglio dell’ Ordine;

e) esamina il bilancio consuntivo, il bilancio preventivo, la relazione del Col­legio dei Grandi Architetti Revisori e vota separatamente sul bilancio con­suntivo, sul bilancio preventivo e sulla relazione dei Grandi Architetti Revisori;

f) elegge, nei casi previsti dal Regolamento dell’ Ordine, il Gran Maestro ed i Membri effettivi della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente ad eccezione del Gran Segretario;

g) celebra l’ insediamento del Gran Maestro e dei Grandi Dignitari;

h) elegge il Presidente ed i componenti del Collegio dei Grandi Architetti Re­visori;

i)  elegge i Giudici necessari per il completamento della Corte Centrale di Giustizia;

1) determina, su proposta della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente, l’ ammontare delle contribuzioni;

m) delibera, su proposta della Giunta, il riconoscimento delle Comunioni che abbiano i requisiti di cui all’ Art. 5;

n) delibera l’ instaurazione di rapporti con i Corpi Massonici Rituali;

o) nomina i Grandi Maestri Onorari su proposta della Giunta dell’ Ordine.

 

Capo III - II Gran Maestro

Art. 29 - Funzioni.

Il Gran Maestro è il garante della Tradizione Muratoria. Ispira, presiede e go­verna la Comunione Massonica. Nell’ esercizio del Magistero Iniziati­co la sua autorità è sacra e inviolabile.

Egli esercita tutte le attribuzioni di carattere tradizionale nell’ osservanza e nel­l’ ambito della Costituzione e del Regolamento dell’ Ordine; Rappresenta la Gran Loggia Unita Indipendente presso le altre Comunioni Massoniche e nel Mondo profano.

Art. 30 - Eleggibilità.

Può essere eletto Gran Maestro il Fratello che abbia non meno di sette anni di anzianità nel Grado di Maestro e che abbia rivestito la carica di Maestro Ve­nerabile per almeno tre anni.

Il Gran Maestro viene eletto a suffragio universale, durante la Gran Loggia Straordinaria convocata alla scadenza del mandato del Gran Maestro precedente. Hanno diritto al voto per l’ elezione del Gran Maestro i Rappresentanti delle Logge, nella loro veste di Grandi Elettori, così come specificato nell’ Art. 26. La Gran Loggia proce­de alla elezione dei fratelli che abbiano presentato propria candidatura nei ter­mini e modi previsti. Procede inoltre al ballottaggio fra i due candidati che ab­biano riportato il maggior numero di voti ove nessuno abbia conseguito il cin­quanta per cento più uno dei suffragi.

Il Gran Maestro dura in carica cinque anni ed è rieleggibile.

Il Regolamento dell’ Ordine determina le modalità della candidatura e dell’ e­lezione.

Art. 31 -Attribuzioni del Gran Maestro.

Il Gran Maestro eletto, subito dopo il suo insediamento, nomina:

-         il Gran Segretario;

-         il Grande Cancelliere;

-         il Gran Tesoriere;

-         il Gran Oratore;

e, successivamente:

- un Gran Segretario Aggiunto;

- un Grande Cancelliere Aggiunto;

- un Gran Tesoriere Aggiunto;

- un Gran Oratore Aggiunto

- i Grandi Ufficiali previsti dalla Tradizione.

Il Gran Maestro convoca e presiede la Gran Loggia e la Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente. Egli presiede ogni altro consesso rituale al quale partecipi. Provvede con decreto al rinnovo, alla composizione ed alle convocazioni del Consiglio dell’ Ordine.

Il Gran Maestro si avvale della collaborazione dei Grandi Maestri Aggiunti che nomina con proprio Decreto e che lo sostituiscono in caso di assenza o di impedimento temporaneo.

Art. 32 - Competenze del Gran Maestro.

Il Gran Maestro:

a) promulga e fa eseguire le delibere della Gran Loggia e della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente; In caso di particolare necessità, adot­ta i provvedimenti urgenti che debbono essere immediatamente sottoposti alla ratifica della Giunta;

b) promulga i Rituali;

c) convoca e presiede la Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente e ne coordina l’ azione; Assegna ai singoli membri compiti e funzioni partico­lari;

d) convoca e presiede il Consiglio dell’ Ordine;

e) nomina i Garanti di Amicizia presso le Comunioni Massoniche e con i Corpi Rituali con i quali si instaurano rapporti e trattati di Amicizia, di Riconoscimento e di Reciprocità e Protocolli di Intesa;

f)  convoca, almeno due volte all’ anno, i Presidenti dei Collegi Circoscrizionali e gli Ispettori di Loggia;

g) rilascia le Bolle di Fondazione di nuove Logge, i Brevetti ed i passaporti dei Fratelli; concede i nulla-osta previsti; Convoca le Logge inattive;

h) può concedere, su proposta della Loggia, l’ abbreviazione dei termini di permanenza in uno dei primi due gradi;

i)  autorizza pubblicazioni ed azioni nel mondo profano riguardanti la Comu­nione Massonica;

1) trasmette nei Solstizi la parola semestrale alle Logge e nel Solstizio d’ Estate, la parola annuale ai Maestri Venerabili;

m) può sospendere i Fratelli o le Logge nei casi previsti;

n) può, su conforme parere della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente, rendere note, alle Comunioni Massoniche con cui intercorrono rapporti -ed in casi di eccezionale gravità- anche al mon­do profano, l’ espulsione dall’ Ordine di Fratelli o la demolizione delle Log­ge;

o) può, su istanza dei Fratelli condannati con sentenza definitiva:

1) concedere la grazia, limitatamente ai casi di condanna alla censura semplice ed alla censura solenne;

2) promuovere il giudizio di revisione del processo davanti alla Corte Cen­trale di Giustizia;

p) può concedere, su richiesta della Loggia, il Nulla-Osta per l’ insediamento di Dignitari che non abbiano il requisito prescritto dall’ Art. 21 della Costi­tuzione.

 

Capo IV - La Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente

Art. 33 - Nozione.

La Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente, anche detta “Governo dell’ Ordine” è l’ organo collegiale esecutivo ed amministrativo della Gran Loggia Unita Indipendente.

Art. 34 - La struttura.

Sono Membri effettivi della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente con diritto di voto:

- il Gran Maestro;

- i due Gran Maestri Aggiunti;

- il Primo Gran Sorvegliante;

- il Secondo Gran Sorvegliante;

- il Gran Segretario;

- il Grande Oratore;

- il Gran Tesoriere;

- il Gran Cancelliere;

- il Gran Maestro delle Cerimonie;

- il Gran Copritore Interno; 

Partecipano alle sedute della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente, senza diritto di voto:

- il precedente Gran Maestro;

-  due componenti del Consiglio dell’ Ordine;

- il Presidente del Collegio dei Grandi Architetti Revisori o suo delegato purché sia comunque componente del Collegio dei Grandi Architetti Revisori;

- il Grande Oratore Aggiunto;

- il Gran Segretario Aggiunto;

- il Gran Tesoriere Aggiunto.

Art. 35 - Eleggibilità dei Membri di Giunta.

Possono essere eletti Membri Effettivi di Giunta i Fratelli che abbiano non me­no di sette anni di anzianità nel Grado di Maestro e che abbiano rivestito la ca­rica di Maestro Venerabile per almeno un anno. L' elezione, tranne che per il Gran Segretario nominato direttamente dal Gran Maestro, avviene con le stes­se modalità previste per l’ elezione del Gran Maestro.

Art. 36 - Sostituzione.

Il Gran Maestro può, su parere conforme della Giunta, sostituire il Gran Se­gretario con altro Fratello che, al momento della sostituzione, abbia rivestito la carica di Maestro Venerabile per almeno un anno. In caso di impedimento permanente, dimissioni o passaggio all’ Oriente Eterno di un Membro Effetti­vo di Giunta, il Gran Maestro, con parere favorevole della Giunta, ovvero dei restanti membri effettivi della Giunta, provvede alla sua sostituzione nominando un altro Fratello che abbia i requisiti prescrit­ti scegliendolo in una terna di nominativi proposta dalla Giunta dell’Ordine. Tale nomina è soggetta alla ratifica da parte della Gran Loggia in occasione della prima tornata successiva.

Art. 37 - Metodi.

La Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente si riunisce in sedute or­dinarie nei giorni da essa stabiliti; in caso di urgenza, il Gran Maestro può con­vocarla in seduta straordinaria.

Le sedute sono valide quando siano presenti almeno cinque Membri Effettivi; le deliberazioni sono prese a maggioranza. In caso di Parità di voti prevale il voto di chi presiede.

Art. 38 - Competenze della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente.

La Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente:

a) da esecuzione alle norme della Costituzione e del Regolamento dell’ Ordi­ne e alle deliberazioni della Gran Loggia;

b) discute e delibera sugli argomenti attinenti al governo dell’ Ordine;

e) regola i rapporti con le altre Comunioni Massoniche e con i Corpi Rituali e ne propone il riconoscimento e la stipula di Trattati di Amicizia, di Riconoscimento e di Reciprocità;

d) propone la stipula di protocolli d’ intesa con i Corpi Massonici Rituali conferendo di volta in volta al Gran Maestro, ovvero su proposta dello stesso ad altro componente della Giunta, espresso mandato ad acta per convenire a tali Protocolli i quali saranno poi sottoscritti nel rispetto delle Antiche Regole della Libera Muratoria;

e) dispone quanto necessario per il buon andamento della Comunione e per la diffusione del pensiero massonico anche per mezzo di manifestazioni pub­bliche;

f)  esamina annualmente la relazione morale del Grande Oratore, amministrativa del Gran Segretario e finanziaria del Gran Tesoriere da discutersi ed approvarsi in sede di Gran Loggia ordinaria;

g) cura l’ amministrazione della Comunione e predispone i bilanci della Gran Loggia Unita Indipendente;

h) propone alla Gran Loggia l’ ammontare delle capitazioni, delle tasse di am­missione, riammissione, affiliazione e passaggi di grado dovute dai Fratel­li e determina l’ ammontare di eventuali contributi straordinari;

i) determina il numero dei Consiglieri dell’ Ordine e degli Ispettori di Loggia; Dichiara la decadenza degli Ispettori di Loggia e provvede alla loro sostituzione;

1)  tiene il Libro d’ Oro dell’ Ordine;

m) tiene aggiornati i ruoli anagrafici della Comunione;

n) cura il coordinamento dell’ attività dei Collegi Circoscrizionali e degli Ispettori su tutto il territorio Na­zionale;

o) autorizza la formazione di Triangoli e approva i loro regolamenti;

p) approva la fondazione di Logge, la modifica del loro titolo distintivo e il trasferimento della sede; Cura i contatti con le singole Logge; Ne ratifica, verificata la legittimità, lo scioglimento e la fusione; Ricorrendone i presupposti ne dichiara l’ estinzio­ne e ne dispone la cancellazione;

q) cura l’ osservanza dei Rituali seguiti dalle Logge e studia, avvalendosi del­la Commissione Rituali, le eventuali modifiche;

r)  verifica la legittimità ed approva i Regolamenti di tutti gli organismi della Comunione;

s) concede l’ exeat ai Fratelli appartenenti a Logge disciolte, estinte o demoli­te;

t)  Su indicazione del Gran Segretario formula l’ ordine del giorno della Gran Loggia;

u) esprime i pareri previsti dall’ Art. 36;

v) può istituire Commissioni temporanee per lo studio di problemi che non siano già di competenza delle Commissioni Permanenti;

z) delibera, per i Fratelli di età superiore ai 75 anni, la dispensa dagli oneri fi­nanziari. 

Capo V - II Consiglio dell’ Ordine 

Art. 39 - Nozione

II Consiglio dell’ Ordine è Organo collegiale, rituale ed è presieduto dal Gran Maestro.

Art. 40 - La struttura

II Consiglio dell’ Ordine è composto dai Rappresentanti eletti a suf­fragio universale dai Fratelli Maestri delle Circoscrizioni Massoniche. Partecipano di diritto - senza voto - i Membri di Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente, i Gran Maestri Onorari e gli ex Gran Maestri, i componenti effettivi della precedente Giunta, nonché i Grandi Ar­chitetti Revisori in carica.

Possono essere eletti Consiglieri dell’ Ordine i Fratelli che abbiano al­meno cinque anni di anzianità nel grado di Maestro e che abbiano rivestito la dignità di Maestro Venerabile per almeno un anno.

I Consiglieri dell’ Ordine durano in carica cinque anni e sono rieleggibili nel quinquennio successivo per una sola volta. La carica di Consigliere dell’ Ordine è incompatibile con ogni altra carica massonica sia elettiva che di nomina, salvo quelle di cui al successivo Art. 58.

Il Regolamento dell’ Ordine determina il numero dei Consiglieri dell’ Ordine delle Circoscrizioni Massoniche, la modalità di elezio­ne, la formalità delle convocazioni ed i casi di decadenza e di sosti­tuzione.

Art. 41 - I metodi

II Consiglio dell’ Ordine elegge nel suo seno i propri dignitari. Il Con­siglio dell’ Ordine si riunisce in via ordinaria tre volte l’ anno e straor­dinariamente quando il Gran Maestro lo giudichi opportuno o quando un terzo dei suoi componenti aventi diritto di voto ne faccia richiesta scritta. Il Consiglio dell’ Ordine è validamente costituito quando siano presenti un terzo dei propri Componenti. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti.

Art. 42 - Le competenze del Consiglio dell’ Ordine

Il Consiglio dell’ Ordine:

a) esprime parere su ogni argomento che gli venga sottoposto dal Gran Maestro;

b) esprime parere sulle proposte della Giun­ta della Gran Loggia Unita Indipendente in ordine all’ ammontare di even­tuali contributi straordinari dovuti dalle Logge e dai Fratelli;

c) dichiara, a richiesta di un Gran Maestro Aggiunto od in sua assenza, del Gran Dignitario più anziano in grado di Maestro, l’ assenza o l’ impedimento del Gran Maestro,

d) elegge nel proprio seno i due Rappresentanti presso la Gran Loggia e presso la Giunta;

e) elegge due Fratelli Maestri quali componenti la Commissione Patrimoniale;

f) riferisce alla Gran Loggia dell’ attività svolta nell’ anno precedente con relazione, preventivamente approvata, dell’ Oratore;

g) elegge i Membri della Commissione per la Verifica dei Poteri;

h) controlla che le deliberazioni della Gran Loggia vengano eseguite nei modi e nei termini stabiliti;

i) viene informato dal Gran Maestro sull’ attività svolta dalla Giun­ta della Gran Loggia Unita Indipendente e può suggerire l’adozione di particolari provvedimenti per il bene della Comunione;

l) può proporre alla Gran Loggia la nomina di Gran Maestri Onorari;

m) propone le terne dei nominativi di cui all’ Art. 36. 

Capo VI - II Collegio dei Grandi Architetti Revisori

Art. 43 - Nozione.

Il Collegio dei Grandi Architetti Revisori è l’ Organo collegiale di controllo della gestione patrimoniale e finanziaria della Gran Loggia Unita Indipendente.

Art. 44 - La struttura.

I Componenti il Collegio dei Grandi Architetti Revisori sono 3 di cui 2 eletti dalla Gran Loggia ed il terzo è di diritto il Gran Tesoriere.

Possono essere eletti Componenti il Collegio dei Grandi Architetti Revisori i Fratelli con almeno cinque anni di anzianità nel Grado di Maestro.

I membri elettivi durano in carica tre anni e non sono rieleggibili nel triennio successivo.

II Regolamento dell’ Ordine determina le modalità di elezione, le formalità delle con­vocazioni ed i casi di decadenza e di sostituzione.

I membri eletti a Grande Architetto Revisore sono incompatibili con ogni altra carica massonica sia elettiva che di nomina.

Art. 45 -I metodi.

Il Collegio dei Grandi Architetti Revisori si riunisce in via ordinaria ogni semestre e quando il Presidente lo giudichi opportuno. Svolge la sua attività in sessioni collegiali. Il Presidente assiste alla compilazione dell’ inventario.

Art. 46 - Le competenze del Collegio dei Grandi Architetti Revisori.

Il Collegio dei Grandi Architetti Revisori:

a) controlla l’ amministrazione patrimoniale e finanziaria della Gran Loggia Unita Indipendente e la regolare tenuta dei libri contabili;

b) esamina i documenti giustificativi di spesa;

e) controlla la corrispondenza del bilancio consuntivo e del conto di gestione alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;

d) accerta la consistenza di cassa, l’ esistenza dei valori e dei titoli;

e) riferisce alla Gran Loggia in sessione ordinaria sulla gestione patrimoniale e finanziaria svolta dalla Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente nell’ anno precedente.

 

Capo VII - Le Circoscrizioni - I Collegi Circoscrizionali

Art. 47 - Ripartizione territoriale

II territorio italiano è ripartito in Circoscrizioni Massoniche e queste, a loro volta, sono ripartite in Orienti ove hanno sede le Logge.

Art. 48 - Nozione

I Collegi Circoscrizionali sono Organi amministrativi di collegamen­to e di coordinamento delle Logge della Circoscrizione.

Art. 49 - La struttura

II Collegio Circoscrizionale è composto:

- dai Maestri Venerabili insediati nelle Logge della Circoscrizione;

- dall’ ex Maestro Venerabile di ciascuna Loggia della Cir­coscrizione;

- dai Membri di diritto.

Hanno diritto di voto solo i Rappresentanti delle Logge della Cir­coscrizione che siano in regola con il versamento delle Capitazioni e di qualsiasi altra contribuzione comunque dovuta. Tutti gli altri componenti hanno solo funzione consultiva.

Art. 50 - I metodi

II Collegio Circoscrizionale si riunisce in tornata ordinaria almeno una volta al trimestre.

Il Collegio Circoscrizionale è validamente costituito quando siano presenti la metà più uno dei rappresentanti delle Logge aventi dirit­to di voto. Le deliberazioni vengono prese a maggioranza dei presen­ti.

Art. 51 - Le competenze del Collegio Circoscrizionale

II Collegio Circoscrizionale:

a) delibera le norme del proprio funzionamento da sottoporre all’ approvazione della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente;

b)esamina e da parere consultivo su tutte le domande di fondazione di nuove Logge o Triangoli nell’ ambito della propria circoscrizione;

c)  può proporre alla Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente convegni e manifestazioni massoniche e/o profane;

d) collega e agevola l’ attività delle Logge della Circoscrizione promuovendo eventualmente la fondazione di nuove Logge;

e) coordina, d’ intesa con la Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente, le iniziative e le manifestazioni massoniche collettive delle Cir­coscrizioni;

f) conforta e sorregge l’ opera dei Maestri Venerabili;

g) deve chiedere al Gran Maestro, sentito il Delegato Magistrale, la convocazione di Logge inattive o che non abbiano provveduto alla elezione delle cariche;

h)   elegge:

      1)   i Giudici del Tribunale Circoscrizionale;

      2)   un Giudice della Corte Centrale;

i) propone al Consiglio dell’ Ordine una terna di candidati per la elezione dei Membri di ogni Commissione permanente;

l) da notizia alle Logge della Circoscrizione di tutte le variazioni anagrafiche ed amministrative verificatesi nelle Logge stesse;

m) determina, su proposta del Presidente del Collegio Cir­coscrizionale, l’ ammontare delle quote dovute alla Circoscrizione per il proprio funzionamento;

n) elegge due Fratelli Maestri per la formazione della Commissione Elettorale Nazionale;

o) nomina gli scrutatori dei processi verbali redatti dalle Logge per l’ elezione degli Ispettori di Loggia e procede allo scrutinio;

p) elegge il Revisore dei Conti della Circoscrizione.

Art. 52 - Organi del Collegio Circoscrizionale

Il Collegio Circoscrizionale elegge fra i Fratelli che rivestano la carica di Maestro Venerabile di una Loggia della Circoscrizione o che tale dignità abbiano rivestito per almeno un anno e che siano iscritti nel piè di lista di una Loggia della Circoscrizione:

- Il Presidente;

- Il Vice Presidente;

- L’ Oratore.

I Membri eletti durano in carica tre anni e sono rieleggibili nel triennio successivo per una sola volta.

Il Presidente nomina il Segretario ed il Tesoriere scegliendoli fra i Maestri della Circoscrizione.

Art. 53 - Consiglio dei Presidenti dei Collegi Circoscrizionali e degli Ispettori Primi Eletti

I Presidenti dei Collegi Circoscrizionali e gli Ispettori Primi Eletti di ogni Circoscrizione riferiscono al Gran Maestro in seduta plenaria delle attività svolte ed esaminano collegialmente le comunicazioni del Gran Maestro e le eventuali proposte.

Capo VIII – Delegati Magistrali

Art. 54 - Nozione.

I Delegati Magistrali sono Organi di controllo della regolarità dei Lavori di Loggia.

Art. 55 - La Struttura.

I Delegati Magistrali sono nominati, su proposta della Giunta, con decreto del Gran Maestro.

Possono essere nominati Delegati Magistrali coloro che abbiano non meno di cin­que anni di anzianità nel Grado di Maestro e che abbiano rivestito la carica di Maestro Venerabile per almeno un anno.

I Delegati Magistrali durano in carica non meno di tre anni.

Il Regolamento dell’Ordine determina il numero dei Delegati Magistrali presso le Circoscrizioni Massoniche, la modalità di nomina, la formalità delle convocazioni ed i casi di decadenza e di sostituzione. La carica di Delegato Magistrale è incompatibile con ogni altra carica massonica sia elettiva che di nomina.

Art. 56 – I metodi

I Delegati Magistrali si riuniscono su richiesta del Gran Maestro, d’ iniziativa del primo nominato o quando la metà di essi ne faccia motivata richiesta scritta.

Il Delegato Magistrale più anziano per nomina coordina e agevola l’ attività dei Delegati Magistrali.

Art. 57 - Le competenze degli dei Delegati Magistrali.

I Delegati Magistrali accertano e verificano:

a) la tenuta e l’ accurata custodia della Bolla di Fondazione delle Logge della circoscrizione ad essi assegnate, dei piè di lista dei Fratelli che le compongono e la regolarità dei registri e dei documenti prescritti;

b) la rispondenza di ogni atto e documento alle norme;

c) il numero esatto dei Fratelli iscritti e quotizzanti e la rispondenza con il pié di lista trasmesso alla Grande Segreteria;

d)  il numero delle riunioni mensili prestabilite e di quelle effettivamente svolte e le cause di eventuali discordanze;

e) la percentuale media di frequenza dei Fratelli alle Tornate di Loggia ed i motivi delle assenze;

f) la regolarità dello svolgimento e la tempestività delle elezioni dei Dignitari e degli Ufficiali di Loggia e la loro partecipazione ai Lavori;

g) la esistenza di un Tempio ritualmente attrezzato o comunque di un luogo di riunione della Loggia e la correlativa idoneità alla esplicazione del Lavoro massonico, la suppellettile esistente e la sua rispondenza alle prescrizioni costituzionali e rituali; I mezzi occorrenti ed i mezzi disponibili per la ritualità dei Lavori nei vari Gradi e per l’ insegnamento relativo al simboli­smo;

h) l’ uso dei Rituali approvati;

i)   la regolarità nella raccolta, contabilizzazione e conservazione del Tronco della Vedova;

1) l’ attività, la cautela e la severità nell’ ammissione di nuovi adepti; Il rispetto delle procedure stabilite per le ammissioni, le riammissioni e le reiezioni;

m) la misura dei contributi richiesti agli iniziandi;

n) la regolarità della tenuta dei conti, della custodia, dell’ impiego del Tesoro di Loggia;

o) la disciplina durante i Lavori;

p) la regolarità delle procedure e dei provvedi­menti del Consiglio di Disciplina della Loggia.

Capo IX - Le Commissioni

Art. 58 - Nozione.

Le Commissioni sono Organi consultivi e di studio.

Esse riferiscono alla Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente.

I componenti sono nominati dalla predetta Giunta fra i Fratelli Maestri della Comunione.

Le Commissioni sono permanenti e temporanee.

II Regolamento dell’ Ordine determina le modalità di nomina e/o di elezione e di insedia­mento dei componenti delle Commissioni.

Art. 59 - La struttura.

Le Commissioni sono composte da non meno di tre e non più di nove Maestri individuati tra i Fratelli esperti.

Le Commissioni permanenti vengono rinnovate ogni cinque anni; Le temporanee restano in vigore per non più di sei mesi ed eccezionalmente fino al completamento dell’ incarico per le quali sono state istituite nel cui caso necessita di adeguato provvedimento motivato di proroga.

Art. 60 -I metodi.

Il Regolamento dell’ Ordine determina le modalità di funzionamento delle Commissioni.

Art. 61 - Commissioni Permanenti e competenze

Sono Commissioni Permanenti:

- La Commissione "Costituzione" che studia l’ Ordinamento Massonico e da pa­reri di interpretazione.

- La Commissione "Rituali" che studia i metodi di Lavoro nei tre Gradi;

- La Commissione "Pensiero Massonico" che studia i mezzi di diffusione dei Principi e degli Ideali Massonici;

- La Commissione "Solidarietà" che studia le forme di intervento per il rag­giungimento delle finalità massoniche;

- La commissione "Esteri" che studia i presupposti di riconoscimento delle Co­munioni Estere.

Titolo III

LA GIUSTIZIA MASSONICA

Capo I - Principi e Finalità.

Art.62 Principi.

La Giustizia Massonica si ispira a sentimenti di fraternità ed equità.

Art. 63 – Finalità.

Funzione della Giustizia Massonica è la tutela dei principi fondamen­tali, delle finalità e dei metodi della Massoneria Universale.

 

Capo II - Gli Organi della Giustizia Massonica

Art. 64 - Nozione.

Sono Organi Giurisdizionali:

- i Tribunali di Loggia;

- i Tribunali Circoscrizionali;

- la Corte Centrale di Giustizia;

- la Corte Centrale di Giustizia in sessione Plenaria.

Il Regolamento dell’ Ordine determina la composizione degli Organi Giurisdi­zionali e lo svolgimento del processo.

Art. 65 - I Tribunali di Loggia - Competenze.

I Tribunali di Loggia sono competenti a giudicare le azioni costituenti colpa massonica compiute dai Fratelli di Loggia salvo che l’ incolpato, per motivo della sua carica o per motivi di connessione, non sia soggetto ad altro giudice massonico.

II Regolamento dell’ Ordine fissa i limiti temporali entro i quali i Tribunali di Loggia debbono concludere il giudizio.

Art. 66 - I Tribunali Circoscrizionali - competenze

I Tribunali Circoscrizionali sono competenti a giudicare in primo grado le azioni costituenti colpa massonica compiuta dai Maestri Venerabili e dalle Logge della Circoscrizione.

Sono altresì com­petenti a giudicare in primo grado le azioni costituenti colpa mas­sonica compiute dai Fratelli di Loggia ove il Tribunale di Loggia non abbia concluso il giudizio nei limiti temporali fissati dal Regolamen­to dell’ Ordine.

I Tribunali Circoscrizionali sono competenti a giudicare in secondo grado delle impugnazioni avverso le sentenze dei Tribunali di Loggia.

I Tribunali Circoscrizionali sono altresì competenti a decidere sui reclami avverso i provvedimenti di depennamento dei Fratelli adottati dalle Logge.

Art. 67 - La Corte Centrale - Competenze.

La Corte Centrale è competente a giudicare in primo grado le azioni costituenti colpa massonica compiute  dal Gran Maestro, dai Membri Effettivi di Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente e dai componenti della stessa Corte.

Giudica inoltre in primo grado le colpe massoniche compiute, in ragione del loro ufficio, dagli ex-Grandi Maestri, dagli ex-Membri Effettivi di Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente, dai Grandi Maestri Onorari, dai Grandi Architetti Revisori, dai Consiglieri dell’ Ordine, dai Presidenti dei Collegi Circoscrizionali, dai Delegati Magistrali.

La Corte Centrale è competente a giudicare in secondo grado delle impugnazioni avverso le sentenze di primo grado emesse dai Tribunali Circoscrizionali. La Corte Centrale è altresì competente in materia di legittimità delle impugnazioni avverso le sentenze emesse in grado d’appello dai Tribunali Circoscrizionali.

La Corte Centrale è altresì competente a decidere sui reclami avverso i provvedimenti di cancellazione delle Logge adottati dalla Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente.

La Corte Centrale è altresì competente a celebrare i processi di revisione pro­mossi dal Gran Maestro.

Art. 68 - Corte Centrale in sessione plenaria - Competenze.

La Corte Centrale riunita in sessione plenaria è competente a giudicare in ma­teria di legittimità delle impugnazioni avverso le sentenze emesse in grado di appello dalle Sezioni della stessa Corte ed in secondo ed ultimo grado, di me­rito e di legittimità, delle impugnazioni avverso le sentenze emesse in primo grado dalle Sezioni della stessa Corte.

 

Capo III - II Processo Massonico

Art. 69 - La difesa dell’ incolpato.

La contestazione dell’ accusa, la costituzione del contraddittorio e l’ esercizio della difesa debbono essere osservati a pena di nullità.

La difesa dell’ incolpato è gratuita ed affidata ad un Fratello Maestro scelto dall’ incolpato, ovvero quando questi non vi provveda, da un Fratello Maestro designatogli d’ ufficio per come prevedono i Regolamenti.

Art. 70 - La sospensione.

In ogni stato e grado del processo, l’ Organo giudicante può proporre al Gran Maestro, ove questi non vi abbia provveduto, la sospensione da ogni attività massonica del Fratello o della Loggia sottoposti a giudizio. Nel caso previsto dal I° comma dell’ Art. 67, la proposta di sospensione va inoltrata alla Gran Loggia.

Art. 71 - La difesa della Loggia incolpata.

Il giudizio nei confronti di una Loggia si estende anche nei confronti dei singoli Fratelli che abbiano partecipato alle azioni contestate.

La Loggia è rappresentata in giudizio dal Maestro Venerabile o, se impedito, da altro Dignitario.

La sentenza deve essere pronunciata anche nei confronti dei singoli Fratelli cui resta garantito il diritto alla difesa.

Art. 72 - La sentenza.

La Giustizia Massonica è amministrata in nome della Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù.

Le sentenze debbono essere intestate con la formula A\G\D\G\A\D\U\ e, a pena di nullità, motivate e sottoscritte dai Giudici. 

Titolo IV

 LA GESTIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA

Art. 73 - II fondo comune.

Le capitazioni, i versamenti ed i contributi straordinari versati dai Fratelli, i beni acquistati con gli stessi mezzi ed ogni e qualsiasi entrata straordinaria co­stituita da lasciti testamentari o donazioni, formano il fondo comune della Gran Loggia Unita Indipendente.

Art. 74 - Il patrimonio intangibile.

Con deliberazione della Gran Loggia, il fondo comune della Gran Loggia Unita Indipendente, o parte di esso, può essere eretto a patrimonio intan­gibile.

Costituiscono comunque patrimonio intangibile le decorazioni, gli emblemi massonici, gli oggetti di carattere storico, artistico e culturale. Il Regolamento dell’ Ordine determina le modalità di conservazione e di am­ministrazione del patrimonio intangibile.

Art. 75 – L’ esercizio finanziario.

La gestione del fondo comune della Gran Loggia Unita Indipendente vie­ne esercitata dalla Giunta e sottoposta al controllo del Collegio dei Grandi Ar­chitetti Revisori.

L’ esercizio finanziario ha inizio il 1° Gennaio e si chiude il 31 Dicembre di ciascun anno.

Il Regolamento dell’ Ordine determina le modalità di gestione del fondo co­mune, la tenuta dei libri contabili, la formazione dei bilanci.

REGOLAMENTO DELL’ ORDINE

 

 

Titolo I

I LIBERI MURATORI

 

Capo I - La Procedura dell’ Iniziazione

Art. 1 - Per essere ammesso all’ Iniziazione Massonica occorre che il profano abbia i seguenti requisiti:

a) abbia conseguito il 21° anno di età, o se figlio di Libero Muratore, il 18° anno di età;

b) sia di costumi irreprensibili;

c) goda di ottima reputazione;

d) aderisca ai Principi ed alle Finalità della Massoneria Universale;

e) possegga attitudini e volontà adeguate a comprendere il Significato e la Missione dell’ Istituzione Massonica;

f)  abbia i mezzi sufficienti per sostenere gli oneri richiesti dall’ appartenenza all’ Ordine;

g) dichiari di credere nell’ Essere Supremo.

Art. 2 - La domanda di ammissione all’ Ordine deve essere rivolta ad una Log­gia operante nell’ Oriente in cui il profano abbia la sua residenza o la sua sede di lavoro.

Deve essere sottoscritta da un Fratello Maestro Presentatore il quale garantisce la sussistenza in capo allo stesso delle qualità di “uomo libero e di buoni costumi”; Altresì  garantisce per tutti gli obblighi che il profano assume per un anno dalla sua iniziazione, ovvero sino al suo passaggio a Compagno d’ Arte.

La domanda redatta sull’ apposito modulo, deve essere corredata da:

- copia di documento di identità in corso di validità;

- copia del codice fiscale;

- il curriculum vitae;

- certificato del casellario Giudiziale (rilasciato da non più di tre mesi);

- certificato dei Carichi pendenti (rilasciato da non più di tre mesi);

- numero quattro fotografie;

- autorizzazione al trattamento dei dati personali (privacy);

- dichiarazione di disporre di mezzi sufficienti, senza affrontare eccessivi sacrifici, per poter far fronte agli oneri finanziari necessari per il suo ingresso e la sua permanenza nella Comunione Massonica.

Il curriculum vitae deve indicare i dati anagrafici, gli studi fatti ed i diplomi conseguiti, lo stato di famiglia, la residenza, il domicilio, il luogo di lavoro de­gli ultimi dieci anni, la professione ed una dichiarazione esplicita nella quale il profano affermi:

a) di essere libero da vincoli in contrasto con le finalità della Massoneria Uni­versale enunciate nell’ articolo 4 della Costituzione;

b) di non aver richiesto ad altra Loggia l’ ammissione all’ Ordine;

e) di non essere appartenuto né di appartenere ad associazioni sedicenti massoniche o paramassoniche;

d) di non essere appartenuto né di appartenere ad associazioni, gruppi o circoli che sia­no o possano essere in contrasto con le disposizioni di Legge dello Stato Italiano;

e) se e quali eventuali condanne abbia subito per fatti non colposi e se abbia carichi pendenti.

Art. 3 - La domanda, corredata degli allegati prescritti, viene consegnata dal Fratello presentatore al Maestro Venerabile della Loggia il quale dopo aver verificato, insieme all’ Oratore, la regolarità formale del­la domanda, riferisce alla Loggia, e non sussistendo alcuna causa ostativa ne dichiara la presa in considerazione; Dispone quindi la trasmissione dei dati per­sonali e delle fotografie del profano alla Gran Segreteria e la sua pubblicazione nella bacheca della Casa Massonica e nella sede Nazionale.

La Segreteria della Loggia trasmette, altresì, tre copie del mo­dulo di adesione alla Grande Segreteria che, dopo gli accertamenti di propria competenza ne rende un esemplare alla Loggia, unitamente al Nulla-Osta rilasciato dal Gran Maestro.

Eventuali segnalazioni negative sul conto del profano debbono essere comu­nicate dalla Gran Segreteria alla Loggia.

La Loggia, quale prova dell’ avvenuta trasmissione dei dati e della fotografia del profano, conserva il duplicato del Modulo così come restituito dalla Gran Segreteria.

Art. 4 - Il Maestro Venerabile, ottenuto il Nulla-Osta del Gran Maestro, nomi­na, fra i Fratelli Maestri due Esperti, anche detti Tegolatori,  ai quali affida l’ inca­rico di controllare la veridicità delle notizie contenute nel “curriculum vitae” del pro­fano interpellando, ove necessario, il Fratello Presentatore e/o lo stesso profano o altri e di procedere alla Tegolatura Formale del profano.

Nel termine perentorio di quindici giorni i Tegolatori faranno pervenire, in via riservata, al Maestro Venerabile, le proprie tavole informative.

Il Maestro Venerabile rimette quindi la documentazione al Fratello Oratore di Loggia il quale verificata, nel termine di quindici giorni, la completezza e la correttezza formale degli atti e della procedura, dichiara con propria tavola l’ ammissibilità alla votazione della domanda del profano.

Art. 5 - Ogni Fratello della Comunione che abbia notizie sul conto del profano di cui sia stata presa in considerazione la domanda di ammissione, ha il do­vere di informare, con tavola sottoscritta, il Maestro Venerabile della Loggia alla quale la domanda sia stata inoltrata.

Il Maestro Venerabile deve immediatamente riferire il contenuto della tavola ai Commissari ed al Consiglio delle Luci di Loggia.

Art. 6 - Completata la fase istruttoria, il Maestro Venerabile in seno alla prima Tornata utile della Loggia in grado di Apprendista da disposizione che sia aperta la discussione avente ad oggetto la richiesta di iniziazione del profano e dopo la discussione stessa ed udite le conclusioni dell’ Oratore da disposizione di procedere alla votazione sull’ ammissione del profano.

Art. 7 - Ove, per giustificati motivi esposti da uno o più Fratelli Maestri, la Loggia, a maggioranza, ritenga necessario un supplemento di istruttoria, il Maestro Venerabile procede ad ulteriori accertamenti, incaricando gli stessi Fratelli Esperti già nominati in precedenza od eventualmente altri a suo insindacabile giudizio.

Concluso anche il supplemento di istruttoria, che può essere richiesto una sola volta, il Maestro Venerabile convoca nuovamente la Loggia in grado di Ap­prendista per gli adempimenti di cui all’ Art. 6 che precede.

Art. 8 – Premesso che i Liberi Muratori sono e restano vincolati al più assoluto riserbo sui lavori da essi compiuti e che i Lavori svolti in Loggia vengono fedelmente riportate nelle Tavole delle Tornate ritualmente tracciate dai Fratelli Segretari per costituire la memoria delle singole Logge ed unitamente della Comunione Massonica, su richiesta del Fratello Presentatore la votazione avviene in modo palese per alzata di mano, oppure segreta con l’ ausilio di palline bianche per il voto favorevole e nere per il voto non favorevole, non è am­messa l’ astensione; il voto si esprime introducendo nel sacco, fatto girare dal Maestro delle Cerimonie, una delle due palline: ove il numero delle palline scrutinate non corrisponda al numero dei Fratelli presenti, la votazione va ripetuta.

L’ammissione del profano è deliberata alla unanimità dei Fratelli di Loggia presenti con doppia votazione in distinte Tornate. Ove un terzo dei presenti abbia espresso il proprio voto contrario, la domanda si in­tende respinta.

Uno o due voti contrari comportano il rinnovo della votazione dopo tre mesi; tre voti contrari, dopo sei mesi; più di tre voti contrari, dopo dodici mesi.

Ove, nella seconda votazione, si confermino uno o più voti contrari, la do­manda è respinta.

I Fratelli, che abbiano espresso il proprio voto contrario, devono spiegarne le ra­gioni alla Loggia od, a loro giudizio, al Maestro Venerabile che, sentite le Lu­ci, ne valuta la fondatezza.

Se la Loggia od il Consiglio delle Luci ritengono non influenti le motivazioni addotte, la votazione per l’ ammissione del profano viene riproposta nella Tornata successiva.

La mancata motivazione del voto contrario non modifica l’ e­sito favorevole della votazione e costituisce colpa massonica.

Art. 9 - La domanda di ammissione che sia stata respinta da una Loggia, non può essere presa in considerazione dalle altre Logge della Comunione.

Può tuttavia essere presentata, dopo che siano trascorsi almeno tre anni dalla pre­cedente votazione, alla stessa Loggia o, se questa si sia sciolta o demolita, ad altra Loggia della Comunione.

Art. 10 - Il Maestro Venerabile, intervenuta votazione favorevole all’ ammis­sione, da incarico al Fratello presentatore di chiedere al profano, l’ importo cor­rispondente alla tassa di Iniziazione nella misura non superiore al triplo di quella stabilita dalla Gran Loggia Unita Indipendente. Il Segretario provvede all’ inoltro dell’ importo dovuto alla Gran Loggia Unita Indipendente ed a richiedere al Gran Maestro il Brevetto di Iniziazione.

Ottenuto tale documento, il Maestro Venerabile stabilisce la data e l’ ora del Ri­to di Iniziazione.

Il Rito di Iniziazione si svolge in Primo Grado in conformità del Rituale adot­tato dalla Gran Loggia Unita Indipendente.

Art. 11 - II Segretario di Loggia sottopone per la firma all’ Iniziato la formula della promessa solenne che deve essere successivamente trasmessa alla Gran­ Segreteria con l’ apposito Modulo da redigersi in cinque copie.

Art. 12 - II profano, che in mancanza di un gravissimo e comprovato motivo, non si presenti al Rito di Iniziazione, decade dall’ ammissione all’ Ordine.

Nell’ ipotesi predetta e nel caso in cui, nel corso del Rito di Iniziazione, il pro­fano non sia accettato, la Loggia restituisce l’ importo versato dedotta la tassa di competenza della Gran Loggia Unita Indipendente. Tutta la documentazione relativa alla domanda di ammissione, con ogni ulte­riore documento concernente l’ Iniziazione ed i rapporti tra l’ iniziato e la Log­gia, costituisce il "Fascicolo Personale" che viene custodito negli archivi di Loggia e segue il Fratello in ogni eventuale trasferimento in altre Logge. Nessun documento costituente il "Fascicolo Personale" può essere distrutto o distolto. 

Capo II - I Passaggi di Grado

Art. 13 - Le proposte di promozione degli Apprendisti a Compagni d’ Arte e dei Compagni d’ Arte a Maestri possono essere fatte, oltre che dal Consiglio delle Luci, dai Fratelli Maestri i quali utilizzano a tal fine il Sacco delle Proposizio­ni Tacite.

Le promozioni vengono deliberate dalla Loggia con votazione palese su pro­posta motivata in Loggia di Secondo o di Terzo Grado a maggioranza dei due terzi dei presenti.

Il passaggio a Compagno d’ Arte e l’ elevazione a Maestro, eseguiti ritualmen­te, hanno luogo dopo il rilascio del Nulla-Osta e del Brevetto da parte del Gran Maestro.

L’ anzianità massonica per l’ apprendista si computa dalla data del Rito di Ini­ziazione, per il Compagno ed il Maestro dalla data del rilascio del Brevetto. 

Capo III - I Trasferimenti

Art. 14 - Il Libero Muratore può essere iscritto nel piè di lista di una sola Log­gia.

I Liberi Muratori insigniti del grado di Maestro, attivi in qualsiasi Loggia all’ Obbedienza della Gran Loggia Unita Indipendente o di una Gran Loggia o di un Grande Oriente estero in regolari rapporti con la Gran Loggia Unita Indipendente, possono essere iscritti con la qualifica di Fratelli Onorari, a voti unanimi e con il Nulla-Osta del Gran Maestro, in una Loggia della Co­munione Italiana.

II Libero Muratore non può rimanere iscritto né può trasferirsi in una Loggia di Oriente diverso da quella della sua residenza, dimora, domicilio o sede di lavoro.

Il Libero Muratore che abbia o assuma residenza, dimora o domicilio in un Oriente diverso da quello nel quale opera la Loggia di appartenenza deve ri­chiedere il trasferimento in una Loggia della provincia ove ha la residenza, la dimora o il domicilio, o di provincia limitrofa.

Art. 15 - II Libero Muratore per trasferirsi in un’ altra Loggia deve ottenere il preventivo benestare della Loggia di appartenenza e quindi fare domanda di affiliazione.

Qualora il Libero Muratore intenda trasferirsi in una Loggia dello stesso Oriente, questa, ricevuta la domanda, decide a maggioranza dei presenti in Ter­zo Grado.

L’ affiliazione spetta di diritto ai Fratelli provenienti da altro Oriente. Dopo la decisione sull’ affiliazione, la Loggia richiede alla Loggia di provenienza, con lettera da inviarsi in copia alla Gran Segreteria, l’ exeat corredato del fascicolo personale.

L’ Exeat deve essere concesso ai Fratelli che siano in regola con il Tesoro di Loggia per l’ intero anno massonico in corso, non in sonno, non depennati né sottoposti a giudizio massonico.

La Gran Segreteria segue il normale svolgimento degli adempimenti amministrativi connessi.

Il trasferimento ha effetto dalla data dell’ Exeat.

Nel caso in cui la Loggia di provenienza sia stata disciolta, estinta o demolita, l’ Exeat viene rilasciato dalla Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente che ne da comunicazione alla Loggia nella quale il Fratello verrà affiliato.

L’ affiliando presta "promessa solenne" di obbedienza al Maestro Venerabile, ai Dignitari ed agli Ufficiali della Loggia che lo riceve. 

I legami ed i doveri verso la Loggia di provenienza rimangono inalterati sino all’ avvenuta affilia­zione nella nuova Loggia. 

Capo IV - La Posizione di Sonno e il Depennamento

Art. 16 - II Libero Muratore, in regola con il Tesoro di Loggia per tutto l’ Anno Massonico e non sottoposto a giudizio massonico, può chiedere di essere col­locato in posizione di sonno con domanda scritta rivolta alla Loggia.

Il Maestro Venerabile ne da comunicazione alla Loggia che, nella Tornata suc­cessiva, ove il Fratello non abbia receduto, prende atto della sua volontà.

Della collocazione in sonno deve essere data comunicazione alla Gran Segre­teria.

Art. 17 - Nelle ipotesi previste dall’ Art. 12 della Costituzione, il Consiglio di Disciplina provvede a diffidare, con lettera raccomandata con avviso di rice­vimento, ovvero da consegnarsi a mani dell’ interessato, il fratello a porsi in regola con il Tesoro e a riprendere la frequenta­zione dei Lavori.

Decorsi trenta giorni dalla ricezione della diffida senza che il Fratello abbia giustificato il proprio comportamento e sanata l’ eventuale morosità, il Consi­glio di Disciplina riferisce alla Loggia in Grado di Maestro.

Intervenuta la de­claratoria di decadenza da parte della Loggia, il Consiglio di Disciplina dispo­ne il depennamento dal piè di lista di Loggia.

Del provvedimento deve essere data apposita comunicazione all’ interessato ed alla Gran Segreteria.

Avverso il provvedimento, per le sole violazioni proce­durali, l’ interessato può proporre reclamo al Tribunale Circoscrizionale mediante racco­mandata con avviso di ricevimento da inviarsi nel termine di giorni trenta dal­la comunicazione del provvedimento.

Il reclamo deve contenere, a pena di inammissibilità, una esposizione dettagliata delle violazioni lamentate. Il reclamo non sospende l’ efficacia del provvedimento.

Art. 18 - II Libero Muratore in sonno o depennato non può frequentare né i La­vori della sua Loggia di appartenenza né di alcuna altra Loggia della Comu­nione.

Egli deve restituire alla Loggia la tessera personale, nonché tutti i do­cumenti, libri, insegne, fregi di proprietà della Loggia eventualmente in suo possesso. 

Capo V - Le Riammissioni

Art. 19 - Il Libero Muratore in sonno che intenda essere riammesso, deve pre­sentarne idonea domanda alla Loggia che gli ha con­cesso l’ assonnamento.

Il Libero Muratore depennato che desideri essere riammesso, deve pre­sentarne idonea domanda alla Loggia che ha proceduto al depennamento.

Nelle ipotesi in cui la Loggia di appartenenza sia stata disciolta o demolita, il Gran Segretario assegna la domanda ad altra Loggia della Comunione. A seguito della domanda, la Loggia provvede agli adempimenti prescritti per la riammissione.

Il Maestro Venerabile, ottenuto il Nulla-Osta del Gran Maestro, stabilisce la data e l’ ora della seduta di Primo Grado nella quale il riammittendo deve pre­sentarsi per prestare la promessa solenne: il Fratello depennato dovrà preven­tivamente sanare l’ eventuale morosità.

Anche per le riammissioni si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli 11 e 12 del Regolamento dell’ Ordine. 

Capo VI - II Comportamento in Loggia

Art. 20 - I Fratelli intervengono alle sedute in abito scuro e guanti bianchi cin­gendo il grembiule del rispettivo Grado.

Essi siedono nel Tempio al posto che loro compete, rimanendovi durante tutto il corso dei Lavori e mantenendo un comportamento consono alla sacralità del luogo.

I Dignitari e gli Ufficiali portano le insegne della loro carica. L’ ingresso dei Fratelli nel Tempio avviene ritualmente.

Art. 21 - I Fratelli devono partecipare a tutte le Tornate Ordinarie in base al calendario adottato dalla propria Loggia di appartenenza all’ inizio dell’ Anno Massonico, nonché a tutte le riunioni straordinarie che gli verranno tempestivamente comunicate.

In caso di impedimento assoluto devono giustificare preventivamente, o quanto meno nella prima seduta successiva, la loro assenza dai Lavori e sono tenuti a versare, in ogni caso, l’ obolo per il Tronco della Beneficenza.

Art. 22 - Il Libero Muratore, che debba rimanere temporaneamente assente dall’ Oriente della propria Loggia o che abbia altri particolari impedimenti, può, a sua domanda, essere dispensato dal frequentare i Lavori.

Il Maestro Venerabile determina la durata della dispensa e ne informa la Log­gia. La dispensa non può essere concessa per un periodo superiore a dodici me­si.

I Fratelli dispensati sono tenuti ugualmente ad adempiere a tutti gli obbli­ghi, anche finanziari, verso la Loggia ed a versare l’ obolo per il Tronco della Beneficenza.

I Fratelli di età superiore ai settantacinque anni hanno la facoltà di non frequentare i lavori di Loggia.

Art. 23 - Il Fratello assume gli impegni finanziari verso la Loggia per tutto l’ Anno Massonico.

I pagamenti a qualunque titolo dovuti alla Loggia debbono essere versati dai Fratelli nel termine fissato dal Maestro Venerabile.

Le capitazioni debbono es­sere corrisposte all’ inizio di ogni mese.

Decorso il secondo mese di morosità il Maestro Venerabile chiede al Fratello inadempiente le opportune spiegazioni ed ove riscontra la sussistenza di gravi motivi che possono giustificare l’ esenzione, previa sottoscrizione di adeguata richiesta del Fratello interessato ne avanza istanza al Consiglio di Loggia che in casi eccezionali si farà carico di versare in veci del Fratello bisognoso quanto dovuto al Gran Tesoro a titolo di capitazioni, tasse e contributi.

Invece, qualora la morosità sia da imputare a scorretto comportamento del Fratello interessato lo stesso verrà sollecitato di adempiere ai propri oneri dal Maestro Venerabile che avrà anche l’ onere di informarne il Consiglio di Loggia. Persistendo la morosità nella terza mensilità consecutiva il Maestro Venerabile provvederà a diffidare il Fratello moroso con Raccomandata A.R. (o con comunicazione equipollente) che dovrà essere sottoscritta per conferma degli elementi amministrativi dal Fratello Tesoriere della Loggia.

Spirato il termine di 10 giorni dalla ricezione della comunicazione formale e persistendo la morosità il Maestro Venerabile ha onere di convocare il Consiglio di Loggia per decretare la sospensione dai Lavori del Fratello inadempiente e l’ avvio del procedimento disciplinare a suo carico.

A Giugno si verseranno in anticipo e capitazioni relative ai mesi di Luglio ed Agosto.

Solo i Fratelli in regola con il Tesoro di Loggia, possono esercitare il diritto di voto.

I Fratelli di età superiore a settantacinque anni, possono essere dispensati dai doveri finanziari con delibera del Consiglio delle Luci della Loggia di appartenenza che dovrà darne comunicazione alla Grande Segreteria che solo dopo aver ottemperato a tale adempimento è esenta­ta dal pagamento delle relative capitazioni.

Art. 24 - Nell’ ipotesi prevista dall’ Art. 13 della Costituzione, il Consiglio delle Luci, dopo inutile diffida scritta, propone l’ allontanamento del Fratello alla Loggia che delibera in Terzo grado. Ove la Loggia, per i motivi indicati dagli Artt. 12 e 13 della Costituzione, abbia deliberato la decadenza o l’ allontana­mento del Fratello, il Maestro Venerabile e/o il Fratello Segretario danno immediata notizia del provvedi­mento alla Gran Segreteria.

Durante il periodo di allontanamento, il Libero Muratore non può frequentare i Lavori della sua Loggia di appartenenza né quelli di nessun’ altra Loggia della Comunione. 

Capo VII - II Giurì d’ Onore

Art. 25 - I Componenti del Giurì d’ Onore sono nominati, ove la controversia insorga fra Fratelli di una Loggia, fra i Fratelli Maestri della Loggia stessa; i primi due da ciascuno dei Fratelli in conflitto ed il terzo, con funzioni di Presi­dente, all’ unanimità dai Fratelli Maestri.

In caso di disaccordo sulla nomina del terzo componente, il Maestro Venera­bile provvede alla designazione.

Ove la controversia insorga fra Fratelli appartenenti a Logge diverse nell’ am­bito della Comunione, i componenti del Giurì d’ Onore sono nominati dai Fra­telli in conflitto tra i Fratelli Maestri delle rispettive Logge di appartenenza; Questi a loro volta designano il Presidente.

In caso di disaccordo sulla nomina del terzo componente, il Gran Maestro provvede alla designazione.

Art. 26 - I Liberi Muratori sono tenuti al rispetto delle decisioni del Giurì d’ O­nore. 

CAPO VIII - Le Sanzioni

Art. 27 - I Fratelli riconosciuti responsabili di colpa massonica, sono punibili, secondo la gravità dei fatti compiuti e le circostanze del fatto:

a) con l’ ammonizione;

b) con la censura semplice;

c) con la censura solenne;

d) con l’ espulsione dall’ Ordine.

La sanzione indicata alla lettera b) importa la interdizione da qualsiasi carica per un periodo da uno a tre anni.

La sanzione indicata alla lettera c) comporta la esclusione dalla partecipazio­ne ai Lavori Massonici per un periodo non superiore ad un anno, nonché l’ in­terdizione da qualsiasi carica per un periodo minimo di tre anni.

Il Gran Maestro può concedere la grazia limitatamente alle ipotesi di cui alle lettere a), b) e c). 

Titolo II

STRUTTURA ED ORGANI

DELLA GRAN LOGGIA UNITA INDIPENDENTE

Capo I - Le Logge 

Sezione I - La fondazione di una Loggia

Art. 28 - I Liberi Muratori, che abbiano i requisiti previsti dall’Art. 17 della Co­stituzione e che ravvisino la necessità di fondare una Loggia, debbono riunir­si in assemblea sotto la presidenza del Fratello più anziano in Grado di Mae­stro, il quale designa un altro Fratello Maestro alle funzioni di Segretario.

Nel verbale dell’ Assemblea sono registrate, con l’ indicazione delle generalità profane e massoniche di tutti i componenti, le ragioni che suggeriscono la fon­dazione della costituenda Loggia, il titolo distintivo che si intende dare ad es­sa, la sede ed il Tempio, l’indirizzo profano ed ogni altra eventuale notizia.

Il verbale, sottoscritto da tutti i presenti, viene subito trasmesso a cura del Presi­dente alla Gran Segreteria con la richiesta del Nulla-Osta.

La Gran Segreteria, verificata la regolarità della posizione anagrafica dei sin­goli Fratelli emette il proprio parere.

Art. 29 - La richiesta di Nulla-Osta, in tal modo istruita, viene sottoposta alla delibera della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente.

Il Presidente dell’ Assemblea, ottenuto il Nulla-Osta, convoca tutti i proponen­ti, comunica loro l’ esito della richiesta e li invita a deliberare la fondazione ef­fettiva della Loggia.

La riunione non è valida se non con la presenza di tutti i proponenti in posses­so dei requisiti necessari.

Il proposito si intende abbandonato e tutti gli atti debbono essere rimessi a cu­ra del Presidente alla Gran Segreteria, ove la delibera non intervenga nel ter­mine di sessanta giorni dal Nulla-Osta.

Della mancata delibera il Presidente dell’ Assemblea da notizia alla Gran Se­greteria.

Ove l’ Assemblea deliberi la fondazione della Loggia, il Presidente chiede alle Logge di appartenenza dei Fratelli fondatori, il benestare preventivo al rilascio dell’ exeat. Trasmette, quindi, alla Grande Segreteria il verbale sottoscritto da tutti i presenti con il benestare delle Logge di appartenenza e chiede il rilascio della Bol­la di Fondazione con il numero ed il titolo distintivo nonché l’ autorizzazione ad eleggere il Maestro Venerabile ed i Dignitari.

Il Presidente dell’ Assemblea, ottenuta la Bolla, richiede alle Logge di apparte­nenza dei Fratelli gli exeat prescritti ed i fascicoli personali. I Fratelli Maestri riuniti in Assemblea, sotto la direzione del Presidente, procedono all’ elezione delle cariche ed il verbale viene trasmesso alla Grande Segreteria.

Ottenuto il Nulla-Osta del Gran Maestro, l’ insediamento delle cariche viene effettuato in tornata rituale presieduta da un membro della Giunta dell’ Ordine o da un suo delegato che ricopra od abbia ricoperto la carica di Maestro Venerabile.

Le Logge, una volta costituite, possono chiedere alla Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente la modifica del loro titolo distintivo ed il trasferi­mento della sede allegando copia dell’ avviso di convocazione e copia del ver­bale della seduta di Terzo Grado che ha adottato la delibera firmato da tutti i Fratelli Maestri iscritti nel piè di lista. La Giunta provvede sentito il parere del Gran Segretario. 

Sezione II - La elezione del Maestro Venerabile e dei Dignitari di Loggia.

Art. 30 - Sono eleggibili alle cariche di Loggia i Fratelli Maestri in possesso dei requisiti previsti dalla Costituzione, iscritti nel piè di lista ed in regola con il tesoro.

Art. 31 - L’ elezione delle cariche di Loggia viene effettuata in una unica sedu­ta di Terzo Grado appositamente convocata a mezzo raccomandata spedita an­che al Delegato Magistrale almeno quindici giorni prima, con le seguenti nor­me:

a) l’ Oratore, su invito del Maestro Venerabile, informa i Fratelli della proce­dura;

b) il Maestro Venerabile, fatta collocare un’ urna al centro del Tempio, dispo­ne che venga dato inizio alla votazione per la carica di Maestro Venerabile;

c) la votazione avviene per mezzo di schede segrete;

d) sulla scheda viene indicato il nominativo di un solo Fratello che sia in pos­sesso dei requisiti previsti dall’ Art. 20 della Costituzione;

e) terminata la votazione, l’ urna viene recata all’ Oriente e l’ Oratore, assistito da due scrutatori, constatata la corrispondenza fra il numero dei votanti e quello delle schede, procede allo scrutinio di ciascuna leggendo ad alta vo­ce i nominativi in essa contenuti, affinché gli scrutatori annotino i voti ri­portati da ogni candidato;

f)  il Fratello che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti è eletto Mae­stro Venerabile; la votazione è ripetuta fino a che non venga raggiunta la maggioranza richiesta.

Con le stesse modalità si procede alla elezione dei Dignitari di Loggia previsti dall’ Art. 21 della Costituzione, ad eccezione del Segretario, ed alla elezione dei Giudici effettivi e supplenti del Tribunale di Loggia.

I verbali delle elezioni sono redatti ed approvati seduta stante in originale e co­pia su appositi moduli forniti dalla Gran Segreteria. Entrambi gli esemplari debbono essere firmati da tutti i Fratelli Maestri presenti alla seduta di vota­zione. L’ originale viene inviato alla Grande Segreteria la quale provvede a far rilasciare il Nulla-Osta del Gran Maestro per l’ insediamento; la copia rimane agli atti della Loggia.

Nella tornata di Primo Grado immediatamente successiva a quella delle ele­zioni, i Fratelli Compagni d’ Arte ed Apprendisti vengono resi edotti del risul­tato delle elezioni.

Art. 32 - L’ insediamento del Maestro Venerabile e dei Dignitari eletti ha luogo con apposita cerimonia, dopo aver ottenuto il Nulla-Osta del Gran Maestro.

In mancanza del Maestro Venerabile uscente, il neo eletto viene insediato da un Maestro che abbia ricoperto la carica di Maestro Venerabile nella Loggia; in mancanza di questi l’ insediamento viene effettuato da un membro della Giunta o da un suo delegato.

Il Maestro Venerabile eletto, prima del suo inse­diamento, presta promessa solenne. Dopo l’ insediamento il Maestro Venera­bile nomina gli Ufficiali di Loggia.

II Maestro Venerabile eletto ed insediato nomina il Segretario e riceve la pro­messa solenne dei Dignitari ed Ufficiali di Loggia.

La Loggia quindi, presta promessa solenne di fedeltà ed obbedienza al Maestro Venerabile ed ai Digni­tari.

Il Maestro Venerabile insediato prende in consegna la Bolla di Fondazione, le Bandiere, il Labaro, il Sigillo, l’ Archivio, il Tesoro e quant’ altro appartenga alla Loggia: viene, al riguardo, stilato apposito verbale.

Qualora, durante il primo semestre, il Maestro Venerabile od un Di­gnitario di Loggia sia impedito ad esercitare l’ incarico per tre mesi, la Loggia procede a nuova elezione per la sostituzione.

Se la mancanza si verifica nel se­condo semestre, la opportunità di procedere a nuova elezione è demandata al­la deliberazione della Loggia in Terzo Grado.

Il Maestro Venerabile ed i Dignitari insediati nei rispettivi incarichi da meno di sei mesi dall’ epoca del rinnovo annuale delle cariche, conservano il loro ufficio nell’ anno successivo senza che la Loggia debba effettuare, per essi, nuo­ve elezioni. 

Art. 33 - La Bolla di Fondazione delle Logge è di esclusiva proprietà dell’ Obbedienza e deve essere immediatamente restituita dal suo custode e/o detentore a semplice richiesta della Gran Segreteria costituendo la omessa consegna grave colpa massonica oltre che fonte di responsabilità profana per indebita appropriazione.

Di ogni Bolla di fondazione ne vengono stampati due Originali identici di cui solo uno definito “Primo Originale” riporta sul suo retro apposita attestazione di originalità ed annotazione del numero progressivo nel  Registrazione nel Libro d’ Oro dell’ Obbedienza.

Esso  “Primo Originale” resta conservato presso la sede della Gran Loggia Unita Indipendente mentre una seconda copia che consente ai Fratelli di Loggia di riunirsi legittimamente viene consegnata al Venerabile.

In caso di dispersione e/o sottrazione dell’ originale rilasciata al Maestro Venerabile il “Primo Originale” verrà utilizzato per il rilascio di una ulteriore copia della Bolla.

La copia non riportante sul retro la attestazione di originalità ed annotazione di Registrazione nel Libro d’ Oro dell’ Obbedienza, sebbene firmata in originale e munita di Timbri e Sigillo, è considerata a tutti gli effetti una mera copia ed il suo eventuale uso illegittimo è nullo ed improduttivo di ogni effetto. 

Sezione III - Il Maestro Venerabile - Attribuzioni

Art. 34 - II Maestro Venerabile:

a) Celebra le Iniziazioni e gli aumenti di Grado provvede alle riammissioni ed alle affiliazioni; in tali funzioni Egli può essere sostituito unicamente dal­l’ ex Maestro Venerabile o, in caso di sua assenza, da un Fratello che abbia ricoperto la carica di Maestro Venerabile;

b) Presiede tutte le riunioni di Loggia; in sua assenza sostituito dal Primo Sor­vegliante e, se questi non è presente, dal Secondo Sorvegliante;

e) Partecipa alle Sessioni della Gran Loggia ed in caso di suo impedimento è sostituito da un Fratello che abbia rivestito la carica di Maestro Venerabile o, in mancanza, da un Dignitario di Loggia designato dalla Loggia;

d) Partecipa alle tornate di Gran Loggia ed in caso di suo impedimento è so­stituito da un Fratello Maestro da lui designato;

e) Nomina il Segretario fra i Fratelli Maestri;

f) Designa di volta in volta i Fratelli incaricati di sostituire i Dignitari od Uf­ficiali titolari eventualmente non presenti ai Lavori di Loggia;

g) Veglia sul comportamento massonico dei Fratelli in Loggia e nella vita pro­fana ed ha il diritto di essere informato dai Fratelli su quanto venga loro a conoscenza sulla Massoneria in generale, la Loggia ed i Fratelli in partico­lare;

h) Tiene i rapporti con tutti gli Organi della Gran Loggia Unita Indipendente;

i) Da esecuzione ai provvedimenti che attengono alla Loggia od ai Fratelli;

l) Nomina i componenti della Commissione di Loggia di cui è Presidente di diritto.

m) Può nominare un Oratore, un Segretario, un Tesoriere aggiunti scel­ti tra i Fratelli Maestri;

n) Dispone del Tronco della Vedova;

o) Cura il ritiro della tessera nonché delle carte e degli oggetti che i Fratelli passati all’ Oriente Eterno, assonnati, depennati od espulsi avessero in con­segna per conto della Loggia;

p) Firma tutti gli atti e la corrispondenza della Loggia,

Il Maestro Venerabile, che cessa dalla sua carica alla normale scadenza, assu­me il ruolo di ex Maestro Venerabile per il periodo in cui il successore rimane in carica. 

Sezione IV – I Dignitari di Loggia - Funzioni

Art. 35 - I Sorveglianti vigilano sulla condotta dei Fratelli per quanto riguarda l’ adempimento dei loro doveri verso la Loggia.

I Sorveglianti debbono assicurarsi delle attitudini massoniche dei singoli Fra­telli e riferiscono periodicamente al Maestro Venerabile nel Consiglio delle Luci.

Durante i Lavori, i Sorveglianti curano che il Tempio sia sempre al coperto e che tutti i Fratelli presenti siano insigniti del Grado nel quale si lavora.

Essi coadiuvano il Maestro Venerabile nella apertura e chiusura dei Lavori e negli altri procedimenti rituali, annunciando alle rispettive Colonne i Lavori proposti dal Maestro Venerabile.

Comunicano al medesimo tutto ciò che interessa l’ andamento dei Lavori in corso.

Avvertono il Maestro Venerabile, battendo un colpo di Maglietto, delle richie­ste dei Fratelli per ottenere la parola; vigilano affinché il Maestro delle Ceri­monie, gli Esperti e gli altri Ufficiali adempiano in Loggia ai rispettivi uffici.

I Sorveglianti non possono abbandonare il loro posto durante i Lavori senza essere immediatamente sostituiti.

II Primo Sorvegliante controlla particolarmente l’ assiduità ai Lavori e ritira l’ o­bolo dei Fratelli che, previo benestare del Maestro Venerabile lascino eccezio­nalmente il Tempio prima della chiusura dei Lavori.

Il Secondo Sorvegliante, in collaborazione con il Tesoriere, controlla e segue la regolarità dei pagamenti dovuti dai Fratelli al Tesoro di Loggia.

Art. 36 - L’ Oratore assicura il rispetto delle Leggi dell’ Ordine durante i Lavo­ri di Loggia.

Egli cura l’ istruzione massonica della Loggia, pronuncia discor­si nelle cerimonie iniziatiche, svolge e spiega, con speciali allocuzioni, i Sim­boli iniziatici dei tre Gradi Simbolici.

Nella ricorrenza di ogni festa dell’ Ordi­ne, nelle date memorabili per la Massoneria e per la vita nazionale e la civiltà umana, l’ Oratore pronuncia appropriate orazioni, sviluppando argomenti di in­teresse massonico, filosofico, scientifico, storico, educativo, secondo la pro­pria scelta e d’ intesa con il Maestro Venerabile.

È suo compito ricordare in Loggia le virtù dei Fratelli passati all’ Orien­te Eterno.

Custodisce il libro della Sapienza nel quale sono raccolti la Costituzione ed il Regolamento dell’ Ordine, il Regolamento di Loggia ed i provvedimenti di ca­rattere normativo.

In caso di assenza del titolare, il Fratello che svolge la funzione di Oratore continua ad esercitarla fino a conclusione della discussione in corso anche ove so­praggiunga l’ Oratore titolare.

Art. 37 - Il Segretario:

a) riceve e conserva nei locali della Loggia, od in altro luogo su autorizzazio­ne del Maestro Venerabile, tutte le carte, i registri ed i documenti della Log­gia;

b) provvede all’ adempimento di tutte le funzioni di carattere amministrativo;

c) cura e sottopone al Maestro Venerabile la corrispondenza e ne tiene i pro­tocolli della posta in arrivo e di quella in partenza;

d) provvede, su incarico del Maestro Venerabile, alle convocazioni;

e) compila e tiene i verbali delle tornate di Loggia in appositi registri a fogli fissi e numerati, firmati in ogni pagina dal Maestro Venerabile;

f) custodisce ed aggiorna il Libro matricola da cui si ricavi il piè di lista dei Fratelli, il registro delle presenze, nonché gli altri documenti di Loggia. Il Segretario deve tenere in ordine, per ciascun Grado e per ciascuna seduta di Consiglio delle Luci e di Commissione Giustizia, un registro contenente i verbali firmati, dopo la loro ap­provazione e la sottoscrizione del Maestro Venerabile, dell’ Oratore e del Segretario stesso.

Al termine del proprio mandato, il Segretario consegna immediatamente al suo successore tutto quanto gli è stato affidato dalla Loggia in funzione del suo in­carico.

Della consegna viene redatto verbale che, vistato dal Maestro Venera­bile, rimane depositato tra gli atti della segreteria di Loggia. Il Segretario aggiunto coadiuva il Segretario titolare nelle sue funzioni ed atti­vità e lo sostituisce in sua assenza.

Art. 38 - II Tesoriere:

a) custodisce i fondi della Loggia che ne costituiscono il Tesoro;

b) provvede alla riscossione delle capitazioni e di ogni altro contributo dovu­ti alla Loggia ed agli Organi della Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù;

c) da corso ai pagamenti contro ordinativo del Maestro Venerabile;

d) cura l’ impiego del Tesoro secondo i deliberati della Loggia in Terzo Grado;

e) tiene in ordine ed aggiornate tutte le relative contabilità e rimette periodicamente al Secondo Sorvegliante una nota dei Fratelli morosi verso il Te­soro di Loggia, specificando per ciascuno la causale e l’ entità delle somme dovute;

f)  redige annualmente il rendiconto delle entrate e delle uscite. Le funzioni del Tesoriere non possono essere accumulate con quelle di Architetto Revisore. 

Sezione V - Gli Ufficiali di Loggia - Loro incarichi

Art. 39 - L’ Esperto ha il compito di impartire le istruzioni massoniche ai neo­fiti in occasione della loro Iniziazione ed ai Fratelli in occasione degli aumen­ti di Grado.

Art. 40 - II Maestro delle Cerimonie procede agli appelli nominali; ha cura che in ogni circostanza sia osservato il cerimoniale prescritto dai Rituali.

Art. 41 - II Primo ed il Secondo Diacono assistono rispettivamente il Maestro Venerabile ed il Primo Sorvegliante durante i Lavori di Loggia.

Art. 42 - II Portastendardo ha il compito di custodire ed issare all’ Oriente la Bandiera Nazionale ed il Labaro della Loggia.

Art. 43 - L’ Ospedaliere reca conforto ai Fratelli ammalati delle cui condizioni informa prontamente il Maestro Venerabile affinché sia possibile offrire loro l’ assistenza necessaria.

Art. 44 - L’ Elemosiniere ha il compito di raccogliere, alla fine di ogni tornata, l’ obolo per il Tronco della Vedova del quale tiene la contabilità e ne risponde al Maestro Venerabile.

Art. 45 - II Copritore Interno ha l’ incarico di vigilare la porta del Tempio af­finché nessuno possa disturbare i Lavori. Può ricoprire tale carica soltanto un Fratello Maestro.

Art. 46 - II Copritore Esterno ha l’ incarico di vigilare affinché nessuno distur­bi i Lavori e si avvicini all’ ingresso del Tempio se non per bussare ritualmen­te e chiedere di essere ammesso; cura l’ osservanza di quanto disposto all’ Art. 20; tegola i Fratelli visitatori.

Art. 47 - L’ Architetto Revisore controlla ogni documento di carattere contabi­le interessante la gestione della Loggia.

Provvede a rivedere la contabilità ed il conto consuntivo annuale riferendone alla Loggia in Terzo Grado.

Sezione VI - II Consiglio delle Luci e il  Consiglio di Loggia.

Art. 48 - II Primo ed il Secondo Sorvegliante unitamente al Maestro Venerabile formano il “Consiglio delle Luci” al quale è demandato il compito di essere di supporto al Maestro Venerabile nella conduzione della Loggia e nella stesura dei programmi di Lavoro.

Il Consiglio delle Luci deve essere riunito dal Maestro Venerabile almeno due volte l’ anno e nei casi di particolare urgenza ed importanza.

Presso ogni Loggia è altresì istituito il “Consiglio di Loggia” composto dal Venerabile, dai due Sorveglianti, dall’ Oratore, dal Tesoriere e dal Segretario.

Ha competenza di decidere sulle istanza di esonero momentaneo dalla partecipazione ai Lavori di Fratelli per comprovati motivi di salute, di lavoro e di famiglia, nonché sulle istanza di esonero dagli oneri finanziari per motivi economici.

Si riunisce senza particolari formalità e su convocazione del Maestro Venerabile ed ha competenza consultiva/coadiuvativa per il Venerabile e l’ Oratore nei casi in cui si rende necessario l’ avvio delle attività di cui all’ Art. 23 Cost. ed in ogni altro caso comportante possibili implicazioni disciplinari.

In ogni caso il Venerabile e l’ Oratore restano autonomi nell’ adottare e/o promuovere i provvedimenti di loro competenza.

 

Sezione VII - Ordine dei Lavori nelle Riunioni Massoniche

Art. 49 - L’ anno amministrativo ha inizio il primo Gennaio e termina il trentu­no Dicembre.

L’ elezione delle cariche di Loggia si effettua nel periodo fra il quindici Novembre ed il quindici Dicembre. L’ insediamento delle cariche avviene entro il trentuno Gennaio successivo.

Art. 50 - Le Logge si riuniscono almeno una volta al mese, lavorano secondo la Costituzione, il Regolamento dell’ Ordine e il Regolamento interno.

Il Regolamento interno non può contenere norme in difformità con la Costitu­zione e il Regolamento dell’ Ordine e deve essere approvato dalla Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente.

Le riunioni dei Liberi Muratori si svolgono nel Tempio con l’ osservanza delle forme rituali prescritte per i singoli Gradi.

I Lavori debbono avere inizio non prima che siano trascorsi trenta minuti dall’ ora stabilita per la riunione.

I Lavori non possono essere aperti in forma rituale se non con la presenza di almeno sette Fratelli di cui cinque Maestri.

 In mancanza del Maestro Venera­bile è necessaria la presenza delle altre Luci.

Art. 51All’ inizio di ogni anno il Consiglio delle Luci stabilisce e comunica alla Loggia e al Delegato Magistrale competente per territorio il calendario delle riunioni ordinarie di Loggia. È consentita, durante i mesi estivi, la sospensione dei Lavori.

Per le sedute ordinarie non è d’ obbligo alcun avviso di convocazione, che invece è necessario quando è prescritto un ordine del giorno motivato e in particolare per le tornate nelle quali si debba procedere a votazione.

Tuttavia è opportuno che il Segretario, anche avvalendosi delle moderne tecniche di comunicazione (fax, e-mail ed sms), inoltri ai fratelli di Loggia una sintetica comunicazione loro rammendo della riunione che si terrà in ottemperanza al fissato calendario.

Art. 52 - Le sedute straordinarie sono convocate quando il Maestro Venerabi­le lo ritenga opportuno o quando ne faccia richiesta motivata almeno un quar­to dei Fratelli Maestri in piè di lista.

L’ avviso di convocazione deve essere recapitato, a cura del Segretario di Loggia, almeno cinque giorni prima della riunione anche ai Fratelli dispensati dal­la frequentazione.

In caso di particolare urgenza, il Segretario provvede alla convocazione utiliz­zando anche altri mezzi di comunicazione (fax, e-mail ed sms) accertandosi dell’ avvenuta conoscenza da parte dei destinatari. Tutte le convocazioni devono essere notificate al Delegato Magistrale.

Art. 53 - All’ ingresso del Tempio è disposto il registro delle presenze vidima­to dal Maestro Venerabile, contenente il piè di lista di Loggia aggiornato; i Fra­telli intervenuti vi appongono la loro firma.

Art. 54 - L’ ordine del giorno dei Lavori indica gli argomenti proposti per ogni riunione e, ove il Maestro Venerabile lo ritenga opportuno, viene esposto, a cu­ra del Segretario di Loggia, nella Sala dei Passi Perduti.

Le Iniziazioni, le riam­missioni e le affiliazioni hanno la precedenza nell’ ordine dei lavori

Art. 55 - Alle Tornate in Grado di Apprendista assistono tutti i Fratelli. Da quelle in Grado di Compagno d’ Arte sono esclusi gli Apprendisti.

Da quelle in Grado di Maestro sono esclusi gli Apprendisti e i Compagni d’ Arte. Dopo aver provveduto all’ apertura rituale dei Lavori, il Maestro Venerabile in­vita il Fratello Segretario a leggere il verbale della tornata precedente.

I Fratelli hanno facoltà di prendere la parola unicamente sulla esattezza del verbale, che viene redatto in forma concisa con le indicazioni degli argomenti trattati, dei partecipanti alla discussione e delle deliberazioni prese.

Sentito l’ Oratore, il verbale è sottoposto alla approvazione della Loggia e sot­toscritto quindi dal Maestro Venerabile, dall’ Oratore e dal Segretario.

Vengono poi introdotti nel Tempio quei Fratelli che fossero arrivati in ritardo e si trovassero nella Sala dei passi perduti.

II Segretario annota nel verbale il nome dei Fratelli assenti e di quelli la cui as­senza è giustificata e per i quali sia stato versato l’ obolo.

Art. 56 - I Fratelli visitatori sono ammessi nel Tempio immediatamente dopo l’ apertura dei Lavori e la lettura del verbale. Durante la lettura nessuno può es­sere introdotto nel Tempio.

Quando il Maestro Venerabile lo ritenga opportuno ed in accoglimento alla ri­chiesta dei Fratelli visitatori, questi ultimi faranno ingresso nel Tempio insie­me ai Fratelli di Loggia.

Per essere ammessi nel Tempio, i Fratelli appartenenti alla Comunione Italiana debbono esibire la tessera valida per l’ anno in corso e dare la parola semestra­le, oppure la loro qualità deve essere garantita da Fratelli Maestri di Loggia.

I Maestri Venerabili hanno di regola la facoltà di ammettere ai Lavori di Log­gia Fratelli visitatori appartenenti a Comunioni Estere, sotto l’ osservanza del­le seguenti norme:

a) devono essere ammessi ai Lavori Massonici quei Fratelli, che da documen­ti attendibili risultino Membri attivi di Logge all’ Obbedienza di Comunioni Estere con le quali la Gran Loggia Unita Indipendente abbia in essere lo scambio di Garanti di Amicizia.

b) il Fratello visitatore deve essere invitato, nel corso della tegolatura, a di­chiarare: “Io..... alla presenza del Grande Architetto dell’ Universo, solenne­mente dichiaro di essere stato iniziato al Grado di Apprendista, promosso al Grado di Compagno d’ Arte ed elevato al Sublime Grado di Maestro in mo­do giusto e legittimo, di non essere sospeso o espulso da alcuna Loggia Massonica né di conoscere alcun motivo per il quale non potrei avere rap­porti massonici con i Fratelli”.

Art. 57 - I Fratelli visitatori vengono ricevuti nel Tempio secondo il seguente ordine: Apprendisti, Compagni d’ Arte, Maestri, ex Maestri Venerabili, Maestri Venerabili, Delegati Magistrali, Garanti di Amicizia, Grandi Architetti Reviso­ri, Membri della Corte Centrale della Gran Loggia Unita Indipendente, Presidente della Corte Centrale della Gran Loggia Unita Indipendente, Grandi Ufficiali, Membri Aggiunti della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente, ex membri di Giunta, Gran Tesoriere, Gran Segretario, Gran Cancelliere, Grande Oratore, Secondo Gran Sorvegliante, Primo Gran Sorvegliante, Grandi Mae­stri Onorari, ex Grandi Maestri, Grandi Maestri Aggiunti, Gran Maestro.

II protocollo stabilisce le modalità rituali relative al ricevimento dei Fratelli.

Art. 58 - I Fratelli visitatori non esercitano il diritto di voto; nelle tornate nel­le quali la Loggia ospitante deliberi l’ ammissione dei profani o la riammissio­ne dei Fratelli, sono tenuti a comunicare ogni notizia utile alla migliore cono­scenza del profano o del Fratello.

Art. 59 - II Fratello Maestro o il Compagno d’ Arte che desideri prendere la pa­rola, ne fa richiesta con le modalità tradizionali e rituali.

Ogni Fratello non può, di regola, prendere la parola più di una volta su ogni argomento, eccezionalmente può chiedere di intervenire una seconda volta solo per arricchire la discussione di concreti contenuti; ogni intervento deve essere chiaro e conciso, non dispersivo ed afferente al solo argomento in trattazione e non può protrarsi oltre i cinque minuti.

Da tale limite temporale è esonerato l’ Oratore e l’ eventuale relatore.

I Fratelli che siedono all’ Oriente e i Dignitari di Loggia hanno diritto di parla­re con precedenza sugli altri Fratelli.

Art. 60 - II Maestro Venerabile può richiamare all’ ordine ogni Fratello e to­gliergli la parola quando ritenga che il suo discorso non sia ispirato al dovero­so senso di tolleranza, fraternità ed amore o che possa turbare l’ armonia fra i Fratel­li o non sia confacente all’ argomento trattato.

L’ Oratore può correggere quei Fratelli che divaghino in osservazioni contrastanti con le disposizioni della Costituzione e del Regolamento dell’ Ordine.

Art. 61 - Ove, nel corso di una Tornata, vengano trattati argomenti che richie­dano una decisione, il Maestro Venerabile invita i Fratelli Apprendisti e Com­pagni d’ Arte a coprire il Tempio e dispone che i Lavori proseguano in Terzo Grado.

L’ Oratore riassume le tesi ed opinioni espresse dai Fratelli, prospetta le diver­se questioni nel più chiaro aspetto e formula le proposizioni consequenziali per le votazioni, dopodiché nessuno può più prendere la parola sull’ argomento.

Art.62 - II Maestro Venerabile invita quindi la Loggia a deliberare.

Nel caso che vi siano ordini del giorno, precede la votazione sugli emenda­menti a cominciare da quelli soppressivi cui seguono i modificativi e quindi gli aggiuntivi.

È sempre ammessa la votazione per parti separate. Gli emendamenti ad un emendamento sono votati prima di quest’ ultimo.

Art. 63 - Le deliberazioni sono prese per alzata di mano con prova e contro­prova, previo computo dei presenti aventi diritto di voto. In caso di parità di suffragi, prevale il voto del Maestro Venerabile.

Art. 64 - La Loggia, ove il Maestro Venerabile sia impossibilitato a presenzia­re ai Lavori della Gran Loggia, designa in Terzo Grado un sostituto sceglien­dolo fra i Maestri della Loggia stessa che abbiano rivestito la carica di Mae­stro Venerabile od, in mancanza, fra i Dignitari di Loggia; L’ estratto del verba­le deve essere trasmesso alla Grande Segreteria.

Art. 65 - Esaurito l’ ordine del giorno dei Lavori, il Maestro Venerabile fa cir­colare fra le Colonne il “Sacco delle Proposizioni Tacite” nel quale ogni Fratel­lo può deporre informazioni, comunicazioni, proposte da lui sottoscritte.

Il Maestro Venerabile ne esamina il contenuto e, ove lo creda opportuno, ne da comunicazione alla Loggia senza rivelare il nome del proponente.

La discussione di proposte così pervenute e comunicate dal Maestro Venera­bile, è rinviata ad una tornata successiva.

Art. 66 - Le tornate nelle quali si debba procedere alle elezioni, discutere ar­gomenti di carattere finanziario o di esclusivo interesse della Loggia, sono de­nominate “Tornate di Famiglia”.

A queste tornate non sono ammessi i visita­tori. Viene affisso all’ esterno del Tempio un apposito cartello.

Il Delegato Magistrale competente per territorio può intervenire alle Tornate di Famiglia, ma non ha di­ritto di voto.

Art. 67 - Le Logge possono creare nel loro seno speciali commissioni perma­nenti o temporanee ed affidare loro compiti determinati di studio, di propa­ganda, di beneficenza, etc., assegnando eventualmente il periodo di tempo en­tro il quale debbono espletare il loro compito.

Art. 68 - Ogni Loggia, in ciascun Grado, dedica periodicamente una tornata ri­tuale di formazione di esoterismo affidandone il compito ad un Fratello pre­ventivamente designato.

Art. 69 - Le Logge convocate in Grado di Compagno d’ Arte o di Maestro, nel­la competenza del rispettivo Grado, trattano gli argomenti di istruzione ritua­le, filosofica e morale che ne costituiscono il contenuto spirituale massonico, esaminando gli argomenti di particolare importanza e delicatezza ad esse ri­servati dal Maestro Venerabile.

Art. 70 - Almeno una volta all’ anno ed in corrispondenza con uno dei Solstizi, i Fratelli di Loggia si riuniscono in agape fraterna nelle forme stabilite dai Ri­tuali od in agapi bianche.

Art. 71 - Alle cerimonie nelle quali sia consentito dai Rituali, possono essere invitati ai Lavori parenti od amici dei Fratelli.

I Lavori vengono, in tal caso, ritualmente aperti prima del ricevimento dei pro­fani e chiusi dopo il loro commiato.

Durante il periodo della seduta in cui sono presenti i profani, i Fratelli non si pongono all’ Ordine pur stando in piedi per parlare o ricevere i profani. 

Sezione VIII - Oneri finanziari

Art. 72 - Le Logge della Comunione, per poter esercitare il diritto di voto nel­la Gran Loggia, debbono essere in regola con il versamento di tutte le capita­zioni dovute fino al trenta Giugno o al trentuno Dicembre dell’anno corrente.

Le capitazioni relative al primo semestre debbono essere versate entro il quin­dici Gennaio e quelle relative al secondo semestre entro il quindici Luglio.

Nei casi previsti dall’ Art. 23 della Costituzione, la Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù, su segnalazione del Delegato Magistrale territorialmente competente o d’ ufficio previa, in caso di morosità, diffida a provvedere al pagamento di quanto do­vuto nel termine di tre mesi, dispone la cancellazione della Loggia dandone comunicazione a tutti gli iscritti nel piè di lista.

Avverso il provvedimento, per le sole violazioni procedurali, la Loggia può proporre reclamo alla Corte Centrale mediante raccomandata con avviso di ri­cevimento da inviarsi nel termine di giorni trenta dalla comunicazione del provvedimento.

Il reclamo deve contenere, a pena di inammissibilità, una esposizione dettagliata delle violazioni lamentate; Il reclamo non sospende la efficacia del provvedimento. 

Sezione IX - Funzionamento delle Logge e dei Triangoli

Art. 73 - Ogni Loggia può corrispondere e organizzare incontri con un’ altra Loggia della Comunione Italiana.

Per promuovere manifestazioni collettive, con l’ intervento di più di due Log­ge di Orienti diversi, occorre l’ assenso del Gran Maestro.

Ove si tratti di or­ganizzare incontri con una o più Logge Estere appartenenti a Grandi Logge in rapporto con la Gran Loggia Unita Indipendente, oppure nel caso di mani­festazioni aperte ai profani, deve essere richiesto il preventivo assenso del Gran Maestro su conforme parere della Giunta.

Art. 74 - Tre o più Fratelli che risiedono in una località ove non esista una Log­gia, possono, con il consenso delle Logge di appartenenza e l’ autorizzazione della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente, costituirsi in Triango­lo.

Compito del Triangolo è quello di seguire con particolare attenzione le do­mande dei profani residenti nella sfera di azione del Triangolo e di operare al fine di promuovervi la costituzione di una Loggia.

L’ autorizzazione decade ove, entro tre anni, non venga costituita una Loggia. L’ appartenenza al Triangolo non esime i Fratelli dall’ osservanza dei loro do­veri nei confronti della propria Loggia.

Art. 75 - Le Logge debbono comunicare, subito dopo il relativo provvedimen­to, alla Gran Segreteria, i nominativi dei Fratelli ammessi, riammessi, trasferi­ti ad altra Loggia, passati all’ Oriente Eterno, messi in sonno, depennati, non­ché dei profani respinti e dei richiedenti l’ ammissione prima di procedere alle votazioni.

La comunicazione deve essere fatta per mezzo degli appositi mo­duli o a mezzo telematico con attestazione di ricezione.

Del modulo relativo alle domande di ammissione dei profani, deve essere inviata copia anche alla Gran Segreteria.

Un esemplare dei moduli viene resti­tuito dalla Gran Segreteria alla Loggia e sulla base dei moduli in questione vengono apportate le modifiche al piè di lista. 

Sezione X – Fusione delle Logge

Art. 76 - Quando due o più Logge del medesimo Oriente intendano fondersi, ciascuna di esse deve adottare, separatamente in tornata di Terzo Grado appo­sitamente convocata con preavviso di almeno quindici giorni, analoga delibe­razione approvata dalla maggioranza dei componenti di ciascuna Loggia.

I relativi verbali vengono redatti ed approvati nella stessa tornata e sottoscrit­ti da tutti i presenti.

Copia di tali verbali, firmati dai rispettivi Maestri Venerabili, Oratori e Segretari, è inviata alla Gran Segreteria, con la domanda di autorizzazione a proce­dere alla fusione.

Art. 77 - Ottenuta la ratifica della Giunta, il Maestro Venerabile più anziano in Grado di Maestro, convoca i Fratelli delle Logge che hanno deliberato di fon­dersi e li invita a deliberare il titolo distintivo della nuova Loggia.

II Maestro Venerabile più anziano presiede i Lavori chiamando alle funzioni di Dignitari ed Ufficiali i Fratelli da esso ritenuti idonei. Il verbale della seduta viene inviato alla Gran Segreteria, con la richiesta del­la Bolla di Fondazione e della autorizzazione a procedere alla elezione delle cariche.

A cura e sotto la responsabilità del nuovo Maestro Venerabile, vengono invia­ti alla Grande Segreteria della Gran Loggia Unita Indipendente i sigilli e le Bolle di Fondazione delle Logge che sono state autorizzate alla fusione. Le Bolle di Fondazione sono restituite alla nuova Loggia con l’ annotazione dell’ avvenuta fusione. 

Sezione XI - Le sanzioni

Art. 78 - Le Logge riconosciute responsabili di colpa massonica sono punibi­li, secondo la gravita dei fatti compiuti e le circostanze del fatto:

a)      con l’ ammonizione;

b) con la censura semplice;

c) con la censura solenne;

d) con la demolizione.

La sanzione indicata nella lettera b) importa la interdizione della Loggia nel­l’ esercizio del diritto di voto in Gran Loggia per un periodo da uno a tre anni. La sanzione indicata alla lettera c) importa la medesima interdizione per un pe­riodo da tre a cinque anni.

La sentenza che disponga la demolizione commina l’ espulsione dall’ Ordine dei Fratelli che abbiano partecipato all’ azione che ha dato causa al giudizio massonico. 

Sezione XII - Scioglimento, estinzione e demolizione della Loggia

Art. 79 - La Loggia può deliberare il proprio scioglimento con provvedimento adottato in tornata straordinaria di Terzo Grado appositamente convocata; la delibera deve indicare i motivi ed essere sottoscritta dal Maestro Venerabile, dai Dignitari e dai Fratelli Maestri presenti.

Entro i successivi quindici giorni il verbale della delibera deve essere tra­smesso alla Gran Segreteria.

I Fratelli Maestri che nel verbale abbiano manifestato il proprio dissenso, pos­sono, nei trenta giorni dalla delibera, proporre ricorso allo scioglimento. La Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente decide sulla ratifica del­lo scioglimento.

Art. 80 - Ove il numero dei Fratelli di una Loggia si riduca, per un qualsiasi motivo a meno di sette di cui almeno cinque con il grado di Maestro, la Giun­ta della Gran Loggia Unita Indipendente, sentito il Delegato Magistrale, di­chiara la estinzione della Loggia.

Art. 81 - II Maestro Venerabile ed i Dignitari della Loggia disciolta o estinta sono personalmente obbligati a consegnare alla Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente la Bolla di Fondazione, il Labaro, il Sigillo, l’ archivio, il Tesoro e quant’ altro appartenga alla Loggia.

Art. 82 - I Fratelli della Loggia disciolta o estinta, in regola con il Tesoro, deb­bono chiedere l’ affiliazione ad altra Loggia dello stesso Oriente o, in man­canza, alla Loggia più vicina entro tre mesi dalla data di ratifica dello scio­glimento o della dichiarazione di estinzione.

In difetto la Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente provvede al depennamento dal ruolo anagrafico di tali Fratelli dalla Comunione.

Art. 83 - I Fratelli della Loggia demolita con sentenza definitiva e nei cui con­fronti non sia stata comminata la sanzione della espulsione dall’ Ordine, deb­bono chiedere, entro tre mesi dalla sentenza definitiva, l’ affiliazione ad altra Loggia dell’ Oriente o, in mancanza, alla Loggia ad essi più vicina.

In difetto la Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente provvede al depennamento d'ufficio dal ruolo anagrafico della Comunione.

 

Sezione XIII - II Consiglio dei Maestri Venerabili

Art. 84 - I Maestri Venerabili delle Logge operanti in un Oriente si riuniscono e sono costituiti in Consiglio dei Maestri Venerabili. Ad essi compete, in via esclusiva, la cura e l’ amministrazione delle Case Massoniche comuni a più Logge e dei beni ad esse relativi secon­do un regolamento da essi predisposto ed approvato dalla Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente.

La costituzione e la gestione del patrimonio viene esercitata dai Con­sigli dei Maestri Venerabili anche mediante mandati fiduciari delegati a terzi.

I Maestri Venerabili, per deliberare in ordine ad eventuali contributi straordinari, debbono essere preventivamente autorizzati dalle Logge in tornata appositamente convocata in Terzo Grado. L’ appartenenza all’ Ordine Massonico non conferisce, in nessun caso, alcun diritto al patrimonio comunque costituito dai Consigli dei Maestri Venerabili.

Sezione XIV - Solennità Massoniche

Art. 85 - La Comunione Italiana celebra le seguenti solennità:

-         21 Settem­bre: Festa per l’ Equinozio d’ Autunno;

-         2 Dicembre: Com­memorazione dei Fratelli passati all’ Oriente Eterno;

-         21 Dicembre: Festa per il Solstizio d’ In­verno

-         21 Marzo: Festa per l’ E­quinozio di Primavera;

-         24 Giugno: Festa per il Solstizio d’ Estate;

Le Logge autonomamente curano tutte le iniziative e l’ organizzazione necessaria per celebrare le solennità massoniche.

CAPO II - La Gran Loggia

Sezione I - Le convocazioni

Art. 86 - La Gran Loggia viene convocata in sessione ordinaria con Decreto del Gran Maestro da emanarsi trenta giorni prima della data fissata per la riu­nione; il Decreto di convocazione della riunione di Gran Loggia nella quale si deve procedere alle elezioni e all’ insediamento del Gran Maestro e dei Mem­bri Effettivi di Giunta, deve essere emesso almeno novanta giorni prima della data fissata.

Il Decreto di convocazione deve indicare il giorno, l’ ora ed il luogo della riunione. La Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente, nei trenta giorni succes­sivi al Decreto di convocazione, formula l’ ordine del giorno dei Lavori della Gran Loggia in sessione ordinaria.

Su richiesta motivata deliberata in camera di Terzo Grado da almeno i tre quar­ti delle Logge, la Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente inserisce nell’ ordine del giorno della Gran Loggia la trattazione di argomenti specifici di interesse attuale e generale della Comunione.

La richiesta deve essere sottoscritta dal Maestro Venerabile, dall’ Oratore, e dal Segretario di ciascuna Log­gia ed essere trasmessa alla Gran Segreteria, a mezzo di lettera raccomandata unitamente all’ estratto del verbale, almeno sessanta giorni prima della data fis­sata per la riunione.

Art. 87 - Le convocazioni della Gran Loggia in sessione straordinaria sono ef­fettuate con Decreto del Gran Maestro; ove lo esigano motivi di urgenza, il De­creto di convocazione può essere emesso quindici giorni prima della data fis­sata per la riunione.

L’ ordine del giorno viene indicato nel Decreto di convocazio­ne.

Su richiesta motivata di almeno la metà dei Maestri Venerabili delle Logge in regola con il Tesoro della Gran Loggia Unita Indipendente, il Gran Mae­stro convoca la Gran Loggia in sessione straordinaria. La sessione straordina­ria può essere convocata anche in prosecuzione di quella ordinaria.

Art. 88 - Sono Membri di diritto della Gran Loggia:

- il Gran Maestro;

- i Componenti della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente;

- i Membri Aggiunti della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente;

- i Grandi Ufficiali;

- i Grandi Architetti Revisori;

- gli ex-Grandi Maestri;

- i Grandi Maestri Onorari;

- gli ex-Membri di Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente;

- gli ex-Gran Segretari;

- gli ex-Gran Cancellieri;

- il Presidente ed i Membri della Corte Centrale;

- i Garanti di Amicizia;

- i Consiglieri dell’ Ordine;

- i Presidenti dei Collegi Circoscrizionali;

- i Delegati Magistrali;

- i Componenti delle Commissioni permanenti.

Sono visitatori d’ Onore, senza diritto di voto:

- i Capi dei Corpi Massonici Rituali;

- i Grandi Dignitari o Delegati delle Comunioni Estere e delle Comunioni con le quali è stato sottoscritto un protocollo di Intesa e di Reciprocità.

Possono inoltre presenziare i Fratelli Maestri muniti di speciale invito del Gran Maestro.

Art. 89 - Entro il ventesimo giorno fissato per la sessione, la Gran Segreteria convoca la Commissione per la verifica dei poteri.

Le Logge, che non abbiano versato le capitazioni dovute alla Gran Loggia Unita Indipendente entro le date fissate dal Regolamento o che non abbia­no provveduto al rinnovo delle cariche nel periodo fissato, non sono ammesse in Gran Loggia.

La Commissione per la verifica dei poteri, eseguiti i riscontri sulla regolarità amministrativa e contabile, compila l’ elenco dei Rappresentanti delle Logge ammesse alla Gran Loggia.

La Gran Segreteria, entro il decimo giorno anteriore alla sessione di Gran Loggia, comunica alle Logge non ammesse la motivazione della esclu­sione ed informa del provvedimento il Gran Maestro.

Art. 90L’ elenco dei Rappresentanti delle Logge ammesse in Gran Loggia viene messo a disposizione del Gran Maestro e del Gran Cerimoniere; nel con­tempo la Gran Segreteria provvede al rilascio della tessera di partecipazione con la specifica della Loggia, del numero distintivo e del nome del Maestro Venerabile o del suo sostituto.

La tessera può essere predisposta con metodiche obiettive di controllo di tipo tradizionale od automatiche e deve essere inviata almeno sette giorni prima della data fissata per la riunione oppure, ovvero in qualora ne ricorrano le condizioni, poco prima dell’ apertura dei lavori di Gran Loggia.

Art. 91 - Le Logge non ammesse, nel termine di giorni sette dalla data fissata per la sessione di Gran Loggia, possono opporsi al provvedimento di esclu­sione o regolarizzare la posizione.

La Commissione per la verifica dei poteri si riunisce nei due giorni anteriori alla Gran Loggia e decide sui ricorsi.

Sono ammesse la sanatoria o la regolarizzazione; la Commissione, ove accol­ga il ricorso, prende atto della sanatoria o della regolarizzazione e rilascia il proprio Nulla-Osta. La Gran Segreteria inserisce in calce all’ elenco il nomi­nativo del Rappresentante della Loggia ammessa e predispone la tessera di partecipazione.

Conclusi i Lavori della Gran Loggia, la Gran Segreteria comunica al Delegato Magistrale il provvedimento di ammissione.

Art. 92 - II Copritore esterno, assistito dal Gran Secondo Esperto Censore e dal Gran Secondo Esperto Terribile, verifica il diritto di accesso in Gran Loggia.

Art. 93 - La Commissione per la verifica dei poteri comunica al Gran Maestro ed al Gran Cerimoniere il numero degli aventi diritto al voto, il nu­mero dei Rappresentanti delle Logge presenti ed indica il quorum necessario per le singole votazioni.

Prima che si proceda alle votazioni, la Commissione per la verifica dei poteri aggiorna i dati ove si modifichi il numero dei presenti aventi diritto al voto.

Art. 94 - Ai Membri di diritto, ai Visitatori d’ onore ed agli ospiti, viene tra­smessa dalla Gran Segreteria la tessera di partecipazione anche differenziandole per tipologia e colore diverso. 

Sezione II - Lo svolgimento dei Lavori in Gran Loggia

Art. 95L’ ingresso nel Tempio avviene secondo il rituale di Terzo Grado ed il ricevimento degli Ospiti secondo il protocollo in uso.

Nel giorno e nell’ ora stabiliti per l’ apertura della Gran Loggia, il Gran Maestro o chi temporaneamente lo sostituisce, sceglie ed installa quali Grandi Ufficia­li della Gran Loggia, i Fratelli Maestri in sostituzione di eventuali assenti; quindi apre i Lavori secondo il Rituale di Terzo Grado.

Art. 96 - Aperti i Lavori, la Gran Loggia, su indicazione del  Grande Oratore, designa due o più scrutatori per il con­teggio dei voti.

Letto ed approvato il verbale, sul quale la parola è concessa so­lo per chiedere di inserire rettifiche o per fatto personale, chi presiede invita il Gran Cerimoniere ad introdurre il Gran Maestro nelle forme di rito.

Il Gran Maestro, scortato dal Gran Cerimoniere ed accompagnato da sette Fra­telli e dai Visitatori d’ onore, viene ricevuto in piedi ed all’ ordine ed assume im­mediatamente la presidenza, ordinando al Gran Portastendardo di issare all’ O­riente la Bandiera Nazionale alla quale i presenti rendono gli onori.

Il Gran Segretario legge poi i messaggi ricevuti e i Visitatori d’ onore recano il loro saluto.

Il Gran Maestro ringraziati i Visitatori d’ onore, pronuncia la sua al­locuzione.

Art. 97 - II Gran Maestro dichiara aperta la discussione sulla relazione morale del Grande Oratore, su quella amministrativa del Gran Segretario e del Colle­gio degli Architetti Revisori, nonché sul bilancio consuntivo.

La Gran Loggia esprime il voto sul bilancio consuntivo. Concluse le votazioni, il Gran Tesoriere illustra il bilancio preventivo. Il Gran Maestro dichiara aperta la discussione, alla quale segue la votazione della Gran Loggia.

Art. 98 - La Gran Loggia può discutere e deliberare solo sugli argomenti posti all’ ordine del giorno.

I partecipanti non possono chiedere la parola più di una volta sullo stesso ar­gomento.

Gli interventi debbono avere la durata massima di cinque minuti.

Per fatto personale il Gran Maestro concede la replica per non più di due mi­nuti al termine della discussione sull’ argomento.

Art. 99 - Esaurita la discussione sugli argomenti che comportino o richiedano una decisione il Gran Maestro invita il Grande Oratore ad esporre in merito le sue conclusioni. Egli riassume le tesi e le opinioni espresse dagli intervenuti, prospetta le diverse questioni nel più chiaro aspetto e formula le proposizioni consequenziali per le votazioni. Dopodiché nessuno può più riprendere la parola sull'argomento.

Art. 100II Gran Maestro invita la Gran Loggia a deliberare; precede la votazione sugli emendamenti soppressivi, poi sui modificativi ed infine sugli aggiuntivi.  È sempre ammessa la votazione per parti separate. Hanno la precedenza le votazioni su un emendamento ad un emendamento.

Art. 101 - Le deliberazioni sono prese per alzata di mano con prova e contro­prova, previo computo dei presenti aventi diritto di voto, oppure per appello nominale se richiesto da almeno la metà dei presenti aventi diritto di voto o se così dispone il Gran Maestro anche su eventuale richiesta del Grande Oratore.

Art. 102 - Prima del termine dei Lavori, in sede di bene generale dell’ Ordine, possono essere avanzate le proposte ritenute opportune delle quali il Gran Maestro prende atto ufficialmente, fornendo, eventualmente, adeguata risposta.

Art. 103 - II sacco della Beneficenza rimane in permanenza aperto presso il Primo Gran Sorvegliante; l’ obolo deve essere sempre versato.

Art. 104 - Nessuno dei partecipanti alla Gran Loggia può coprire il Tempio senza l’ autorizzazione del Gran Maestro.

Art. 105 - Prima della chiusura dei Lavori, il Gran Portastendardo ammaina la bandiera Nazionale nei modi e con gli onori indicati nell’ Art. 96 del presente Regolamento dell’ Ordine. 

Sezione III - Le elezioni

Art. 106 - La Gran Loggia, ogni cinque anni, elegge i Membri del Collegio dei Grandi Architetti Revisori.

La elezione viene effettuata a scrutinio segreto con scheda unica.

Il Gran Maestro, prima dello scrutinio, nomina una commissione for­mata da tre Maestri Venerabili i quali provvedono alla verifica ed al conteggio delle schede; eseguito il computo dei voti, gli scrutatori indicano al Gran Maestro i nomi dei Fratelli che hanno ottenuto suf­fragi.

Vengono proclamati Componenti il Collegio dei Grandi Architetti Revisori i cinque Fratelli che abbiano ottenuto il maggior numero di voti. Le funzioni di Presidente sono assunte dal Fratello che abbia ottenuto il maggior numero di voti.

I Componenti il Collegio dei Grandi Architétti Revisori prestano promessa solenne nelle mani del Gran Maestro nelle forme di rito.

Art. 107 - La Gran Loggia, ogni cinque anni, elegge, i Giudici necessari per il completamento della Corte Centrale.

Il Gran Maestro, prima di procedere alla elezione, comunica alla Gran Loggia i nominativi degli eletti dai Collegi Circoscrizionali.

L’ elezione viene effettuata a scrutinio segreto con scheda unica. Una commissione formata da tre Maestri Venerabili provvede alla verifica ed al conteggio delle schede; eseguito il computo dei voli, gli scrutatori indicano al Gran Maestro i nomi dei Fratelli che hanno ot­tenuto i suffragi.

Ad integrazione di quelli eletti dai Collegi Circoscrizionale Vengono proclamati Giudici della Corte Centrale i Fratelli che abbiano ottenuto il maggior numero di voti.

A parità prevalgono i più anziani nel Grado di Maestro. 

Capo III - Le Elezioni 

Sezione I - Le elezioni del Gran Maestro e dei Membri effettivi della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente

Art. 108 - II Gran Maestro in carica, almeno novanta giorni prima dell’ Equinozio di Primavera del quinto anno successivo alla sua elezione, dispone, con Decreto, la convocazione della Gran Loggia per l’ insediamento del Gran Maestro Eletto e dei Membri Effettivi della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente o per le eventuali votazioni di bal­lottaggio.

In caso di assenza od impedimento del Gran Maestro in carica, il Decreto di convocazione della Gran Loggia ed ogni provvedimento connesso viene emesso nei trenta giorni successivi alla declaratoria di assenza od impedimento del Gran Maestro, da uno dei due Grandi Maestri Aggiunti o, in loro assenza, nell’ ordine, prima dal Primo Gran Sorvegliante e poi dal secondo Gran Sorvegliante, ovvero dal Grande Dignitario più an­ziano nel Grado di Maestro.

Art. 109 - II Gran Maestro in carica, o chi lo sostituisce, dispone che i Collegi Circoscrizionali provvedano alla elezione ai sensi dell’ Art. 51, lettera n) della Costituzione, dei componenti della Commissione Elettorale Nazionale, C.E.N.

I Collegi Circoscrizionali, nei venti giorni successivi, procedono alla elezione ed alla immediata trasmissione alla Grande Segreteria dei relativi verbali.

Il Gran Maestro in carica, o chi lo sostituisce, emette Decreto di prima convocazione della C.E.N. ed autorizza la presentazione, mediante deposito in Gran Segreteria, delle proposte di candidatura alla carica di Gran Maestro.

Il deposito delle proposte di candidatura può essere effettuato mediante l’ utilizzo del servizio postale ovvero personalmente e/o a mezzo di delegato con attestazione di avvenuto deposito. La C.E.N. prende in esame solo le proposte di candidatura depositate o pervenute entro il giorno anteriore a quello fissato per la sua prima convocazione.

Art. 110 - La proposta di candidatura, anche detta Lista Elettorale, deve contenere i dati anagrafici, il curriculum massonico e profano del Candidato alla carica di Gran Maestro e dei componenti di Gran Loggia non elettivi che lo stesso intenderà designare ed installare successivamente alla sua elezione.

Tali componenti sono: il Gran Segretario, il Gran Cancelliere, il Gran Tesoriere, il Gran Oratore.

La proposta di candidatura deve essere necessariamente firmata dal Candidato alla carica di Gran Maestro e dai suddetti componenti non elettivi di Gran Loggia.

L’ elezione riguarda il solo Gran Maestro che una volta eletto, sussistendone valide ragioni di opportunità può elevare, designare ed insidiare nelle cariche di Gran Segretario, Gran Cancelliere, Gran Tesoriere e Gran Oratore anche Fratelli diversi da quelli indicati nella propria Lista Elettorale purché non incompatibili con le funzioni ad essi demandate.

Nessun Fratello potrà sottoscrivere più di una candidatura e/o più di una Lista Elettorale.

La candidatura non è valida se non prevede la dichiarazione d’ onore di impegnarsi, qualora non eletto, a sostenere il Fratello che sarà eletto a tale Ufficio.

Art. 111 - La C.E.N., nel giorno fissato dal Decreto previsto dall’ Art. 108, si riunisce presso la Sede della Gran Loggia Unita Indipendente e nomina nel suo seno un Coordinatore ed un Segretario.

La C.E.N. verifica le condizioni di eleggibilità di ogni candidato alla carica di Gran Maestro trasmette al Gran Maestro in carica il ver­bale di verifica.

La C.E.N. dichiara inammissibile la proposta di candidatura ove non sussistano le condizioni di eleggibilità previste negli Artt. 30 e 35 della Costituzione.

Nell’ ipotesi che sussista ipotesi di inammissibilità e/o di ineleggibilità di un candidato ad una della cariche di Gran Loggia non elettive ma di nomina del Gran Maestro la stessa si ha per non presentata senza inficiare la validità della candidatura a Gran Maestro. Tuttavia quest’ ultimo ha l’ onere di sostituire tale fratello con altro nominativo non appena gli verrà comunicata la sussistenza di tale incompatibilità/ineleggibilità.

Art. 112 - II Gran Maestro in carica, o chi lo sostituisce, sessanta giorni prima della sessione della Gran Loggia prevista dall’ Art. 108, comunica alle Logge della Comunione i nominativi dei Candidati alla carica di Gran Maestro e dispone con Decreto che i Fratelli Maestri delle Logge in regola con il tesoro procedano alle indicazione di voto per l’ elezioni del Gran Maestro che resta solo indicativa e non vincolante per il Maestro Venerabile il quale in sede di votazione resta libero, nella sua saggezza, di esprimere il voto per un diverso candidato.

Il Decreto fissa anche il termine per la trasmissione alla C.E.N. dei verbali di votazione in busta chiusa.

Art. 113 - La C.E.N., su convocazione del Gran Maestro in carica o di chi lo sostituisce, si riunisce presso la sede della Gran Loggia Unita Indipendente nove giorni prima della data fissata per la sessione di Gran Loggia; procede quindi all’ apertura delle buste trasmesse e pervenute dalle Logge fino alla data fissata dall’ Art. 112 escludendo dallo scrutinio i verbali delle Logge non in regola con il tesoro.

Effettuato il computo dei voti, la C.E.N. redige apposito verbale delle risultanze elettorali. I Componenti della C.E.N. sono tenuti all’ assoluto segreto sul lavoro compiuto e sui risultati delle votazioni. Il verbale delle risultanze elettorali viene consegnato in busta chiusa in Gran Loggia al Gran Maestro od a chi lo sostituisce.

Art. 114 - Esauriti gli adempimenti di Gran Loggia, il Gran Maestro o chi lo sostituisce procede all’ apertura della busta contenente il verbale delle risultanze elettorali e ne da comunicazione alla Gran Loggia. Indi, il Gran Maestro Officiante o chi lo sostituisce, previa nomina di due Fratelli alla carica di Scrutatori che coadiuveranno il Gran Segretario nel conteggio dei voti, pone ai voti il risultato degli scrutini ed ove il candidato che aveva ottenuto in quella sede il maggior numero di consensi raccoglie anche in seduta Elettorale di Gran Loggia la maggioranza qualificata dei due terzi degli aventi diritto di voto al primo appello per alzata di mano il Gran Maestro Officiante o chi lo sostituisce proclama Gran Maestro Eletto tale Fratello.

In caso non si verifichi tale condizione ed evento, sulla scorta delle annotazioni del Gran Segretario dei numeri di consensi raccolti da ogni candidato, il Gran Maestro in carica o chi lo sostituisce dispone che i Maestri Venerabili in Gran Loggia procedono alle votazioni di ballottaggio fra i tre Fratelli proposti alla stessa carica.

Risulterà Eletto il Candidato che avrà conseguito i consensi della metà più uno degli aventi diritto al voto, ovvero in caso che non si verifichi ancora tale evento andranno ad ulteriore ballottaggio i due candidati che avranno conseguito il maggior numero di consensi ed tra essi sarà proclamato eletto il candidato che avrà conseguito il più alto consenso di voti.

Ai Maestri Venerabili convocati per l’ elezione del Gran Maestro e per il rinnovo delle cariche di Gran Loggia non è consentito astenersi.

Sono ammessi al voto i Maestri Venerabili delle Logge che, alla data prevista dall’ Art. 112 per la trasmissione alla C.E.N. dei verbali di votazione, erano in regola con il Tesoro.

Non è ammessa la sanatoria.

Tutte le votazione per l’ elezione del Gran Maestro e per il rinnovo delle cariche di Gran Loggia vengono eseguite in modo palese e per alzata di mano.

I risultati vengono immediatamente annotati dal Gran Segretario e dai due Fratelli nominati Scrutatori. Di tali operazioni ne viene redatto apposito verbale firmato dal Gran Segretario e dai due Fratelli Scrutatori, nonché controfirmato dal Gran Oratore, dal Gran Maestro delle Cerimonie e dal Gran Maestro Officiante. 

Sezione II – L’ insediamento ed elezione degli altri membri di Gran Loggia

Art. 115 - La Gran Loggia celebra l’ insediamento nelle forme di rito. Il Gran Maestro in carica o chi lo sostituisce insedia immediatamente il Gran Maestro eletto secondo il relativo Rituale e Protocollo e ne riceve la promessa solenne.

Il Gran Maestro eletto nomina, nell’ ordine: il Gran Segretario, il Gran Cancelliere, il Gran Tesoriere e il Gran Oratore che prestano immediatamente, nelle forme di rito, la promessa solenne e quindi immediatamente installati nelle loro cariche prendono il posto dei Fratelli sino a quel momento Officianti e, nel prosieguo, il Gran Maestro  coadiuvato dai due Fratelli Scutatori da luogo alla elezione dei restanti componenti di Gran Loggia.

Le candidature vengono raccolte carica per carica, ovvero su indicazione del neo Gran Maestro (che terrà in debita considerazione ai fini delle proposizione alle cariche di 1° e 2° Gran Sorvegliante le candidature di quei Fratelli che hanno concorso alla carica di Gran Maestro senza esser stati eletti). È eletto in ogni carica quel candidato che raccoglie il maggior numero di consensi.

Il Gran Oratore uscente, unitamente al Gran Segretario, all’ ex Gran Segretario, all’ ex Gran Maestro ed al neo insediato Gran Maestro vigilano attentamente e scrupolosamente sull’ esistenza di eventuali condizioni di ineleggibilità e/o di incompatibilità dei candidati e qualora venga sollevata la questione dell’ esistenza in capo ad alcuno di essi di una causa di incompatibilità il Gran dichiara la momentanea sospensione dei lavori di Gran Loggia per dare la possibilità alla C.E.N. di esprimersi immediatamente sulla effettiva sussistenza della paventata incompatibilità/ineleggibilità.

I lavori riprendono immediatamente e previa dichiarazione di esistenza/inesistenza della sollevata ragione di incompatibilità/ineleggibilità si prosegue oltre nelle attività di elezione.

Terminate le operazioni di elezione dei componenti di Gran Loggia si procede al loro insediamento nella carica in cui gli stessi sono stati eletti subentrando di mano in mano ai Fratelli uscenti previo loro solenne e rituale promessa.

Il verbale di Gran Loggia in cui si procede alla elezione di cui al presente capo è sottoscritto sia dai Dignitari uscenti che da quelli insediati.

CAPO IV - La Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente

Sezione I - Le convocazioni della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente

Art. 116 - Le sedute ordinarie della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente sono convocate dal Gran Maestro in carica o, in sua assenza od impe­dimento, da un Gran Maestro Aggiunto o, in loro assenza, dal Grande Digni­tario più anziano nel Grado di Maestro.

La convocazione, trasmessa ai Componenti almeno sette giorni prima della data fissata per la seduta, deve contenere l’ ordine del giorno dei lavori ed il luo­go della riunione.

In casi di urgenza, il Gran Maestro può convocare la Giunta con invito tele­grafico o con altro idoneo mezzo di convocazione.

Le sedute convocate con urgenza sono valide con la presenza del Gran Maestro e di almeno tre Membri effettivi.

Le deliberazioni devono essere prese all’ unanimità e sottoposte alla ra­tifica nella successiva seduta Ordinaria di Giunta .

 

Sezione II - Svolgimento dei Lavori della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente

Art. 117 - II verbale delle sedute riporta le singole deliberazioni e le eventuali dichiarazioni di cui sia richiesta espressa menzione; Viene redatto ed approvato seduta stante o, al più tardi, nella seduta immediatamente successiva e firmato dal Gran Maestro, dal Grande Oratore e dal Gran Segretario; In ogni caso il Gran Segretario redigerà una minuta e/o prenderà dettagliati appunti che in copia consegna al Gran Maestro ed al Gran Oratore.

Art. 118 – L’ azione della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente è   coordinata e disciplinata dal Gran Maestro, il quale assegna ai Membri compiti e funzioni volti all’ esecuzione delle deliberazioni adottate.

 Le sedute della Giunta sono presiedute dal Gran Maestro il quale ne disciplina lo svolgimento e formula le tesi da sottoporre a votazione.

Art. 119 - II Grande Oratore cura la scelta dei temi che, con l’ approvazione della Giunta, verranno proposti alla riflessione delle Logge della Comunione; Esercita il potere d’ iniziativa per tutte le colpe massoniche e di im­pugnativa per tutti i processi; Da il proprio parere conclusivo su ogni argomento trattato dalla Giunta; In assenza del Gran Maestro presiede la Commissione "Corpus Juris"; Predispone la relazione morale di cui all’ Art. 38, lett. f) della Costituzione.

Art. 120 - II Gran Segretario è il responsabile della Grande Segreteria e svolge tutti i compiti connessi con la tenuta anagrafica dei ruoli dei Fratelli e delle Logge, provvede al tesseramento, tiene la corrispondenza ed, ove occorra, d’ intesa con il Gran Tesoriere, anche quella am­ministrativa, dispone per la esecuzione degli adempimenti previsti nella Costituzione e nel Regolamento dell’ Ordine. Predispone la relazione amministrativa di cui all’ Art. 38 lett, f) della Costituzione.

Art. 121 - II Gran Cancelliere, in stretta collaborazione con il Gran Maestro, cura i rapporti con le Obbedienze Estere avendo cura di garantire l’ esecuzione e la realizzazione dei Trattati di Amicizia in corso e di promuovere, sussistendone le condizioni, la sottoscrizione con quelle Obbedienze con cui può essere condiviso un percorso Massonico nel rispetto della Tradizione Esoterica di Rito Scozzese Antico ed Accettato, ovvero con quelle Obbedienze che pur aderendo e praticando altri e diversi Riti dallo Scozzese Antico ed Accettato si uniformano per principi e per Ritualità ai precetti Internazionali della Libera Muratoria.

Sottoscrive, unitamente al Gran Maestro, detti Trattati di Amicizia e Riconoscimento; Accompagna il Gran Maestro nelle sue visite presso le Obbedienze Straniere ed in tutti i consessi Internazionali.

Ove lo ritenga opportuno chiede al Gran Maestro di nominargli un Assistente che lo coadiuverà nei rapporti con quelle Obbedienze Straniere di cui non conosce la lingua.

A tal uopo la Gran Loggia Unita Indipendente potrà chiedere alle Obbedienze con cui è in essere un rapporto di Reciprocità la collaborazione di Fratelli iscritti nei loro piè di lista al fine di coadiuvare il Gran Cancelliere.

Solo eccezionalmente potrà ricorrersi all’ ausilio di un interprete non iniziato il quale comunque ed in ogni caso non potrà mai partecipare ai Lavori Rituali ma solo a quelle riunioni ed attività non rituali e propedeutiche per la sottoscrizione, la cura e l’ adempimento dei Trattati di Amicizia.

Art. 122 - II Gran Tesoriere svolge i compiti connessi con la organizzazione am­ministrativa e contabile della Gran Loggia Unita Indipendente tenendone infor­mata la Giunta; Cura la corrispondenza contabile con le Logge della Comunione e tiene aggiornata la Grande Segreteria sulla tempestività dei pagamenti delle capitazioni e degli altri contributi dovuti. Predispone i bilanci da sottoporre all’ approvazione della Giunta e la relazione finanziaria di cui all’ Art. 38 lett. f) della Costituzione. 

Capo V - II Consiglio dell’ Ordine 

Sezione I - Le elezioni del Consiglio dell’ Ordine

Art. 123 - La Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente, ogni cinque anni, determina il numero dei Consiglieri da eleggere nelle Circoscrizioni, in base al numero dei Fratelli iscritti al 31 dicembre dell’ anno precedente nei piè di lista delle singole Logge.

Art. 124 - II numero dei Consiglieri dell’ Ordine è di uno ogni cento Fratelli o frazione superiore a cinquanta. Le Circoscrizioni, nelle quali gli iscritti nei piè di lista delle Logge siano in numero inferiore a cinquanta, eleggono un solo rap­presentante.

Art. 125 - Almeno sessanta giorni prima della data prevista per il rinnovo del Consiglio dell’ Ordine, il Gran Maestro, con Decreto, dispone che le Logge in Terzo Grado procedano alla elezione dei Consiglieri dell’ Ordine.

Contemporaneamente la Grande Segreteria trasmette a tutte le Logge, in regola con il Tesoro della Gran Loggia Unita Indipendente e che ab­biano provveduto al rinnovo delle cariche nel periodo fissalo dall’ Art. 49, appositi moduli per i processi verbali di elezione: II Maestro Venerabile, ricevuto il Decreto del Gran Maestro ed i moduli di votazione, convoca per la tornata immediatamente succes­siva la Loggia per eleggere, a scrutinio segreto, i Rappresentanti della Circoscrizione.

Art. 126 - Ciascun Fratello Maestro riempie una scheda con tanti nomi quanti sono i Rappresentati da eleggere fra i Maestri della Circoscrizione che abbiano i requisiti indicati dall’ Art. 40 della Costituzione. Se una scheda contiene un numero di voti superiore a quello dei rap­presentanti da votare, la scheda è dichiarata nulla.

Terminata la votazione e raccolte le schede, viene effettuato lo spoglio da parte dell’ Oratore assistito da due scrutatori nominati dal Maestro Venerabile e viene redatto verbale sul modulo fornito dalla Grande Segreteria.

Nel verbale sono trascritti i nominativi di lutti i Fratelli che hanno ot­tenuto voto ed il numero delle preferenze; dopo la sottoscrizione del verbale da parte di lutti i Fratelli votanti, le schede di votazione deb­bono essere immediatamente distrutte.

Ogni Loggia deve far pervenire alla Commissione Elettorale Nazionale presso la Gran Loggia Unita Indipendente, il processo verbale delle elezioni in busta chiusa entro il decimo giorno precedente la data fis­sata per il rinnovo del Consiglio dell’ Ordine.

Art. 127 - La Commissione Elettorale Nazionale, su convocazione del Gran Maestro, si riunisce presso la sede della Gran Loggia Unita Indipendente nove giorni prima della data Fissata per il rinnovo del Consiglio dell’ Ordine; Procede quindi allo spoglio dei processi verbali pervenuti dalle Logge fino a quel giorno, al computo dei voti ed alla verifica dei requisiti in­dicati dall’ Art. 40 della Costituzione.

Risultano eletti Consiglieri dell’ Ordine i Fratelli che, nei limiti numerici Fissati per ogni Circoscrizione, abbiano ottenuto il maggior numero di voti.

A parità di voti risulta eletto il più anziano in età mas­sonica.

La Commissione Elettorale Nazionale, redatto apposito verbale delle risultanze elettorali, lo rimette al Gran Maestro.

Art. 128 - Ove il Consiglio dell’ Ordine debba essere rinnovato in concomitan­za con la elezione del Gran Maestro, il Decreto di costituzione e di composizione del Consiglio dell’ Ordine viene emanato dal neo Gran Maestro entro venti giorni dalla ricezione del verbale di elezione dalla Commissione Elettorale Nazionale. 

Sezione II - Lo svolgimento dei Lavori del Consiglio dell’ Ordine

Art. 129 - II Consiglio dell’ Ordine nella sua prima seduta procede ad eleggere nel suo seno, a scrutinio segreto ed a maggioranza semplice, ossia del Fratello che consegue il maggior numero di voti, i propri Dignitari, nonché i due Rappresentanti nella Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente.

Elegge altresì i Membri delle Commissioni permanenti ed i Com­ponenti la Commissione Patrimoniale.

Art. 130 - II Consiglio dell’ Ordine in sessione ordinaria è convocato dal Gran Maestro almeno venti giorni prima della seduta; la convocazione deve contenere l’ ordine del giorno dei Lavori ed essere trasmessa a tutti i Consiglieri ed a tutti i Membri di diritto.

In caso di urgenza i termini di convocazione sono ridotti ad otto giorni.

Il Consiglio dell’ Ordine in sessione straordinaria, è convocato nel ter­mine di giorni dieci dalla richiesta effettuata ai sensi dell’ Art. 41 della Costituzione; la riunione deve essere fissata nei successivi venti gior­ni.

Art. 131 - I due Rappresentanti del Consiglio dell’ Ordine nella Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente, debbono riferire, nelle sessioni ordinarie del Consiglio, dell’ attività svolta dalla Giunta.

Art. 132 - II Consiglio dell’ Ordine nella sessione ordinaria immediatamente precedente le tornate della Gran Loggia, nomina fra i Fratelli Maestri che abbiano rivestito la carica di Maestro Venerabile, i componenti per la formazione della “Commissione Verifica Poteri”, prevista dall’ Art. 42, lettera g) della Costituzione, scegliendone uno per ogni Cir­coscrizione.

Art. 133 - Qualora le deliberazioni della Gran Loggia non siano state eseguite senza giustificato motivo nei termini stabiliti, il Consiglio dell’ Ordine nella relazione annuale ne riferisce alla Gran Loggia.

Art. 134 - II testo delle delibere del Consiglio dell’ Ordine viene letto e confer­mato seduta stante e sottoscritto dal Gran Maestro, dall’ Oratore e dal Segretario.

Il verbale delle tornate è steso a cura del Segretario e viene sottoposto all’ approvazione nella seduta successiva. 

Sezione III - I Consiglieri dell’ Ordine - Doveri - Decadenza

Art. 135 - I Consiglieri dell’ Ordine sono tenuti a partecipare alle riunioni dei rispettivi Collegi Circoscrizionali mantenendoli al corrente dei lavori del Consiglio dell’ Ordine ed a riferire al Consiglio stesso sulle attività dei Collegi Circoscrizionali.

Art. 136 - I Consiglieri dell’ Ordine che non abbiano partecipato a tre sedute consecutive, decadono dalla carica: decadono inoltre per rinunzia, per impedimento, per sopravvenuta incompatibilità e per perdita dei diritti Massonici.

II Consiglio dell’ Ordine constata l’ avvenuta decadenza ed il Gran Maestro con Decreto provvede alla sostituzione con il primo dei non eletti della Circoscrizione.

Il Gran Maestro indice elezioni suppletive nelle Circoscrizioni in cui si siano esauriti gli elenchi dei non eletti.

Il Consigliere subentrante rimane in carica fino al rinnovo del Con­siglio dell’ Ordine ed è rieleggibile se il subentro è avvenuto nell’ ultimo biennio.

 

Capo VI - II Collegio dei Grandi Architetti Revisori

Art. 137 - II numero dei componenti il Collegio dei Grandi Architetti Revisori è di tre.

La Gran Loggia ogni cinque anni elegge il Collegio dei Grandi Ar­chitetti Revisori fra i Fratelli Maestri aventi il requisito fissato dall’ Art. 44 della Costituzione.

Art. 138 - Entro i successivi trenta giorni, il Gran Maestro convoca i due Fratelli che hanno ottenuto il maggior numero di voti e quello nominato dal Gran Tesoriere e ne riceve la promessa solenne.

Successivamente il Collegio dei Grandi Architetti Revisori è convocato, senza speciali formalità, dal Presidente per lo svolgimento dei compiti fissati dall’ Art. 46 della Costituzione.

Art. 139 - I Componenti il Collegio dei Grandi Architetti Revisori che non ab­biano partecipato a tre riunioni consecutive, decadono dalla carica; decadono inoltre per rinuncia, per impedimento, per sopravvenuta incompatibilità e per perdita dei diritti Massonici.

Il Gran Maestro, constatata l’ avvenuta decadenza, provvede alla so­stituzione dei Componenti con i primi dei non eletti.

Ove, nell’ intervallo fra due Sessioni di Gran Loggia, l’ elenco dei non eletti non consenta che il Collegio sia composto da cinque componen­ti, il Gran Maestro indice elezioni suppletive da svolgersi nella suc­cessiva Sessione di Gran Loggia. 

Capo VII - II Collegio Circoscrizionale

Art. 140 - II Collegio Circoscrizionale ha sede nella Casa Massonica del capoluogo (dove esso manchi, le sue funzioni vengono espletate dalla Gran Segreteria della Gran Loggia Unita Indipendente) ed è composto dal Delegato Magistrale che ne assume la Presidenza e dagli Ispettori di Loggia; Coincide, per ambito territoriale, con la Regione in cui le Logge sono installate.

Art. 141 - II Collegio Circoscrizionale viene convocato in tornata ordinaria dal Presidente venti giorni prima della data fissata per la seduta.

L’ avviso di convocazione, con l’ indicazione dell’ Ordine del giorno, predisposto dal Presidente del Collegio di concerto con il Vice Presidente e con l’ Oratore, deve essere trasmesso ai Maestri Venerabili delle Logge operanti nella Circoscrizione, agli ex Maestri Venerabili delle stesse ed ai Membri di diritto almeno dieci giorni prima della data fissata per la riunione.

Le convocazioni del Collegio Circoscrizionale in tornata straor­dinaria sono effettuate con delibera del Presidente quando lo ritenga opportuno o quando ne abbiano fatto richiesta motivata almeno un terzo dei Maestri Venerabili delle Logge operanti nella Cir­coscrizione; nei casi d’ urgenza, l’ avviso di convocazione può essere trasmesso dieci giorni prima della data fissata per la riunione; l’ ordine del giorno è inserito nell’ avviso di convocazione.

Art. 142 - Sono Membri di diritto del Collegio Circoscrizionale:

- il Delegato Magistrale designato e competente per territorio che ne assume la Presidenza;

- gli ex Delegati Magistrali già competenti per territorio;

- i Giudici del Tribunale della Circoscrizione;

- i Garanti d’ Amicizia iscritti nel piè di lista di una Log­gia della Circoscrizione;

- i Consiglieri dell’ Ordine eletti nella Circoscrizione;

possono partecipare alle sedute del Collegio Circoscrizionale:

- il Gran Maestro che ove presente ne assume la Presidenza;

- i Membri della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù;

- gli ex Membri della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù ed i Gran­di Maestri Onorari se iscritti nel piè di lista di una Loggia della Cir­coscrizione;

- i Giudici della Corte Centrale.

Possono essere invitati quei Fratelli la cui partecipazione sia ritenuta utile in considerazione degli argomenti da trattare.

Art. 143 - Effettuato l’ appello dei Rappresentanti delle Logge della Cir­coscrizione nell’ ordine numerico distintivo, il Presidente del Collegio Circoscrizionale accerta il numero legale e nomina sino a 2 scrutatori a supporto del Segretario; apre, quindi, la discussione sugli argomenti posti all’ o.d.g..

Art. 144 - I partecipanti al Collegio Circoscrizionale non possono chiedere la parola più di una volta sullo stesso argomento, ma hanno diritto di replica per fatto personale. Gli interventi devono essere chiari, concisi e non dispersivi.

Nessuno dei partecipanti al Collegio Circoscrizionale può abban­donare la seduta senza l’ autorizzazione del Presidente.

Art. 145 - Le deliberazioni sono prese per alzata di mano con prova e controprova.

Art. 146 – Formato il Collegio Circoscrizionale subito dopo la nomina del Delegato Magistrale ed il suo insediamento, previa designazione degli Ispettori di Loggia, il suddetto Organo è convocato per la elezione delle cariche di Vice Presidente, Segretario,  Oratore e Tesoriere. La votazione viene effettuata mediante scheda segreta sulla quale i Maestri Venerabili delle Logge aventi diritto di voto indicano un solo nome per ciascuna carica.

Effettuato lo scrutinio, il Presidente verifica le condizioni di eleggibilità e proclama gli eletti il risultato delle votazioni ordinando che ne venga data immediata comunicazione al Gran Maestro, alla Gran Segreteria ed alle Logge della Cir­coscrizione.

Art. 147 - Le votazioni di cui sopra sono effettuate con schede segrete.

Sono nulle le schede contenenti un numero di suffragi superiore a quello previsto per ciascuna elezione.

Risultano eletti i Fratelli Maestri in possesso dei requisiti richiesti per ciascuna carica.

A parità di voti prevalgono i più anziani nel grado di Maestro.

I verbali delle votazioni debbono contenere i nominativi dei Fratelli Maestri eletti, nonché di tutti coloro che abbiano ottenuto suffragi.

Art. 148 - I verbali delle votazioni, redatti in duplice copia, debbono essere fir­mati dal Presidente del Collegio Circoscrizionale, dall’ Oratore e dal Segretario. Un esemplare deve essere immediatamente trasmesso alla Gran Segreteria.

Art. 149 - II Collegio Circoscrizionale fissa le misure dei rimborsi, che il Tesoriere della Circoscrizione effettua a presentazione dei documen­ti giustificativi di spesa. 

Capo VIII – I Delegati Magistrali e gli Ispettori di Loggia

Art. 150 - Il Gran Maestro, ogni tre anni, nomina con proprio Decreto i Delegati Magistrali in numero pari ad ogni Regione in cui vi siano Logge operative della Comunione Massonica ed assegna ad essi la giurisdizione e la competenza territoriale secondo principi di opportunità e finalizzati alla crescita morale, spirituale e materiale dell’ Obbedienza; Altresì, la Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente, ogni tre anni, determina il numero degli Ispettori di Loggia da  nominare  in base al numero delle Logge operanti in ciascuna Regione.

Art. 151 - II numero degli Ispettori di Loggia è di uno ogni due Logge.

Art. 152 - I Delegati Magistrali nominati ed insediati, dopo la solenne dichiarazione che renderanno nelle forme di Rito ed in conformità al Protocollo di insediamento, indicheranno in numero pari a quello stabilito dalla Giunta Esecutiva, gli ispettori di Loggia dei quali potranno avvalersi nell’ adempimento dei compiti ad essi designati.

L’ insediamento degli Ispettori di Loggia è subordinato al nulla-osta del Gran Maestro sentito il parere del Gran Oratore e comunicato dalla Gran Segreteria.

Art. 153 - II Presidente del Collegio Circoscrizionale, nella tornata immediata­mente successiva al Decreto con cui il Gran Maestro ha approvato la designazione degli Ispettori di Loggia, procede a far tenere le elezioni del Vice Presidente, del Segretario, dell’ Oratore e del Tesoriere e del Fratello Guardiano.

Il Presidente, coadiuvato dal Segretario e dagli scrutatori, procede allo spoglio delle schede di votazione, al computo dei voti ed alla verifica dei requisiti indicali nell’ Art. 55 della Costituzione.

Risultano eletti Vice Presidente, Segretario, Oratore, Tesoriere e Guardiano i Fratelli che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

A parità di voti risulta eletto il più anziano in età massonica.

Il Presidente, proclamati gli eletti, redige apposito verbale delle risul­tanze elettorali e lo rimette alla Gran Segreteria.

Art. 154 - Il Delegato Magistrale assegna agli Ispettori di Loggia le Logge da ispezionare tenendo conto che a nessun Ispettore può essere assegnato il mandato ispettivo nella propria Loggia.

Periodicamente e comunque non meno di tre volte l’ anno, il Vice Ispettore convoca e presiede la riunione degli Ispettori di Loggia per riferire delle loro attività, sull’andamento delle Logge da esse ispezionate e in generale sullo svolgimento degli incarichi ispettivi. Renderà succinto rendiconto della detta riunione trimestrale ad Delegato Magistrale.

Art. 155 - Qualora nel corso del triennio per qualsiasi motivo si renda vacante un posto di Ispettore di Loggia il Delegato Magistrale, previo nulla-osta del Gran Maestro, nomina in sua sostituzione un Fratello in capo al quale ne sussistano le condizioni.

L’ Ispettore così nominato rimane in carica fino al termine del triennio dell’ Ispettore sostituito ed è nominabile a tale carica per un mandato successivo se la sua nomina è avvenuta nell’ ultimo anno.

Qualora nel corso del triennio, per la costituzione di nuove Logge, si renda necessario l’ aumento del numero degli Ispettori di Loggia, Delegato Magistrale vi provvede su delibera della Giunta Esecutiva e previo nulla-osta del Gran Maestro.

Art. 156 - Gli Ispettori di Loggia hanno il diritto di partecipare a tutte le riunioni delle Logge a loro assegnate per svolgere il loro compito di assistenza e sorveglianza. Non hanno diritto di voto.

Art. l57 - L’ incarico ispettivo ordinario per come qui regolamentato non pregiudica ispezioni straordinarie disposte dal Gran Maestro anche su eventuale richiesta e/o segnalazione della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente.

Le competenze, le modalità, i limiti e le attribuzioni degli Ispettori Straordinari sono determinati dal Gran Maestro.

Art. 158 - La Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù dichiara la decadenza del Delegato Magistrale e, su segnalazione di questi, degli Ispettore di Loggia dall’ incarico per constatata impossibilità di adempimento, per rinuncia motivata, per perdita o sospensione della qualità di appartenenza alla Circoscrizione Massonica nella quale l’ Ispettore è stato nominato e per inosservanza degli obblighi previsti dagli Artt.159 e 160 del Regolamento.

Art. 159 - L’ Ispezione generale viene eseguita almeno due volte all’ inizio e alla fine dell’ Anno Massonico.

L’ Ispettore è tenuto ad effettuare altre due visite annuali alla Loggia.

Di ogni ispezione devono essere redatte distinte relazioni al Delegato Magistrale ed al Gran Maestro.

L’ Ispettore riferisce, per ogni singola Loggia, al Delegato Magistrale ed al Gran Maestro, sull’ ordine formale e sulla efficienza Muratoria della Loggia, sulla propria azione di collaborazione e di consiglio, sull’ osservanza delle prescrizioni Costituzionali e Ritualistiche, nonché, sulla regolarità della gestione amministrativa, sulla frequenza delle riunioni di Loggia e sulla partecipazione dei Fratelli.

Art. 160 - Sussistendone la necessità e/o motivi di opportunità l’ Ispettore di Loggia deve riferire in forma riservata al Gran Maestro ed al Delegato Magistrale tutto quanto utile alla crescita dell’ Obbedienza e tutto quanto rischi di attentare alla sua stabilità  

Capo IX - Le Commissioni

Art. 161 - II Consiglio dell’ Ordine ogni cinque anni determina il numero ed elegge i Componenti delle Commissioni permanenti indicate all’ Art. 61 della Costituzione fra i nominativi proposti dai Collegi Circoscrizionali.

Per la composizione debbono essere proposti e  nominati  Fratelli particolarmente competenti nelle materie oggetto delle finalità delle singole Commissioni.

Art. 162 - Le Commissioni permanenti sono presiedute dal Gran Maestro o da un Membro della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente da lui designato.

Art. 163 - Nei trenta giorni dalla formazione delle Commissioni, il Gran Maestro ne convoca i Componenti. Nella prima riunione, ogni commissione:

a) nomina nel suo seno un Vice Presidente;

b) nomina nel suo seno un Segretario che redige i verbali, ne cura la raccolta e provvede,  d’incarico del Gran Maestro o del Vice Presidente, alle convocazioni;

c) prende atto dei compiti assegnati e predispone il lavoro.

Art. 164 -Le convocazioni debbono essere effettuate con un preavviso di almeno dieci giorni e debbono contenere l’ indicazione degli argomenti da esaminare.

Art. 165 - Ciascuna Commissione prende in esame ed esprime il proprio parere su ogni quesito proposto, nell’ ambito della materia ad essa demandata, dal Gran Maestro, dalla Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente, dal Consiglio dell’ Ordine o, tramite i Collegi Circoscrizionali, dalle Logge e dai Fratelli.

Art. 166 – Il Vice Presidente di ciascuna Commissione può essere chiamato a riferire dalla Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente sui lavori compiuti.

Art.  167 - Il Consiglio dell’ Ordine, su richiesta del Gran Maestro, provvede alla sostituzione dei componenti le Commissioni che per tre volte consecutive non abbiano partecipato alle riunioni, che abbiano rassegnato le proprie dimissioni o che siano passati all’ Oriente Esterno.

Art.   168  -Le  Commissioni  permanenti  decadono alla  fine  del quinquennio od al rinnovo del Consiglio dell’ Ordine. In tale ultima ipotesi, la Commissione può ultimare il lavoro in corso a condizione che il nuovo Consiglio dell’ Ordine nella sua prima riunione conceda espressa autorizzazione. 

Titolo III

LA GIUSTIZIA MASSONICA 

Capo I - Disposizioni Generali

Art. 169 - Fino al passaggio in giudicato della sentenza di condanna sussiste la presunzione di innocenza dell’ incolpato.

Solo motivi di opportunità costituiscono la ragione di una eventuale sospensione in seguito alla condanna non ancora passata in giudicato.

Le tavole di accusa debbono essere redatte per iscritto e contenere le indicazioni delle prove ed i nominativi dei testi con i relativi indirizzi.

Le tavole di accusa anonime non sono prese in nessuna considerazione e vanno immediatamente archiviate.

Le tavole di accusa debitamente sottoscritte e corredate da documento di identità dell’ accusante ai fini della verificazione della sua sottoscrizione, ovvero autenticate nelle forme di rito, devono essere indirizzate al Maestro Venerabile del Fratello incolpato, ov­vero al Presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili se competente a giudicare sia il Tribunale Circoscrizionale o al Presidente della Corte Centrale nei casi previsti dall’ Art. 66, 1° e 2° comma della Costituzione.

Art. 170 - II Presidente del Collegio giudicante, appena ricevuti gli atti del pro­cedimento, dopo averne data immediatamente notizia al Fratello o, in persona del suo Venerabile, alla Loggia contro cui si procede, ed alla Giunta, con invi­to alla nomina di un difensore che potrà assistere anche nella fase istruttoria, li rimette ad un Giudice all’ uopo da lui designato, se non ritiene di provvedere egli stesso, affinché nel termine massimo di sessanta giorni:

a) proceda all’ interrogatorio;

b) assuma le prove documentali e testimoniali;

c) formuli i capi di incolpazione;

d) depositi gli atti presso la Segreteria del Tribunale;

e) riferisca al Collegio giudicante.

Subito dopo l’ espletamento degli adempimenti di cui al precedente articolo il Presidente convoca il Collegio giudicante in Camera di Consiglio per decide­re: o il rinvio a giudizio, o il proscioglimento dell’ incolpato.

Qualora nel corso dell’ istruttoria si renda necessario affrontare spese, il Presi­dente ne da comunicazione alla Gran Tesoreria la quale deve provvedere immediatamente.

Art. 171 - Del rinvio a giudizio deve essere sempre data notizia al Gran Mae­stro il quale, raccolte informazioni e sentito il parere della Giunta, può prov­vedere a sospendere il Fratello o la Loggia sottoposti a giudizio da ogni atti­vità, ai sensi dell’ Art. 32 lettera m) della Costituzione.

La Gran Segreteria da notizia del rinvio a giudizio e dell’ eventuale sospensio­ne da ogni attività massonica del Fratello o della Loggia incolpati, al Venera­bile competente ed al Delegato Magistrale competente per territorio.

Art. 172 - In ogni stato dell’ istruttoria il Presidente dell’ organo giudicante in­vestito del processo, se vi sono particolari motivi di incompatibilità o di op­portunità, su istanza di parte o di ufficio, trasmette gli atti alla Corte Centrale per la designazione di un altro Tribunale.

Art. 173 - Deciso il rinvio a giudizio si procede al dibattimento innanzi all’ or­gano giurisdizionale nella sua sede. Il Presidente stabilisce il giorno e l’ ora dell’ udienza e invita a comparire con un congruo termine, non inferiore a quin­dici giorni, le parti, i testimoni che ritiene utile sentire, e chiunque altro possa essere opportunamente sentito. Se l’ incolpato non si presenta e non si giustifica si procede in sua contumacia.

Il dibattimento può essere rinviato con provvedimento motivato; Una volta iniziato è utile ed opportuno che si esaurisca in una sola udienza, ma, ove ne sussiste la necessità, può e deve essere differito al altra udienza per il suo prosieguo.

Art. 174 - Del giorno e del luogo del dibattimento deve essere data notizia al Collegio Circoscrizionale ed alla Gran Segreteria.

Il Collegio Circoscrizionale o la Giunta disporrà che ne sia data notizia ai Maestri Venerabili della Comu­nione.

Art. 175 - Con l’ apertura del dibattimento, il Presidente, dato ingresso nell’ au­la ai Fratelli Maestri che desiderino assistere, nomina all’ incolpato un difenso­re, se egli ne è sprovvisto.

L’ incolpato e il denunziante possono chiedere la escussione di testimoni già sentiti in istruttoria e di testimoni nuovi e possono presentare nuovi documenti.

Il Presidente, o il giudice da lui delegato, fa una breve relazione, dopo di che, sentiti l’ incolpato, il denunziante, gli eventuali testimoni e gli altri chiamati al­la udienza, si da lettura degli atti istruttori e dei documenti acquisiti. Di tali adempimenti viene dato atto a verbale.

Nel corso del dibattimento le parti possono fare le istanze, deduzioni e propo­ste che ritengono opportune. Su di esse e su ogni incidente decide il Collegio. Da ultimo si svolge la difesa e, senza soluzione di continuità, il Collegio si riu­nisce in camera di consiglio e delibera la sentenza della quale il Presidente ne legge in udienza il dispositivo.

Art. 176 - II Tribunale deve redigere per iscritto il dispositivo e comunicare al Gran Maestro, al Delegato Magistrale, alla Gran Segreteria ed al Venerabile interessato le proprie de­cisioni. In base ad esse gli organi competenti procederanno agli eventuali provvedimenti del caso.

Art. 177L’ organo giudicante deciderà anche sul carico delle spese. Il paga­mento delle spese deve essere eseguito dal Fratello onerato nel termine di ses­santa giorni dalla comunicazione del passaggio in giudicato della sentenza, ed è un obbligo d’ onore il cui mancato adempimento costituisce grave colpa massonica.

Art. 178 - Tutti i procedimenti in ogni grado devono essere iniziati entro tren­ta giorni dalla data in cui è pervenuta la tavola d’ accusa. Le sentenze devono essere emesse entro centottanta giorni dalla data di inizio del processo.

La sentenza deve essere depositata entro trenta giorni dalla sua deliberazione e deve contenere l’ indicazione delle parti e l’ oggetto del processo. Deve esse­re motivata e sottoscritta dai componenti del Collegio, deve essere comunica­ta all’ Oratore competente ed alle parti entro sette giorni.

Art. 179 -1 giudizi devono essere proseguiti e condotti a termine fino alla ste­sura della sentenza dagli stessi giudici che li hanno iniziati anche se nel corso del procedimento sarà scaduto il periodo di durata della loro carica. Solo se du­rante il processo vengano a mancare o siano impediti, i giudici potranno esse­re sostituiti.

La sostituzione è fatta dal Presidente con gli altri giudici eletti e, in mancanza di questi, sarà fatta dall’ Organo competente alla designazione di essi.

Art. 180 - I provvedimenti emessi durante il procedimento sono esecutivi e sono impugnabili unitamente alla sentenza. 

Capo II - Impugnazioni.

Art. 181 - L’ impugnazione deve essere proposta entro trenta giorni dal ricevi­mento della comunicazione di cui all’ Art. 178 e deve contenere una sommaria esposizione dei fatti, motivi del gravame e le conclusioni e deve essere diret­ta e spedita, in plico raccomandato, al Presidente dell’ Organo competente. Il Presiden­te del Tribunale Circoscrizionale, nei trenta giorni dalla ricezione del reclamo, convoca il Tribunale. Il Tribunale, assunte informazioni dal Maestro Venerabile della Log­gia che ha emesso il provvedimento e sentito, ove richiesto, il Fratello depen­nato, decide in Camera di Consiglio. Il provvedimento non è ulteriormente impugnabile.

Art. 182 - II Giudice dell’ impugnazione decide normalmente in base agli atti del giudizio di primo grado.

Il Presidente, ricevuto il gravame, richiama gli at­ti dal Presidente del Tribunale che ha emesso la sentenza impugnata, fissa il di­battimento, stabilendone il luogo, il giorno, l’ ora e convoca le parti con un ter­mine non inferiore a giorni trenta.

Se lo ritiene può designare un Membro del Collegio quale Relatore altrimenti riferisce lui stesso. All’ udienza dopo la re­lazione procede alla lettura degli atti.

In casi eccezionali il Collegio può ammettere nuove prove, la rinnovazione ed integrazione delle prove acquisite e ne ordina l’ espletamento in prosieguo se non può procedervi seduta stante.

Seguono lo svolgimento della difesa, la deliberazione della sentenza, la lettu­ra del dispositivo, la stesura nonché tutte le comunicazioni previste per il giu­dizio di primo grado.

Per quanto non detto nelle disposizioni di questo capo, per lo svolgimento del giudizio di appello, si osservano le norme per il giudizio di primo grado in quanto applicabili. 

Capo III - Norme Comuni

Art. 183 - Le comunicazioni, le notificazioni, le convocazioni, gli inviti sono fatti con lettera raccomandata, ovvero con altro mezzo che attesti in modo certo ed incontrovertibile la ricezione da parte dell’ interessato (telegramma con attestazione di ricezione, raccomandata a mani, posta elettronica certificata con riscontro di avvenuta ricezione da parte del destinatario).

Qualora sia accertato che il destinatario di comunicazioni, notificazioni e/o convocazioni che espressamente richiesto di darne riscontro pur avendo ricevuto l’ atto trasmessogli non provvede con sollecitudine e urgenza a comunicare l’ avvenuta ricezione dell’ atto trasmessogli è suscettibile di sanzione disciplinare proporzionata al caso concreto.

Art. 184 - La lettera diretta all’ incolpato o al denunziante se torna al mittente perché il destinatario è sconosciuto al domicilio dichiarato o risultante dal piè di lista della sua Loggia, ovvero rifiutata dal medesimo, si ritiene per come recapitata a tutti gli effetti purché vi sia dichiarazione scritta del Maestro Venerabile della sua Loggia di essere stato diversamente (anche a mezzo telefonico e/o informatico con posta elettronica) portato a conoscenza di quanto comunicatogli a mezzo A.R..

Se il destinatario è il Maestro Venerabile l’ attestazione deve essere sottoscritta dai due Sorveglianti di Loggia.

Art. 185 - Gli atti che abbiano raggiunto il proprio fine comunque compiuti so­no validi.

Art. 186 - La proposta di sospensione dall’ Organo Giudicante formulata ai sensi dell’ Art. 70 della Costituzione deve essere immediatamente comunicata alla Gran Segreteria che ne darà notizia agli stessi Organi di cui Art. 176 del presente Regolamento. 

Capo IV - Il Tribunale di Loggia

Art. 187 - II numero dei giudici del Tribunale di Loggia è di tre effettivi e di due supplenti.

I Fratelli Maestri, in occasione del rinnovo delle cariche di Loggia, eleggono due giudici effettivi e due supplenti tra i Fratelli della Loggia che abbiano ma­turato una anzianità di almeno cinque anni nel grado di Maestro. I giudici ef­fettivi ed i supplenti sono rieleggibili.

II Tribunale di Loggia è presieduto dal Maestro Venerabile o, in caso di suo impedimento, dall’ ex Maestro Venerabile.

Art. 188 - II Tribunale di Loggia ha la sua sede nella Casa Massonica.

Art. 189 - Per il caso in cui il giudizio non abbia a concludersi nel termine mas­simo di giorni 180 dal ricevimento della tavola di accusa, il Presidente del Tri­bunale di Loggia deve, allo spirare del termine, trasmettere tutti gli atti alla Corte Centrale che proseguirà nel giudizio. Gli atti in precedenza compiuti so­no validi. In tal caso l’ impugnazione è proposta dinanzi alla Corte Centrale medesima.

Solo eccezionalmente, stante la celebrazione di un processo particolarmente complicato ed ove si rilevi che non vi siano state inottemperanze e/o ritardi dagli Organi preposti nell’ espletamento delle attività ad esse demandate, su motivata ed articolata istanza del Presidente dell’ Organo Giudicante il suddetto termine di 180 giorni può essere prorogato per il tempo strettamente necessario e comunque non oltre la data che sarà all’ uopo stabilita dal Gran Maestro su conforme parere della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente.

Sospendono i termini del procedimento:

- la documentata impossibilità di partecipare al processo massonico da parte dell’ incolpato, dell’ accusante e dei testimoni per gravi motivi di salute e/o di lavoro che li portano ad allontanarsi momentaneamente dalla loro residenza o dal loro domicilio abituale;

-la comprovata e documentata assenza del Presidente dell’ Organo Giudicante e/o dell’ Oratore a cui è demandata la funzione di Pubblica Accusa;

Capo V - II Tribunale Circoscrizionale

Art. 190 - II numero dei Giudici del Tribunale della Circoscrizione è di uno ogni cinquecento Fratelli o frazione di cinquecento purché non inferiore a duecentocinquanta, con un minimo di tre effettivi e due supplenti. I Collegi Circoscrizionali ogni tre anni eleggono i giudici del Tribunale della Circoscrizione fra i Fratelli della Circoscrizione che abbiano non meno di cinque anni di anzianità nel grado di Maestro, che abbiano rivestito la dignità di Maestro Venerabile, che non rivestano altra carica elettiva o di nomina e che per cultura ed esperienza massonica siano ritenuti idonei alla funzione.

Art. 191 - Entro i successivi trenta giorni dalla elezione il Presidente del Collegio Circoscrizionale convoca i giudici eletti, ne riceve la promessa solenne sulla formula di rito. Entro i successivi quindici giorni il giudice più anziano nel grado di Maestro riunisce i giudici eletti per la designazione del Presidente del Tribunale Circoscrizionale e per la nomina del Segretario da scegliersi fra i Fratelli Maestri della Cir­coscrizione.

Art. 192 - II Tribunale Circoscrizionale ha la sua sede presso gli uffici del Collegio Circoscrizionale. 

Capo VI - La Corte Centrale

Art. 193 - II numero massimo dei Giudici della Corte Centrale è complessivamente di trenta. I Collegi Circoscrizionali ogni tre anni eleggono, ciascuno, un Giudice della Corte Centrale tra i Fratelli Maestri che abbiano i requisiti indicati nell’ Art. 190 del Regolamento dell’ Ordine; gli altri Giudici vengono eletti dalla Gran Loggia tra i Fratelli Maestri aventi i medesimi requisiti sopra indicati.

Art. 194 - Entro i successivi trenta giorni, il Gran Maestro convoca i Giudici eletti e ne riceve la promessa solenne sulla formula di rito. Nei successivi quindici giorni, il giudice più anziano nel Grado di Maestro riunisce i Giudici eletti per la designazione del Presidente della Corte Centrale. Il Presidente della Corte Centrale, nella stessa riunione, presi in carico tutti i procedimenti pendenti la cui istruttoria non sia stata iniziata, nonché le Tavo­le d’ accusa, fissa i criteri di coordinamento e di distribuzione degli incarichi e nomina fra gli eletti il Segretario Centrale.

Subito dopo, il Presidente della Corte Centrale forma Sezioni composte, ciascuna, da cinque Giudici effettivi e tre supplenti.

Ogni Sezione giudicante elegge il proprio Presidente.

Art. 195 - La Corte Centrale ha la sua sede presso la sede Nazionale della Gran Loggia Unita Indipendente.

Ove lo svolgimento di un processo si debba tenere in sede diversa, il Presidente dell’ Organo giudicante ne da notizia alla Gran Segreteria.  

Capo VII - Lo svolgimento del processo innanzi alla Corte Centrale

Art. 196 - Nei casi in cui, per il disposto dell’ Art. 67 della Costituzione, la Cor­te Centrale sia competente a giudicare in primo grado, il Presidente della Cor­te Centrale, ricevuta la Tavola d’ accusa, indica i termini per lo svolgimento del processo.

Nel caso previsto dal 1° comma dell’ Art. 67 della Costituzione, la proposta di sospensione viene presentata dalla Gran Loggia.

Nei casi previsti dall’ ultimo comma dell’ Art. 72 del Regolamento, il Presiden­te della Corte Centrale stabilisce i termini per la decisione sulla cancellazione della Loggia. Il Presidente della Corte Centrale, nei sessanta giorni dalla rice­zione del reclamo, convoca il Collegio per la decisione. Il Collegio, assunte informazioni dal Gran Segretario e sentito, ove richiesto, il Maestro Venerabi­le della Loggia cancellata, decide in camera di consiglio. Il provvedimento della Corte non è ulteriormente impugnabile.

Art.197 - Per i giudizi in grado di appello ed in materia di legittimità, il Presi­dente della Corte Centrale, ricevuta la tavola d’ impugnazione, richiama dal Tribunale che ha emesso la sentenza impugnata, il fascicolo integrale del giudizio; fissa l’ udienza di discussione, di cui da comunicazione al difensore del­l’ incolpato e al Grande Oratore.

Art. 198 - Le sentenze della Corte Centrale in grado di appello sono impugna­bili, nei trenta giorni dalla comunicazione, innanzi alla Corte Centrale in Ses­sione Plenaria.

Le sentenze della Corte Centrale in materia di legittimità non sono impugna­bili, tuttavia qualora la metà dei suoi componenti lo ritenga opportuno e necessario per le peculiarità della materia da trattare può demandare la vertenza e le questioni oggetto del giudizio alla Corte Centrale in Ses­sione Plenaria che si riunisce convocando tutte le Sezioni della Corte stessa. 

Capo VIII - Lo svolgimento del processo innanzi alla Corte Centrale in sessione Plenaria

Art. 199 - Per i giudizi indicati nell’ art. 68 della Costituzione, il Presidente, ricevuti dalla Segreteria della Corte Centrale gli atti del giudizio e le tavole di impugnazione, forma, ai sensi dell’ Art. 198 del Regolamento, il Collegio e fissa l’ udienza per la discussione. 

Capo IX - La Sentenza Definitiva ed i suoi effetti.

Art. 200 - Gli effetti della sentenza decorrono dal suo passaggio in giudicato. Sono definitive le sentenze dei giudizi di primo o di secondo grado non impu­gnate nei termini, le sentenze della Corte Centrale in materia di legittimità e quelle della Corte Centrale in sessione Plenaria.

Art. 201 - II Presidente dell’ Organo giudicante che ha emesso la sentenza di­venuta definitiva per difetto di impugnazione o il Presidente della Corte Cen­trale, dispongono la trasmissione del dispositivo della sentenza al Gran Mae­stro, al Gran Segretario e al Maestro Venerabile della Loggia del Fratello con­dannato per l’ applicazione delle sanzioni e per l’ annotazione nella scheda personale. 

Capo X - I Giudici - Disposizioni Comuni.

Art. 202 - I Giudici della Corte Centrale non sono immediatamente rieleggibi­li.

Art. 203 - Sono ineleggibili i Fratelli nei cui confronti nei cinque anni anteriori al­la elezione, sia stato promosso giudizio massonico conclusosi con sentenza an­che non definitiva di condanna.

Ove la Gran Segreteria accerti un motivo di ineleggibilità, ne da comunica­zione agli Organi preposti alla elezione perché provvedano alla sua sostituzio­ne.

Art. 204 - Vengono sospesi dalla loro funzione i Giudici nei cui confronti sia stato promosso, durante il corso del mandato, un giudizio massonico conclusosi con sentenza di condanna non definitiva di condanna. All’ eventuale passaggio in giudicato della sentenza di condanna segue la decadenza.

L’ Organo giudicante deve dichiarare la sospensione e la decadenza e trasmette­re alla Gran Segreteria, all’ Organo di giustizia di cui è componente ed agli Or­gani preposti alla sua elezione, copia della sentenza di condanna.

La Loggia, la Giunta dell’ Ordine, il Gran Maestro e la Gran Loggia nella riunione immediata­mente successiva provvedono, secondo le rispettive competenze, alla elezione o alla nomina dei nuovi Giudici in sostituzione di quelli dichiarati decaduti.

Art. 205 - I Giudici debbono astenersi dallo svolgimento di ogni attività nel processo in cui l’ incolpato sia un parente o affine. 

Capo XI - Dei poteri di iniziativa e di impugnativa

Art. 206 - Gli Oratori di Loggia esercitano il potere di iniziativa per le colpe massoniche e quello di impugnazione delle sentenze nei processi di compe­tenza dei Tribunali di Loggia. 

Capo XII – Del Giudizio di Revisione.

Art. 207 - Il Gran Maestro su istanza del condannato, del Grande Oratore o del Presidente della Corte Centrale può domandare la revisione dei processi che abbiano comportato, a seguito di sentenza divenuta irrevocabile, l’ espulsione dall’ Ordine:

a) se i fatti stabiliti a fondamento della sentenza di condanna non possano con­ciliarsi con quelli stabiliti in un’ altra sentenza irrevocabile;

b) se dopo la condanna si scoprono o sono sopravvenuti elementi di prova che, soli o uniti a quelli già esaminati nel giudizio, rendano evidente che l’ incol­pato doveva essere prosciolto per non aver commesso il fatto o perché il fat­to non sussiste;

e) se è dimostrato che la condanna venne pronunciata in conseguenza di atti o acquisizioni false o di un altro fatto previsto come colpa massonica.

Art. 208 - Gli elementi in base ai quali la revisione è richiesta devono, a pena di inammissibilità della domanda, essere tali da comportare, se accertato, che l’ espulso doveva invece essere prosciolto ai sensi della lettera b) del preceden­te articolo.

Art. 209 - L’ istanza è presentata unitamente agli atti e documenti che la giusti­ficano presso la Corte Centrale della Gran Loggia Unita Indipendente, uni­tamente alla copia autentica della sentenza di espulsione. La Corte Centrale, richiamati tutti gli atti del processo, li trasmette, entro trenta giorni, al Gran Maestro che può domandare alla Corte Centrale la revisione del processo. La Corte Centrale in Sessione Plenaria. 

Capo XII – Della Grazia

Art. 210 - La domanda di grazia firmata dal diretto interessato è diretta al Gran Maestro ed è presentata al Collegio Circoscrizionale o alla Giunta dell’ Ordine unitamente alla copia autentica della sentenza di con­danna.

Il Collegio Circoscrizionale o la Giunta trasmette la domanda al Gran Maestro corredata del proprio parere e di quello del Venerabile della Loggia di appartenenza del Fratello istante anche all’ epoca dei fatti.

Art. 211 - II Gran Maestro, nel concedere la grazia nei casi previsti dall’ Art. 32, lett. o) n. 1 della Costituzione, stabilirà con relativo Decreto le condizioni e le modalità per il godimento della grazia stessa. 

Titolo IV

LA GESTIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA

Capo I - II Patrimonio Intangibile

Art. 212 - La conservazione e l’ amministrazione del patrimonio intangibile della Gran Loggia Unita Indipendente sono affidate alla Commissione Pa­trimoniale composta dal Gran Maestro, dal Gran Tesoriere, dal Gran Segreta­rio e dal Grande Oratore.

 

Capo II - La Gestione del Patrimonio

Art. 213 - La gestione del patrimonio della Gran Loggia Unita Indipendente deve essere esercitata secondo le norme della corretta amministrazione.

La tenuta della contabilità deve seguire i criteri fissati dalla legislazione italia­na e risultare sui libri obbligatori previsti e vidimati nei modi di legge.

L’ organizzazione amministrativa e contabile, nonché la gestione del fondo co­mune della Gran Loggia Unita Indipendente, è affidata al Gran Tesoriere che cura anche la corrispondenza contabile con le Logge della Comunione.

Art. 214 - Il bilancio di previsione deve contenere l’ indicazione delle entrate e delle uscite nel modo più completo possibile e con l’ indicazione dei relativi capitoli e titoli di utilizzo.

La Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente nel corso dell’ anno Fi­nanziario può disporre lo spostamento da capitolo a capitolo dello stesso tito­lo di spesa.

Art. 215 - Le spese necessarie per il funzionamento della Gran Loggia Unita Indipendente e di tutti i suoi Organi, vengono annualmente stanziate nel bilancio di previsione della Gran Loggia Unita Indipendente.

La Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente fissa le misure dei rim­borsi che il Gran Tesoriere effettua a presentazione dei documenti giustificati­vi di spesa.

Art. 216 - II Gran Tesoriere sottopone semestralmente al Collegio dei Grandi Architetti Revisori tutta la documentazione contabile per il riscontro della ri­spondenza degli introiti e delle spese con i titoli e i capitoli indicati nel bilan­cio di previsione.

Art. 217 - Trenta giorni prima della riunione ordinaria della Gran Loggia, la Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente consegna al Collegio dei Grandi Architetti Revisori per il suo esame, il rendiconto finanziario e lo stato patrimoniale.

Titolo V

DEI LIBRI, DEI REGISTRI, DELLE RACCOLTE, DEI TIMBRI E DEI SIGILLI

Capo I – Gran Maestro e Gran Loggia

Art. 218 – Sono istituiti e conservati presso la Segreteria della Gran Loggia Unita Indipendente:

-         Il Libro d’ Oro dell’ Obbedienza;

-         Il Registro Magistrale di Gran Loggia;

-         Il Registro di Presenza alle Tornate di Gran Loggia con indicazione dell’ O.d.G.;

-         La raccolta dei Verbali e delle Tavole di Gran Loggia;

-         Il Registro di Presenza alle riunioni della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente con indicazione dell’ O.d.G.;

-         La raccolta dei Verbali delle riunioni della Giunta della Gran Loggia Unita Indipendente;

-         La raccolta delle comunicazioni e degli atti provenienti dai Delegati Magistrali e dai Collegi delle Circoscrizioni;

-         La raccolta del “Primo Originale”  con retrostante attestazione di originalità ed annotazione di Registrazione nel Libro d’ Oro dell’ Obbedienza delle Bolle di Fondazione delle Logge dell’ Obbedienza;

-         La raccolta dei Trattati di Amicizia, dei Protocolli di Intesa e degli atti formali afferenti rapporti istituzionali con altre Obbedienze e con Corpi Rituali;

-         La raccolta dei verbali di consegna delle chiavi delle Case Massoniche, delle casseforti, degli scrigni di sicurezza, dei classificatori di sicurezza e similari;

-         L’ archivio delle Sentenze emesse in ogni stato e grado dagli Organi di Giustizia Massonica e gli eventuali provvedimenti di Revisione e di Grazia;

-         Il registro della corrispondenza;

-         Il Libro Rosso di disciplina;

-         Il libro nero di indegnità;

la loro cura e conservazione è demandata al Gran Segretario che li custodirà in locali idonei e forniti di adeguati classificatori di sicurezza di cui ne fornirà una chiave al Gran Maestro, che in ogni e qualsiasi momento e senza preavviso, ha diritto di accedervi. Ulteriore copie sarà consegnata al Gran Cancelliere che in caso di mancanza, vacanza o impedimento del Gran Segretario avrà cura di consegnarla al Gran Segretario Aggiunto.

Il Gran Guardasigilli avrà cura di custodire in apposita cassaforte, di cui una copia delle chiavi consegnerà al Gran Maestro, il costituito Sigillo a Secco della Gran Loggia Unita Indipendente Piazza del Gesù, nonché a richiesta dei Fratelli che ne assumono pro tempore la carica e la Dignità i timbri  e sigilli del Gran Maestro, del Gran Segretario, del Gran Cancelliere, del Gran Tesoriere e del Gran Oratore e più in generale dei Gran Dignitari, dei Grandi Ufficiali, degli Organi Giudiziali e dei loro Componenti e dei Delegati Magistrali.

Della consegna delle chiavi deve essere redatto apposto verbale. 

Capo II – Collegi Circoscrizionali.

Art. 219 - Sono istituiti e conservati presso ogni Collegio Circoscrizionale:

- l’ Albo dei Fratelli costituenti il Collegio Circoscrizionale;

- il registro  delle Presenze;

- il registro delle Riunioni;

- la raccolta dei Lavori e delle attività. 

Capo III – Logge.

Art. 220 - Sono istituiti e conservati presso ogni Loggia:

- Il Registro di Loggia con il piè di lista dei Fratelli;

- Il Registro delle Presenze alle Tornate;

- La raccolta dei Verbali e delle Tavole di Loggia con conservazione delle prime note redatte dal Segretario durante le Tornate ed ogni altra Riunione;

- Il Registro della contabilità della Loggia;

- La raccolta dei documenti di spesa sostenuti dalla Loggia;

- La raccolta degli atti e dei documenti di interesse della Loggia;

- Il Registro della corrispondenza;

nonché, il Timbro di Loggia, quello del Maestro Venerabile, del Fratello Segretario e del Tesoriere.

ANTICHI DOVERI

 

I DOVERI DI UN LIBERO MURATORE

Edizione del 1723

 

Estratti dagli antichi documenti di Logge di oltremare, e di quelle di Inghilterra, Scozia e Irlanda, per l ’uso delle Logge di Londra: da leggere quando si fanno nuovi Fratelli o quando il Maestro lo ordini.

 

I TITOLI GENERALI

ossia

 

I.                   Di Dio e della Religione.

II.                Del Magistrato civile supremo e subordinato.

III.             Delle Logge.

IV.              Dei Maestri, Sorveglianti, Compagni e Apprendisti.

V.                 Della condotta dell'Arte nel lavoro.

VI.              Del comportamento, ossia

 

1.      Nella Loggia allorché costituita.

2.      Dopo che la Loggia è chiusa e i Fratelli non sono usciti.

3.      Quando i Fratelli s’ incontrano senza estranei, ma non in una Loggia.

4.      In presenza di estranei non massoni.

5.      In casa e nelle vicinanze.

6.      Verso un Fratello straniero.

 

I. CONCERNENTE DIO E LA RELIGIONE


Un muratore è tenuto per la sua condizione a obbedire alla legge morale; e se intende rettamente l’ Arte non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso. Ma sebbene nei tempi antichi i Muratori fossero obbligati in ogni Paese ad essere della religione di tale Paese o Nazione, quale essa fosse, oggi peraltro si reputa più conveniente obbligarli soltanto a quella Religione nella quale tutti gli uomini convengono, lasciando loro le loro particolari opinioni; ossia essere uomini buoni e sinceri o uomini di onore ed onestà, quali che siano le denominazioni o le persuasioni che li possono distinguere; per cui la Muratoria diviene il Centro di Unione, e il mezzo per conciliare sincera amicizia fra persone che sarebbero rimaste perpetuamente distanti.

 

II. DEL MAGISTRATO CIVILE SUPREMO E SUBORDINATO

 

Un Muratore è un pacifico suddito dei Poteri Civili, ovunque egli risieda o lavori e non deve essere mai coinvolto in complotti e cospirazioni contro la pace e il benessere della Nazione, né condursi indebitamente verso i Magistrati inferiori; poiché la Muratoria è stata sempre danneggiata da guerre, massacri e disordini, così gli antichi Re e Principi sono stati assai disposti ad incoraggiare gli uomini dell’ Arte, a causa della loro tranquillità e lealtà; per cui essi praticamente risposero ai cavilli dei loro avversari e promossero l’ onore della fraternità che sempre fiorì nei tempi di pace. Cosicché se un Fratello divenisse un ribelle contro lo Stato, non deve essere favorito nella sua ribellione ma piuttosto compianto come uomo infelice; e, se non convinto di altro delitto, sebbene la leale Fratellanza possa e debba sconfessare la sua ribellione e non dare ombra o base per la gelosia politica del governo in essere, egli non può venire espulso dalla Loggia ed il suo vincolo rimane irrevocabile.

III. DELLE LOGGE

 

Una loggia è un luogo dove i Muratori si raccolgono e operano; per cui tale assemblea, o debitamente organizzata società di Muratori, è chiamata una Loggia, e ogni fratello deve appartenere ad una ed essere soggetto alle sue norme e ai regolamenti generali. Essa è particolare o generale e ciò si comprenderà meglio frequentandola e mediante i regolamenti inerenti della Loggia generale o Gran Loggia. Nei tempi antichi, né Maestro né Compagno poteva esservi assente, specialmente quando convocato a comparirvi, senza incorrere in severa censura, salvo che non risultasse al Maestro e ai Sorveglianti che forza maggiore lo aveva impedito. Le persone ammesse come membri di una Loggia devono essere uomini buoni e sinceri, nati liberi e di età matura e discreta, non schiavi, non donne, non uomini immorali o scandalosi, ma di buona reputazione.

 

IV. DEI MAESTRI, SORVEGLIANTI, COMPAGNI E APPRENDISTI

 

Tutte le preferenze fra i Muratori sono fondate soltanto sul valore reale e sul merito personale: che così i committenti siano serviti bene, che i Fratelli non debbano vergognarsi né che l’ Arte Reale venga disprezzata: Perciò nessun Maestro o Sorvegliante sia scelto per anzianità ma per il suo merito. È impossibile descrivere tali cose per iscritto e ogni Fratello deve stare al suo posto e addestrarsi in una via peculiare a questa Fraternità: i candidati possono sapere soltanto che nessun Maestro può assumere un Apprendista se non ha bastevole occupazione per lui, se non è un giovane perfetto, non avente nel suo corpo mutilazioni o difetti che lo possano rendere incapace di apprendere l’ Arte, di servire il committente del Maestro e di essere creato Fratello e poi a tempo debito Compagno d’ Arte, quando egli abbia servito un termine di anni quale comporta il costume del Paese; e che egli discenda da genitori onesti; che così, se altrimenti qualificato, egli possa accedere all’ onore di essere il Sorvegliante e poi li Maestro della Loggia, il Gran Sorvegliante ed anche il Gran Maestro di tutte le Logge, secondo il suo merito.

Nessun Fratello può essere Sorvegliante se non ha svolto il ruolo di Compagno d’ Arte, né Maestro se non ha funzionato da Sorvegliante, né Grande Sorvegliante se non è stato Maestro di una Loggia, né Gran Maestro se non è stato Compagno d’ Arte prima della sua elezione, essendo anche di nobile nascita o gentiluomo delle più elevate maniere o eminente studioso od originale architetto o altro artista, discendente da genitori onesti e che sia di merito singolarmente grande nella opinione delle Logge. E per il migliore, più agevole e più onorevole adempimento di tale ufficio, il Gran Maestro ha il potere di scegliere il suo proprio Deputato Gran Maestro che deve essere, o essere stato precedentemente, il Maestro di una Loggia particolare, ed ha il privilegio di agire come può agire il Gran Maestro, suo principale, a meno che il detto principale sia presente o interponga la sua autorità con una lettera.

Questi Ordinatori o Governatori, supremi e subordinati, dell’ antica Loggia, devono essere obbediti nei loro rispettivi ambiti da tutti i Fratelli, secondo gli antichi doveri e regolamenti, con tutta umiltà, reverenza, amore e alacrità.

 

V. DELLA CONDOTTA DELL’ ARTE NEL LAVORO

 

Tutti i Muratori devono lavorare onestamente nei giorni di lavoro, onde possano vivere decorosamente nei giorni di festa; e il tempo stabilito dalla legge del paese, o confermato dal costume, deve essere osservato. Il più esperto dei Compagni d’ Arte deve essere scelto o nominato Maestro, o sovrintendente del lavoro del committente; deve essere chiamato Maestro da coloro che lavorano sotto di lui. Gli uomini dell’ Arte devono evitare ogni cattivo linguaggio e non chiamarsi fra loro con alcun nome spregevole ma Fratello o Compagno; ed essere cortesi fra loro sia dentro che fuori dalla Loggia. Il Maestro, conscio della sua abilità, condurrà il lavoro del committente nel modo più ragionevole e lealmente impiegherà le sostanze di questi come se fossero le sue proprie; né darà ad alcun Fratello o Apprendista un salario superiore a quanto realmente merita. Sia il Maestro che i Muratori riceventi il loro giusto salario devono essere fedeli al committente ed onestamente compiere il suo lavoro, sia a misura che a giornata; non debbono lavorare a misura quando è ancora usanza lavorare a giornata. Nessuno deve manifestare invidia per la prosperità di un Fratello, né soppiantarlo o fargli togliere il suo lavoro se egli è capace di compierlo; nessuno può finire il lavoro di un altro per l’ utile del committente, se non ha piena coscienza dei progetti e dei disegni di colui che l’ ha cominciato. Quando un Compagno dell’ Arte è scelto come Sorvegliante del lavoro sotto il Maestro, egli deve essere leale sia col Maestro che coi Compagni, deve accuratamente sorvegliare il lavoro nell’ assenza del Maestro a beneficio del committente; ed i Fratelli devono obbedirgli. Tutti i Muratori impiegati riceveranno il loro salario docilmente, senza mormorazioni e senza ribellioni, e non lasciare il Maestro fino a che il lavoro sia compiuto. Un Fratello più giovane deve venire istruito nel lavoro per impedire che sprechi materiale per inesperienza e perché si ingrandisca e si mantenga nell’ amore fraterno. Tutti gli arnesi usati nel lavoro devono essere approvati dalla Gran Loggia. Nessun lavorante deve essere adibito a lavori propri della Muratoria, né i Liberi Muratori potranno mai lavorare con coloro che sono non liberi, senza una urgente necessità; né essi possono insegnare ai lavoranti e ai Muratori non accettati, come devono insegnare a un Fratello o Compagno.

 

VI . DEL COMPORTAMENTO, ossia


1. Nella Loggia allorché costituita

 

Non dovete formare comitati particolari o separate conversazioni senza l’ assenso del Maestro, non trattare di alcuna cosa inopportuna o sconveniente, non interrompere il Maestro o i Sorveglianti, o alcun Fratello che parla col Maestro: Non occuparvi di cose ridicole o scherzose mentre la Loggia è impegnata in altre serie e solenni; non usare alcun linguaggio sconveniente sotto alcun pretesto; ma rivolgere la dovuta riverenza al vostro Maestro, ai Sorveglianti, ai Compagni e inducendo questi al rispetto.

Se qualsiasi accusa fosse promossa, il Fratello trovato colpevole deve accettare il giudizio e la decisione della Loggia, che è giudice idoneo e competente di tutte queste controversie (a meno che non portiate appello alla Gran Loggia) e davanti alla quale devono essere portate, a meno che un lavoro del committente non debba venire interrotto, nel qual caso ci si dovrà regolare opportunamente; ma non dovete andare in giudizio per quanto concerne la Muratoria, senza assoluta necessità riconosciuta dalla Loggia.

 

2. Comportamento quando la Loggia è chiusa ed i Fratelli non sono usciti


Potete divertirvi con innocente allegria, trattandovi l’ un l'altro a vostro talento, ma evitando ogni eccesso, o di spingere alcun Fratello a mangiare o bere oltre la sua inclinazione o di impedirgli di andare quando le circostanze lo chiamano, o di fare o dire cose offensive e che possono impedire una facile e libera conversazione; poiché questo turberebbe la nostra armonia e vanificherebbe i nostri lodevoli propositi. Perciò né ripicche o questioni personali possono essere introdotte entro la porta della Loggia, ancor meno qualsiasi questione inerente la Religione o le Nazioni o la politica dello Stato, noi essendo soltanto, come Muratori, della summenzionata Religione Universale; noi siamo inoltre di tutte le Nazioni, Lingue, Discendenze e Idiomi e siamo avversi a tutte le politiche, come a quanto non ha mai portato al benessere della Loggia né potrebbe portarlo mai. Questo dovere è stato sempre strettamente posseduto e osservato; ma specialmente dal tempo della Riforma in Britannia, o il dissenso e la secessione di tali nazioni dalla Comunione di Roma.

 

3. Comportamento quando i Fratelli si incontrano senza estranei ma non in una Loggia costituita


Vi dovete salutare l’ un l’ altro in modo cortese, come siete stati istruiti, chiamandovi Fratello l’ un l’ altro, liberamente fornendovi scambievoli istruzioni che possano essere utili, senza essere visti o uditi, e senza prevalere l’ un sull’ altro o venendo meno al rispetto dovuto ad ogni Fratello, come se non fosse Muratore. Per quanto tutti i Muratori siano, come Fratelli, allo stesso livello, pure la Muratoria non toglie ad un uomo quell’ onore di cui godeva prima; piuttosto aumenta tale onore, specialmente se egli avrà benemeritato della Fratellanza si deve onore a colui cui è dovuto, ed evitare le cattive maniere.

 

4. Comportamento in presenza di estranei non Massoni.


Sarete cauti nelle vostre parole e nel vostro portamento affinché l’ estraneo più accorto non possa scoprire o trovare quanto non è conveniente che apprenda; e talvolta dovrete sviare un discorso e manipolarlo prudentemente per l’ onore della rispettabile Fratellanza.

 

5. Comportamento in casa e nelle vicinanze


Dovete agire come si conviene a uomo morale e saggio; particolarmente non lasciate che la vostra famiglia, amici e vicini conoscano quanto riguarda la Loggia, ecc. ma saggiamente tutelate l’ onore vostro e quello dell’ antica Fratellanza, per ragioni da non menzionare qui. Voi dovete anche tutelare la vostra salute non intrattenendovi troppo a lungo o troppo lontano da casa, dopo che le ore di Loggia sono passate; ed evitando la ghiottoneria e l’ ubriachezza, affinché le vostre famiglie non siano trascurate od offese, né voi inabilitati a lavorare.

 

6.Comportamento verso un Fratello straniero


Lo esaminerete cautamente, conducendovi secondo un metodo di prudenza affinché non siate ingannati da un ignorante falso Pretendente, che dovrete respingere con disprezzo e derisione, guardandovi dal fargli alcun segno di riconoscimento.

Ma se accertate che egli è un vero e genuino Fratello, dovete rispettarlo di conseguenza; e se egli è in bisogno, dovete aiutarlo se potete, oppure indirizzarlo dove possa venire aiutato: Dovete occuparlo per qualche giornata di lavoro oppure raccomandarlo perché venga occupato. Ma non siete obbligato a fare oltre la vostra possibilità, soltanto a preferire un Fratello povero, che è un uomo buono e sincero, prima di qualsiasi altra persona povera nelle stesse circostanze.

Finalmente, tutti questi doveri voi dovete osservare ed anche quelli che vi saranno comunicati per altra via; coltivando l’ amore fraterno, la pietra di fondazione e di volta, il cemento e la gloria di questa antica Fratellanza, evitando tutte le dispute e questioni, tutte le maldicenze e calunnie, non consentendo agli altri di diffamare qualsiasi onesto Fratello, ma difendendo il suo carattere e dedicandogli i migliori uffici per quanto consentito dal vostro onore e sicurezza e non oltre. E se qualcuno vi fa ingiuria, dovete rivolgervi alla vostra o alla sua Loggia e, dopo, appellarvi alla Gran Loggia nelle assemblee trimestrali e quindi alla Gran Loggia annuale, come è stato l’ antico lodevole costume dei nostri antenati in ogni Nazione; non dovete intraprendere un processo legale a meno che il caso non possa venire risolto in altro modo e pazientemente affidatevi all’ onesto e amichevole consiglio del Maestro e dei Compagni, allorché essi vogliono evitare che voi compariate in giudizio contro estranei e vi esortano ad accelerare il corso della giustizia, che cosi farete meglio l’ interesse della Muratoria con migliore alacrità e successo; ma, rispetto a Compagni o Fratelli in giudizio, il Maestro e i Fratelli dovranno gentilmente offrire la loro mediazione, che a loro deve essere con riconoscenza affidata dai Fratelli contendenti; e se tale sottomissione è impraticabile, questi potranno condurre il loro processo o causa, senza animosità e senza collera (non nel modo comune), facendo, od omettendo quanto possa compromettere l’ amore fraterno, e buoni uffici devono essere rinnovati e continuati; che tutti possano vedere la benefica influenza della Muratoria, come tutti i veri Muratori hanno fatto dal principio del mondo e faranno fino alla fine del tempo.

Amen, così sia.

 

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