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La Ragione che Ci sostiene nelle Nostre condotte e che ci dà la possibilità di non ridurci alla schiavitù del vizio e del pregiudizio;
La Carità verso il Nostro prossimo per dargli, quando null’ altro abbiamo, almeno la Nostra parola, il Nostro sorriso, il Nostro tempo.
Ed ancora: di Annibale non potremo mai dimenticare la Fede alla Parola data -anche a condizione della propria vita-, la Correttezza, la Genuinità di ogni Suo comportamento, il Suo sincero e smisurato altruismo, la gioia del Suo sorriso.
Annibale aveva tanti progetti, tanti amori, tante passioni.
Amava i giovani Figli Giuseppe e Massimo, l’ affettuosa Mamma Luisa, la cara Sorella Giulia, amava i Familiari tutti, amava Chi gli era e Chi Gli stava vicino, amava il Lavoro, amava il Progetto di una Umanità Libera ed Uguale raccolta nella Fratellanza al di là di ogni divisione sociale, religiosa, etnica e culturale.
In una parola: Amava la Vita.
Oggi Noi abbiamo il dovere di portare avanti questi progetti, questi sentimenti, le Sue aspettative. Ognuno di Noi, nessuno escluso, potrà collaborare: per primi Massimo e Giuseppe Gli renderanno quelle soddisfazioni di studio e di professione affinché non siano facilmente assoggettati alle vicissitudini delle esigenze dell’ esistenza quotidiana, lo onoreranno e manterranno alto il Suo nome e la Sua -mai scalfita- Dignità, la Madre e la Sorella continueranno, con amore, a portare avanti i Suoi impegni terreni continuando a renderGli ogni giorno onore con ogni Loro azione. Chi come Noi ebbe l’ onore ed il privilegio di poterLo frequentare e conoscerLo nei Suoi Pensieri e Progetti più Nobili ha l’onere e l’ onore di continuare a perseguire quel cammino (iniziatico) senza mai venire meno all’ impegno (solennemente) assunto. Chi, infine, ebbe solo l’ occasione di conoscerLo conserverà di Lui il ricordo di un Uomo Libero il cui fulgido esempio di ineffabile Virtù gli sarà di imperitura guida.